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Scuola e inclusione, delegazione kazaka in visita a Castellamonte

Delegazione di dirigenti e funzionari in città per analizzare il modello italiano e il ruolo del C.I.A.C.

Castellamonte La delegazione kazaka in visita in città

Autorità kazake e dirigenti scolastici accolti in sala consiliare

Ancora una volta, come accade sempre più spesso, Castellamonte ha ospitato una delegazione straniera. Non si è trattato, in questo caso, dei rappresentanti di uno dei Paesi che sono stati o saranno ospiti  alla Mostra della Ceramica bensì di una nutrita delegazione di esponenti delle istituzioni scolastiche ed educative del Kazakistan.

Il motivo della visita è la volontà, da parte delle autorità kazake, di innovare il modello scolastico del loro Paese, ancora in parte basato sulla distinzione fra classi “normali” e “speciali” (quelle che da noi venivano chiamate “differenziate”). Vogliono studiare i modelli di inclusione esistenti in altri stati e l’Italia, da questo punto di vista, vanta una fama eccellente: così è stata inserita fra le tappe di un viaggio in diversi Paesi europei.

Perché Castellamonte rientra fra le località visitate? Da un lato perché la lavorazione della ceramica ben si presta ad un discorso di inclusione dei ragazzi con difficoltà. Dall’altro lato perché il Comune canavesano ha intrecciato tutta una serie di rapporti che stanno dando i loro frutti: a fare da tramite sono stati infatti l’A.N.G.I. ( Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese) ed il suo presidente Chen Ming, che a Castellamonte è ormai di casa. Ming è anche presidente per il Piemonte di CODIASCO (Coordinamento delle Diaspore per la Cooperazione Internazionale), organizzazione nata nel 2021 per creare una rete tra le associazioni che rappresentano le comunità straniere presenti nel nostro Paese e promuovere la cooperazione internazionale e l’inclusione.

Giovedì 9 aprile la delegazione ha visitato il Liceo Artistico “Felice Faccio” (incontrando la vicepreside Michela Peronino) e poi il Centro Congressi Martinetti, Palazzo Botton  e Palazzo Antonelli. In sala consiliare gli ospiti sono stati accolti dagli amministratori comunali (il sindaco Pasquale Mazza, l’assessore Patrizia Addis, il capogruppo di maggioranza Alessandro Musso), dalla ceramista Sandra Baruzzi (già insegnante del liceo ed in prima fila nella cooperazione artistica fra Castellamonte e la Cina) e dalla direttrice del C.I.A.C. Luisa Maggia.

La delegazione kazaka era guidata dalla fondatrice del Centro Internazionale per l’Educazione  e l’ Innovazione Aiman Syezbekkyzy Abzal e composta dai rappresentanti del Dipartimento dell’Istruzione della Regione Zhambyl insieme a dirigenti  e vice-dirigenti degli istituti professionali della capitale Astana e delle Regioni di Kostanay, Aktobe, Zhambyl (le prime due nel nord-ovest del Paese, la terza al sud, al confine con l’Uzbekistan).

L'accoglienza riservata alla delegazione del Kazakistan

IL MODELLO ITALIANO DI INCLUSIONE. L’ESPERIENZA DEL C.I.A.C.

 Il Centro fondato dalla dottoressa Abzal promuove lo scambio di esperienze fra il Kazakistan ed altri  Paesi “per studiare ed approfondire le tendenze più avanzate dell’educazione inclusiva con l’obiettivo di creare percorsi educativi personalizzati e flessibili”. In Kazakistan è stato sancito per legge il diritto di ogni bambino “a ricevere istruzione nelle istituzioni educative ordinarie” ma al  momento le classi speciali continuano ad esistere e ad avere un  ruolo rilevante. “L’Italia – ha sottolineato la dottoressa - è stata tra i primi paesi ad abbandonare questo tipo di scuole. Vanta una lunga tradizione e solide basi giuridiche nell’ambito dell’educazione inclusiva che qui non rappresenta un’opzione aggiuntiva ma il fondamento dell’intero sistema educativo”. Le autorità kazake danno poi grande importanza  “all’inserimento lavorativo delle persone con  bisogni educativi speciali. Siamo particolarmente interessati a comprendere come gli studenti possano transitare efficientemente dal percorso formativo al mercato del lavoro”.

Approfondire questa tematica è stato il compito della direttrice del C.I.A.C. Ha spiegato come la sua sia una scuola partecipata da Comuni, Unioni Montane, aziende del territorio ed associazioni di imprenditori.  Ha cinque sedi ( in media con 300-400 studenti ciascuna) dagli indirizzi differenti: ad Ivrea la ristorazione, a Ciriè l’estetica, a Valperga la meccanica e meccatronica. Per lo più gli allievi sono 18 per classe ed hanno bisogni specifici perché in molti casi provengono da situazioni sociali ed economiche difficili. “Il nostro sforzo – ha detto la professoressa Maggia - è volto a farli procedere tutti insieme ed a non perdere per strada neanche un ragazzo. Per facilitare l’inserimento lavorativo, il C.I.A.C. ha costruito tre aziende con una propria identità  e con clienti veri: abbiamo visto i ragazzi cambiare e diventare molto più metodici. Un’altra innovazione, introdotta all’epoca del Covid e che abbiamo cercato di mantenere perché si è rivelata molto efficace, è lo sdoppiamento delle classi durante i laboratori: quando non ci riusciamo ricorriamo alla co-docenza in aula”. Per quanto riguarda il collegamento con il mondo del lavoro “abbiamo figure professionali specifiche al nostro interno per supportarci in quella fase”.

Nello scambio di doni, il Comune di Castellamonte ha regalato agli ospiti, come d’abitudine, il  libro sulla ceramica castellamontese scritto da Sandra Baruzzi e Maurizio Bertodatto, il catalogo della Mostra ed alcune delle tipiche <cartoline> in terracotta. Il sindaco ha ricevuto in  cambio un soprabito  tradizionale kazako (lo Shapan) mentre il presidente di A.N.G.I. e CODIASCO ha donato alla città una serigrafia nella quale il disegno è di uno degli artisti cinesi venuto a Castellamonte due anni fa per uno scambio culturale mentre la stampa è stata effettuata qui.

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