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Punto Rosso

Sanità nell'ASL TO4: Il labirinto dei diritti negati e la beffa delle liste d’attesa

Sanità pubblica sotto accusa: tra burocrazia, agende chiuse e norme superate, i cittadini dell’ASL TO4 si scontrano con un sistema che rende sempre più difficile l’accesso alle cure

Sanità nell'ASL TO4: Il labirinto dei diritti negati e la beffa delle liste d’attesa

Sanità nell'ASL TO4: Il labirinto dei diritti negati e la beffa delle liste d’attesa

Il diritto alla salute, in teoria, è scolpito nella nostra Costituzione e ribadito da decreti legislativi che sembrano non lasciare spazio a dubbi. Eppure, per i cittadini assistiti delle nostre Asl, il "percorso di tutela" per ottenere una prestazione specialistica somiglia sempre più a un gioco dell’oca punitivo, dove ogni casella nasconde un’insidia burocratica o una beffa normativa.

Il primo paradosso è geografico. Il regolamento parla chiaro: se l’utente rifiuta la prima data utile, perde il diritto ad essere visitato nei tempi previsti. Ma cosa succede quando quella "data utile" viene proposta a centinaia di chilometri di distanza? Mandare un cittadino da Ivrea fino a Novara oCuneo, ignorando obiettive difficoltà logistiche, non è garantire un servizio: è svuotare il diritto di significato.

Non va meglio per chi è già "dentro" il sistema. La tutela si ferma alla prima visita. Nonostante le rassicurazioni dell'Azienda sulla presa in carico dei pazienti dopo la prima visita, assistiamo spessoa casi in cui, dopo il primo accesso, l'utente viene invitato a prenotare esami successivi in autonomia e quindi condannato a ricominciare da capo estenuanti attese di mesi.

prese in carico

C'è poi l'illegalità diffusa delle "agende chiuse". Sentirsi rispondere che non ci sono date perché l’agenda non è disponibile è un abuso: la Legge 266/2005 lo vieta espressamente, prevedendo sanzioni. Eppure accade, e solo chi ha gli strumenti per denunciare alla direzione dell’Asl riesce a far valere le proprie ragioni. Infatti, non è alla portata di tutti il ricorso all’amministrazione sanitaria.

Ma la beffa più grande arriva dai "Piani Nazionali" (PNGLA). Non tutte le prestazioni sono tutelate allo stesso modo. Recentemente nella nostra Asl è stato respinto un ricorso per una prestazione(priorità 60 giorni, appuntamento proposto a 10 mesi di distanza!) perché non rientrava nell’elenco PNGLA 2019-2021. Ed ecco il mistero: perché l'ASL TO4 fa ancora riferimento al piano 2019-2021 quando il nuovo PNGLA 2025-2027 è stato approvato dalla il 13 febbraio 2025 dalla Conferenza Stato Regioni? E nel nuovo piano, ironia della sorte, l’ecografia prima esclusa è inveceora tutelata. In quale frullatore di ingredienti variabili vogliamo immergere chi già sta male?

Sorge poi anche un’altra domanda: quando un ricorso ha successo e il posto "magicamente" compare, dove si trovava quel buco fino a un momento prima inesistente? Spesso si ricorre all'intramoenia, l'attività privata dentro le mura pubbliche. Veramente riteniamo accettabile che, con liste d’attesa bibliche, si permetta ai medici di praticare privatamente nelle stesse strutture che non garantiscono il servizio pubblico?

Invece di costringere il cittadino a estenuanti battaglie burocratiche contro la Pubblica Amministrazione, dovremmo pretendere il ripotenziamento della sanità pubblica con assunzioni vere e condizioni di lavoro degne.

Vorrei informare che Rifondazione Comunista, non siamo solo capaci di critica, ma cerchiamoanche fornire fattivo aiuto. Abbiamo sportelli attivi in tutta Italia, anche a Torino presso l’Aps Poderosa Servizi ed abbiamo in studio di aprire uno a Ivrea. Il ricorso è giusto e va fatto, sempre, ma il nostro obiettivo partendo dai singoli ricorsi è più grande: attivare una class action per dare una risposta collettiva a un disservizio che tocca profondamente la vita di tutti noi. La salute non è una merce, né un premio per chi sa meglio districarsi tra i commi di un regolamento.

Per tutto quanto sopra detto faccio appello al Sindaco di Ivrea affinché, come Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ASL TO4, eserciti appieno il suo ruolo di garante della salute pubblica. Il territorio ha bisogno di una guida che metta il diritto alla cura al di sopra di ogni logica burocratica o di bilancio.

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