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Castellamonte coltiva comunità: nasce l’Orto delle Chiocciole

Spazio incolto trasformato tra via Brezzi e via Ghione: coinvolte scuole e associazioni

Castellamonte Inaugurazione dell Orto delle Chiocciole

Amministratori e volontari nel prato che presto di trasformerà in orto-giardinoorto

Un nuovo Orto di Comunità si aggiungerà presto a Castellamonte a quello già esistente. A poca distanza dall’ <Orto di Camillo> gestito dall’associazione Se.Mi., venerdì 10 aprile è stato inaugurato quello <delle Chiocciole>: deve il suo nome al simbolo di Slow Food Canavese, che se ne prenderà cura.

Per ora non c’è che un prato verde ma presto comincerà a riempirsi di ortaggi e di fiori coltivati dagli alunni delle scuole cittadine. Il primo passo è stato compiuto, proprio il giorno dell’inaugurazione, fornendo loro i semi da piantare ed  insegnando come farlo. Si sono recati sul posto nel primo pomeriggio, accompagnati dalle insegnanti, ed hanno preso confidenza con questo nuovo spazio seminando, disegnando sui tavoli appositamente preparati, consumando una merenda preparata per loro. Erano tanti, probabilmente più dei 150 previsti, e torneranno presto per collocare a dimora le piantine che hanno seminato.

Lo spazio, messo a disposizione dal Comune, è un terreno situato tra Via Brezzi e Via Ghione,  a poca distanza dall’ex-stazione e da alcune delle scuole: uno spazio finora incolto ed inutilizzato. Gli aderenti a Slow Food Canavese, di cui è diventato da poco  presidente il capogruppo di maggioranza Alessandro Musso, se lo sono presi in carico, aiutati da altre associazioni e da una serie di sponsor. Fra questi era presente all’inaugurazione Alberto Bertolotto, titolare dell’<Orto di Alby> con sede a Valperga, che in un pomeriggio di lavoro ha ripulito e sistemato il terreno: in segno di riconoscenza gli è stata consegnata una targa realizzata dal ceramista Maurizio Grandinetti. Il materiale per realizzare la recinzione è invece stato donato dalla ditta Formento mentre l’Azienda Agricola Valmalesina di Riccardo Quagliolo ha offerto il vino bianco per il brindisi inaugurale. Presenti  il presidente di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta Roberto Costella, gli attivisti della <Condotta> canavesana, i volontari dell’ A.V.U.L.S.S.,  Rainiero Biasibetti de <L'Ort ad Rai> oltre ovviamente agli esponenti dell’amministrazione comunale: il sindaco Mazza, gli assessori Bethaz ed Addis, il capogruppo Musso che, come già detto, è presidente di Slow Food Canavese e che ha ringraziato i suoi colleghi di amministrazione scherzando: “Mi danno sempre una mano in queste follie!”.

 Il sindaco ha espresso la soddisfazione della sua giunta per “aver messo a disposizione quest’altro spazio. L’agricoltura è inclusiva, insegna a lavorare insieme agli altri, a rispettare la terra”.

Concetti ribaditi da Chiara Rolando, la coordinatrice del progetto, che ha parlato di “un buon inizio, con tutti questi bambini e ragazzi. Speriamo che l’entusiasmo di oggi continui e si traduca in una vera esperienza per far crescere non solo la verdura, la frutta, i fiori ma soprattutto le relazioni, la consapevolezza di cosa rappresenta il cibo, il senso di essere comunità”. 

I semi forniti ai bambini sono stati piantati in bicchierini di plastica. “Qualcuno – spiega - se li è portati in classe, altri sono stati lasciati alle nostre cure. Ci aggiorneremo quando comincerà a spuntare qualcosa”.

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