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11 Aprile 2026 - 02:04
Harry trascinato in tribunale dalla sua stessa fondazione: cosa sta succedendo davvero nel caso Sentebale?
C’è un elemento che pesa più dello scontro legale: mentre a Londra si è aperto un nuovo procedimento che coinvolge principe Harry e il suo collaboratore di lunga data Mark Dyer, al centro della vicenda c’è una fondazione nata per tutt’altro scopo, sostenere bambini e giovani colpiti dall’HIV e dalla povertà nell’Africa australe. È questo scarto a rendere il caso Sentebale qualcosa di diverso da una lite tra ex alleati. In gioco ci sono reputazione, gestione interna, raccolta fondi e capacità operativa di un’organizzazione fondata nel 2006 in memoria di Diana, principessa del Galles, e della madre di principe Seeiso del Lesotho.
Il 10 aprile 2026 Sentebale ha confermato di aver avviato un’azione per diffamazione presso l’Alta Corte di Londra contro Harry e Dyer. Dai registri giudiziari, consultati da diversi media, risulta che la causa è stata depositata il 24 marzo 2026 e riguarda accuse di diffamazione, sia scritta sia orale, secondo il diritto inglese. I documenti completi non sono ancora pubblici, ma la fondazione ha spiegato di aver chiesto al tribunale interventi di tutela e un risarcimento per i danni che attribuisce a una campagna mediatica organizzata.
Secondo Sentebale, dal 25 marzo 2025 l’ente sarebbe stato bersaglio di una pressione mediatica ostile, con conseguenze sulla gestione quotidiana e sull’immagine pubblica, coinvolgendo anche partner e finanziatori. Nella ricostruzione della fondazione, Harry e Dyer sarebbero stati individuati come i promotori di questa iniziativa. È una posizione netta, che segna un punto di rottura definitivo.
La replica è arrivata subito. Un portavoce di Harry e Dyer ha dichiarato che le accuse sono respinte “in modo categorico” e definite “offensive e dannose”. Nessuna risposta nel merito, ma una linea chiara: contestazione totale della ricostruzione fornita da Sentebale.
Per capire la portata della vicenda bisogna guardare alla natura della fondazione. Sentebale, creata nel 2006 da Harry e principe Seeiso, opera in Lesotho e Botswana. Negli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione, passando dal sostegno ai bambini affetti da AIDS a programmi più ampi su salute, disuguaglianze economiche e cambiamento climatico. Secondo i dati più recenti, l’organizzazione sostiene ogni anno oltre 78.000 tra bambini e giovani.
La crisi è esplosa nel marzo 2025. Harry e Seeiso si sono dimessi dal ruolo di patroni, sostenendo i membri del consiglio di amministrazione in contrasto con la presidente Sophie Chandauka. I consiglieri dimissionari ritenevano necessario un cambio alla guida; Chandauka ha contestato quella decisione, rivolgendosi alle autorità.

Da quel momento lo scontro è diventato pubblico. Chandauka, avvocata nata in Zimbabwe, ha denunciato irregolarità e comportamenti impropri. Nel marzo 2025 ha accusato Harry di aver promosso pressioni e intimidazioni per costringerla a lasciare. In diverse interviste ha anche sostenuto che il marchio Sussex fosse diventato un ostacolo per la raccolta fondi e che l’uscita di Harry e Meghan dagli incarichi ufficiali nel 2020 avesse avuto effetti sui finanziatori.
Il caso ha attirato l’attenzione della Commissione per le organizzazioni caritative di Inghilterra e Galles (Charity Commission for England and Wales). Nell’aprile 2025 l’autorità ha aperto un’istruttoria per verificare il rispetto degli obblighi da parte dei dirigenti. Il rapporto, pubblicato il 6 agosto 2025, ha evidenziato problemi nella governance: ruoli poco chiari, procedure interne carenti e gestione del conflitto inadeguata.
La Commissione ha criticato tutte le parti per aver portato la disputa sul piano pubblico, con effetti diretti sull’immagine dell’organizzazione. Il direttore generale David Holdsworth ha parlato di una controversia dannosa, capace di mettere in secondo piano i risultati raggiunti e di compromettere il lavoro sul campo. L’autorità ha però precisato di non aver trovato prove diffuse di comportamenti vessatori o discriminatori e ha ricordato che il suo compito è verificare il rispetto delle regole, non giudicare singole accuse personali.
Dopo quel rapporto, nessuna delle parti ha considerato chiusa la vicenda. Sentebale ha sostenuto che restavano aperte le responsabilità individuali. Il team di Harry ha criticato l’analisi, ritenuta incompleta rispetto alle conseguenze della crisi sui beneficiari.
La linea attuale della fondazione è che i problemi siano iniziati prima della causa, con una fase prolungata di esposizione mediatica negativa. Già nell’agosto 2025 Chandauka aveva parlato di una campagna ostile con effetti rilevanti sull’ente. L’azione legale rappresenta quindi la prosecuzione di quella posizione in sede giudiziaria.
Nel frattempo, Sentebale ha cercato di dimostrare continuità operativa. Secondo i dati diffusi, l’organizzazione ha mantenuto i programmi attivi per decine di migliaia di giovani, ridotto i costi e conservato gran parte del personale e dei finanziatori. Numeri utilizzati per sostenere la tenuta della struttura, ma anche per sottolineare quanto la reputazione resti un elemento decisivo.
Per Harry, il caso ha un peso particolare. Riguarda una delle iniziative più legate alla sua storia personale e alla figura della madre. Inoltre, a differenza di altre vicende, questa volta è la fondazione da lui creata ad accusarlo. Non era membro del consiglio di amministrazione, ma fondatore e patrono. Proprio questa distinzione, tra ruolo simbolico e responsabilità formale, è stata indicata dalla Commissione come uno dei nodi critici.
Sul fondo restano i beneficiari. Giovani e adolescenti che vivono in contesti dove l’HIV continua a essere un problema sanitario e sociale. Nel 2025 la fondazione ha dichiarato di aver raggiunto migliaia di ragazze e giovani donne in Lesotho con programmi di prevenzione e di aver coinvolto centinaia di giovani in Botswana, con alti livelli di efficacia nei trattamenti. Dati che spiegano perché la disputa non riguardi solo l’immagine.
Entrambe le parti sostengono di agire nell’interesse di questi giovani. Sentebale afferma che la pressione mediatica ha sottratto risorse e credibilità. Il team di Harry sostiene che la crisi avrà ricadute sui programmi. È questo il punto più delicato: una controversia interna che rischia di spostare l’attenzione dai destinatari agli scontri tra dirigenti.
Al momento, senza gli atti completi del procedimento, non è possibile valutare la solidità delle accuse o delle difese. È certo che la causa è stata avviata, che Sentebale parla di una campagna mediatica organizzata e che Harry e Dyerrespingono ogni addebito. Il resto dipenderà dal processo.
La rottura appare ormai definitiva. Una fondazione nata con un obiettivo umanitario si trova a difendere in tribunale il proprio nome contro uno dei suoi fondatori. Un caso destinato a pesare non solo sul mondo delle organizzazioni non profit, ma anche sull’immagine pubblica della famiglia reale britannica.
Fonti: registri dell’Alta Corte di Londra, dichiarazioni ufficiali di Sentebale, dichiarazioni del portavoce di principe Harry e Mark Dyer, rapporto della Commissione per le organizzazioni caritative di Inghilterra e Galles, interviste di Sophie Chandauka, comunicati ufficiali di Sentebale.
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