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Ivrea in Azione

Negozi chiusi, comunità più fragile

La crisi del commercio di prossimità è anche una crisi sociale: meno analisi e più decisioni per il futuro di Ivrea

Negozi chiusi, comunità più fragile

Via Arduino

La desertificazione commerciale non è soltanto una questione economica, ma un segnale più profondo che riguarda la qualità della vita delle nostre comunità. Quando chiudono i negozi di prossimità, non perdiamo solo vetrine illuminate, perdiamo presìdi sociali, relazioni quotidiane, sicurezza diffusa. È da qui che occorre ripartire, con uno sguardo concreto e responsabile.

La politica, in particolare quella locale, non può limitarsi a registrare un disagio ormai evidente. Le parole dell’assessora Colosso descrivono fenomeni reali, il calo dell’attrattività, la svalutazione degli immobili, la riduzione dei servizi, la diminuzione delle occasioni di socialità, ma non indicano ancora una direzione sufficientemente chiara per affrontarli. E oggi, più che analisi, servono scelte.

L'assessora Gabriella Colosso

Occorre dirlo con equilibrio ma anche con franchezza, la riduzione della socialità non è un destino inevitabile. È, almeno in parte, il risultato di decisioni pubbliche stratificate nel tempo, talvolta frammentarie, talvolta prive di una visione unitaria. Per questo motivo, non basta intervenire per compartimenti stagni. Serve un cambio di passo.

Un primo elemento riguarda il linguaggio e, con esso, l’approccio. Continuare a concentrare l’attenzione sul solo “centro storico” rischia di restringere il campo, trascurando il più ampio “centro cittadino”, fatto di quartieri, vie e piazze che vivono dinamiche diverse ma ugualmente rilevanti. Ivrea non è un perimetro limitato, è una comunità articolata, che chiede di essere considerata nella sua interezza. Allarghiamo la nostra visuale e iniziamo a parlare di centro cittadino.

Da qui nasce l’esigenza di una visione organica e inclusiva. Non servono necessariamente grandi investimenti o progetti complessi, spesso le risposte più efficaci sono anche le più semplici, purché siano coordinate. Incentivare l’apertura di attività di vicinato, facilitare l’utilizzo temporaneo degli spazi sfitti, promuovere eventi diffusi e servizi di quartiere sono azioni concrete che possono restituire vitalità al tessuto urbano.

Allo stesso tempo, è fondamentale che ogni intervento sia guidato da un principio di equità territoriale. Ogni parte della città può e deve contribuire al rilancio complessivo, valorizzando le proprie specificità. Questo significa ascoltare i cittadini, coinvolgere le realtà locali, costruire percorsi condivisi.

In una fase come questa, segnata da cambiamenti rapidi e talvolta disorientanti, la politica è chiamata a ritrovare la propria funzione più alta, quella di orientare, tenere insieme, costruire fiducia. Con pragmatismo, senza slogan, ma anche senza rinunciare a una visione.

Perché ricostruire la vitalità commerciale significa, in fondo, ricostruire comunità e a Ivrea siamo capaci se vogliamo. E questo è un obiettivo che merita serietà, misura e impegno costante da parte di tutti gli attori, a partire dalla politica.
Ciao!!

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