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13 Aprile 2026 - 09:59
Maleducati hanno imbrattato la panchina gigante di Montebuono
BORGROFRANCO D’IVREA – Un gesto di inciviltà che colpisce uno dei luoghi simbolo del territorio. La panchina gigante di Montebuono, meta sempre più frequentata da escursionisti e visitatori, è stata imbrattata con scritte e graffiti.
A denunciare l’accaduto è l’ex sindaco Fausto Francisca.
“Un amico - scrive sui social - mi ha segnalato questo atto di inciviltà. Insieme dobbiamo vigilare e denunciare gli autori. La panchina gigante di Montebuono è patrimonio di tutti”.
Un appello diretto alla comunità, chiamata a difendere un bene che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per il turismo locale e per chi cerca una meta semplice ma suggestiva dove trascorrere qualche ora all’aria aperta.
La panchina gigante verde e blu, numero 184 del circuito ufficiale Big Bench Community project, si trova in località Montebuono, sulle alture di Borgofranco d’Ivrea, in una posizione panoramica e contemplativa immersa tra colline e vigneti. È collocata su un piccolo promontorio, una vera e propria balconata naturale che offre una vista ampia sul Canavese, sulla Serra d’Ivrea, sul Mombarone e sulle montagne in direzione della Valle d’Aosta, con uno sguardo che nelle giornate limpide può spaziare fino verso Torino.
Raggiungerla è semplice e alla portata di tutti: si può arrivare in auto fino alla zona del cimitero e della chiesetta, ultimo punto utile per il parcheggio, oppure lasciare il mezzo in paese, ad esempio in piazza Germanetti, e proseguire a piedi o in bicicletta. L’ultimo tratto si percorre con una breve passeggiata tra le vigne, lungo un sentiero ben segnalato dalle frecce. Il percorso è facile e richiede pochi minuti, anche se presenta un leggero dislivello.
L’idea delle panchine giganti nasce nel 2010 da Chris Bangle, designer americano trasferitosi a Clavesana, ed è diventata nel tempo un fenomeno diffuso in tutta Italia e non solo. Sedersi su queste installazioni fuori scala significa tornare bambini, con i piedi a penzoloni e lo sguardo libero di spaziare sul paesaggio, riscoprendo il senso della meraviglia attraverso un punto di osservazione insolito.
Le Big Bench rappresentano oggi un’attrazione simbolo capace di sostenere il turismo locale, valorizzare i territori e promuovere le eccellenze artigianali e commerciali dei paesi che le ospitano. Vengono infatti collocate in luoghi panoramici e suggestivi, pensati per offrire esperienze semplici ma autentiche, accessibili gratuitamente a chiunque.
Il territorio che ospita la panchina non è privo di fascino anche dal punto di vista storico e leggendario. Borgofranco d’Ivrea, situato tra Ivrea e la Valle d’Aosta, ai piedi dell’anfiteatro morenico della Serra, è da sempre un crocevia naturale. Secondo antiche leggende, questa zona era un grande bacino d’acqua dominato dalla sacerdotessa guerriera Ypa, che avrebbe sacrificato il proprio regno per aiutare gli uomini, aprendo un varco tra le colline per far defluire le acque. Un racconto che si intreccia con la realtà geologica di un territorio modellato nei millenni da ghiacciai e detriti alpini.
Non mancano altre storie curiose, come quella degli uomini dai piedi palmati che, secondo la tradizione, vivevano nei boschi tra Canavese e Valle d’Aosta e scendevano a valle per vendere formaggi, nascondendo sotto lunghe vesti la loro singolare caratteristica.
Oltre alle leggende, la zona è attraversata dalla Via Francigena, storico itinerario di pellegrinaggio verso Roma, e ancora oggi la Dora Baltea viene setacciata da appassionati alla ricerca di piccole tracce d’oro.
Tra le iniziative collegate al circuito quella del “passaporto delle Big Bench”, che consente di collezionare timbri nelle diverse località. Per ottenere il timbro, ci si può rivolgere all’Ufficio Turistico (via Monbarone 3 o Palazzo Marini), aperto dalle 9 alle 12 (chiuso ad agosto), oppure a Farinel on the Road, in via del Buonumore, aperto dalle 12 alle 23 (chiuso nei mesi di gennaio e febbraio), e anche presso L’Albero Maestro in via Torrazza.
Nei dintorni non mancano ulteriori mete di interesse, come il Lago Sirio, il Lago di Viverone con i suoi siti palafitticoli patrimonio UNESCO, o le suggestive Terre Ballerine, ideali per una passeggiata immersi nella natura.
Proprio per il suo valore simbolico, turistico e culturale, episodi come quello segnalato rappresentano un danno non solo estetico ma anche per l’immagine del territorio. Da qui l’invito, rilanciato da Fausto Francisca, a vigilare e a prendersi cura di un bene che appartiene all’intera comunità.
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