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Pestaggi, droga e baby gang. Ivrea non ne può più. I cittadini si organizzano. Il ritorno di Costanza Casali

L’ex assessora alla cultura guida il nuovo comitato: “Così non si può più andare avanti”. Parte anche la raccolta firme

Pestaggi, droga e baby gang. Ivrea non ne può più. I cittadini si organizzano

Costanza Casali

A volte ritornano. E’ il caso dell’avvocata Costanza Casali, già assessora alla Cultura ai tempi di Stefano Sertoli, cioè fino a tre anni fa. Qualche mese fa, il trasloco dello studio. Da via Arduino a Corso Nigra. Il tempo di ambientarsi, guardarsi intorno e capire subito che “no”, così non si può andare avanti.

Pestaggi, risse, alcool, spaccio, drogati, maranza, baby gang. Piccoli criminali che crescono indisturbati.

Scene quotidiane, raccontano i residenti, che hanno trasformato la zona in qualcosa di molto diverso da un quartiere normale. Morale? Casali si è messa alla testa di un gruppo di cittadini e di alcuni operatori della zona e, il 10 aprile, è nato ufficialmente il Comitato Spontaneo di Quartiere Porta Torino – Corso Nigra.

Al suo fianco due vicepresidenti: Marco Natale Salvetti (Generale 2013) e il titolare del Buffet della stazione Adriano Vaglio Bianco.

Obiettivo dichiarato: “affrontare in modo costruttivo le criticità emerse negli ultimi tempi nell’area urbana di Ivrea e, soprattutto, nel nostro quartiere, con particolare riferimento ai temi della sicurezza e del decoro…”.

“Il Comitato – ci dice Casali apartitico e aconfessionale, prende forma a seguito delle crescenti preoccupazioni espresse da cittadini e commercianti in merito a episodi che hanno inciso sulla percezione di insicurezza, sulla vivibilità degli spazi pubblici e sulla serenità del quartiere. La costituzione del Comitato rappresenta una risposta civica, responsabile e partecipata…”.

Parole misurate. Ma il disagio è tutt’altro che leggero. Perché dietro la forma c’è la sostanza: un quartiere che chiede di essere ascoltato. E che non ne può più.

Vaglio

Adriano Vaglio del Buffet della Stazione

Pur esprimendo una ferma protesta rispetto alla situazione attuale, il Comitato prova a tenere una linea diversa. Non solo denuncia, ma proposta. Non solo rabbia, ma organizzazione.
“L’obiettivo non è alimentare polemiche, bensì aprire un confronto strutturato con l’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine e tutti i soggetti istituzionali competenti, affinché vengano individuate soluzioni concrete ed efficaci…”.

E le richieste sono già nero su bianco. Tra le priorità individuate: rafforzamento del presidio e del controllo del territorio; miglioramento dell’illuminazione e del monitoraggio delle aree più sensibili; interventi di riqualificazione urbana e tutela del decoro; promozione di iniziative sociali e culturali volte a favorire la coesione e la presenza attiva della cittadinanza.

“Sicurezza e qualità della vita – sottolinea Casalisono diritti fondamentali dei residenti e condizioni essenziali per lo sviluppo sociale ed economico del quartiere…”.

Da qui l’invito, neanche troppo velato, a farsi avanti. A partecipare. A metterci la faccia.
Il Comitato chiama a raccolta i cittadini: idee, proposte, presenza. Tutto serve.

“Proprio con questo spirito, a breve lanceremo una petizione popolare per la sicurezza urbana… Chiederemo anche un’interlocuzione formale con l’Amministrazione comunale per avviare un tavolo di confronto…”.

Insomma, il messaggio è chiaro. Il Comitato Spontaneo di Quartiere Porta Torino – Corso Nigra vuole essere qualcosa di più di una sigla. Vuole contare. Vuole incidere.
“Si propone come interlocutore serio, rappresentativo e costruttivo – conclude Casalideterminato a collaborare per restituire al quartiere condizioni di sicurezza, vivibilità e valorizzazione adeguate alle aspettative della comunità”.

E adesso la palla passa al Comune. Perché qui, dicono i cittadini, il tempo delle parole è finito da un pezzo.

Comitato Spontaneo di Quartiere Porta Torino – Corso Nigra

PETIZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE

Ai sensi dello Statuto della Città di Ivrea e del Regolamento Comunale degli Istituti di Partecipazione, i cittadini, in forma singola o associata, possono presentare istanze all’Amministrazione comunale.

Pertanto, il Comitato Spontaneo di Quartiere Porta Torino - Corso Nigra, unitamente ai sottoscritti firmatari, presenta la seguente petizione, confidando che possa ricevere l’adeguata considerazione.

Tali richieste nascono in risposta a una situazione di diffusa e sistematica illegalità concentrata, da almeno un anno a questa parte, nei pressi della stazione ferroviaria di Ivrea e in tutta l’area di Porta Torino e Corso Nigra.

Alla luce dei fatti di cronaca ben noti e di quelli vissuti quotidianamente da residenti e non solo, la presente petizione si pone l’obiettivo di formulare proposte concrete per affrontare una situazione di invivibilità ormai non più sopportabile.

Nello specifico, si chiede:

- installazione di impianti di videosorveglianza nella aree che presentano maggiori criticità;

- maggiore attenzione e implementazione dell’illuminazione pubblica, con particolare riferimento alle aree verdi di Corso Nigra, dove la vegetazione contribuisce alla creazione di zone d’ombra non visibili dalla strada, nelle quali prosperano le attività di spaccio;

- rifunzionalizzazione dell’illuminazione pubblica, nei tratti in cui i lampioni, con punti luce troppo alti, non illuminano le aree pedonali e favorendo fenomeni illeciti;

- ricollocamento (o eventuale rimozione) delle panchine nelle predette aree verdi, dal momento che vengono quasi sempre esclusivamente occupate da spacciatori e facinorosi, che ne fanno il proprio ufficio all’aria aperta;

- presidio costante delle Forze dell’Ordine, formulando formale richiesta alla Prefettura di Torino volta alla proroga della zona rossa e all’incremento di misure che possano effettivamente contrastare i fenomeni di cui alle premesse, come, ad esempio, il nucleo cinofilo della Polizia Locale contro lo spaccio.

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Commenti all'articolo

  • Sovietico Eporediese

    11 Aprile 2026 - 12:31

    Interessante che chi ha creato il problema oggi si propone come chi vuole risolvere.

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