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Eporedia Futura

Il “problema” dei quartieri

Dalle promesse elettorali al mancato coinvolgimento dei cittadini: nei quartieri di Ivrea crescono disagi, polemiche e richieste di partecipazione reale

Matteo Chiantore

Matteo Chiantore

Dei tanti problemi di cui l’Amministrazione Chiantore sembra non occuparsi, sicuramente quello relativo ai quartieri della nostra Città resta tra i principali.

In campagna elettorale ne abbiamo sentite tante sul coinvolgimento, sul decentrare i servizi per ridare importanza ai quartieri, sulla partecipazione delle persone e dei comitati di quartiere. E poi?

Che questa Giunta avesse problemi sul tema è emerso chiaramente fin da quanto il Sindaco Chiantore ha istituito la delega “alle periferie”, affidata all’Assessore Gabriella Colosso.

Negli ultimi tempi, alcuni dei principali temi del dibattito pubblico hanno proprio riguardato i quartieri, basti pensare alla cava di San Bernardo, agli orti urbani di San Grato, alla sicurezza della Stazione, fino alla recente aggressione della Fenice, causata ancora una volta da odiose baby gang.

pestaggi

Alle vittime, ovviamente, tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ribadendo quanto affermiamo da due anni: a Ivrea il problema baby gang, quasi sempre associato allo spaccio, esiste eccome e deve essere affrontato in modo serio e concreto.
Tornando alla riflessione sui quartieri, soffermiamoci sul modus operandi della Giunta: quando nasce un problema, magari dopo qualche mese di polemica sui giornali, ecco che il Sindaco, con qualche Assessore e magari anche un funzionario comunale, organizza la riunione per spiegare alla cittadinanza – spesso quando il problema è già irrisolvibile – che l’Amministrazione può fare ben poco.
Ma è possibile che i quartieri vengano coinvolti solo a giochi fatti?

Certo, non è logisticamente facile il coinvolgimento tanto citato in campagna elettorale dalla sinistra.
Una possibile soluzione, senza dubbio, è quella di favorire la costituzione di comitati di quartiere, enti che facilitino proprio la comunicazione tra le strutture comunali e la cittadinanza.

Il vero “problema”, però, è che quando coinvolgi i cittadini non è sempre detto che vengano a dirti quanto sei bello e quanto sei bravo, anzi, specialmente se contattati solo in occasione dell’insorgere di problemi seri.
Sono fortemente convinto, tuttavia, che queste forme di cittadinanza attiva, di fronte a un’Amministrazione in grado di instaurare un vero rapporto di collaborazione e rispetto reciproco, possano essere un utile strumento per affrontare tanti dei problemi di cui sentiamo parlare ogni giorno: in primo luogo perché vengono affrontati da persone che, vivendoli, li conoscono meglio di chiunque altro e, inoltre, perché la forza di un’Amministrazione realmente al fianco dei propri cittadini è inarrestabile.
A vedere la situazione attuale, purtroppo, siamo ancora piuttosto lontani da tutto questo.

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