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Crosetto esplode alla Camera: “Non siamo in guerra”. Ma è bufera totale

Scontro durissimo con l’opposizione: il Pd attacca, “ha perso lucidità”

Crosetto

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Scontro politico durissimo alla Camera sul ruolo dell’Italia nei rapporti militari con gli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo in un’informativa urgente, ha difeso la linea del governo sull’utilizzo delle basi americane, dopo il caso Sigonella, ribadendo che gli accordi internazionali non sono mai stati messi in discussione.

«Non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Stati Uniti», ha affermato il ministro, spiegando che il governo agisce come un «semaforo» che garantisce il rispetto delle regole e dei trattati. Il riferimento è al recente diniego all’atterraggio di un bombardiere Usa diretto in Medio Oriente.

Crosetto ha voluto chiarire che la posizione dell’esecutivo non rappresenta una rottura: «L'applicazione degli accordi sull'uso delle basi militari americane è sempre stata caratterizzata da un'assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni». Una linea, ha sottolineato, seguita da tutti i governi, indipendentemente dal colore politico: «Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l'ipotesi di non attuare» quegli accordi.

Un messaggio diretto all’opposizione, accusata di incoerenza: «Anche parte delle forze politiche che alle volte sento criticare hanno sempre agito nell'alveo di quei trattati, senza mai negare l'utilizzo delle basi». Il ministro ha inoltre ribadito il legame con Washington: «Siamo legati da un rapporto quasi secolare di amicizia».

Ma ha voluto anche tracciare un confine netto: «Siamo alleati ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano: non possiamo assecondare rotture isteriche né subordinazione infantile». E ha escluso qualsiasi coinvolgimento diretto in conflitti: «Non siamo in guerra».

Nel suo intervento, il titolare della Difesa ha richiamato anche il contesto internazionale, parlando di un mondo segnato da tensioni crescenti: la necessità, ha detto, è quella di «difendersi di fronte alla follia che sembra aver preso il mondo, in cui la ricerca di armi sempre più sofisticate e la ricerca della bomba atomica per dirimere le controversie internazionali sembrano essere all'ordine del giorno».

Il discorso è stato accompagnato dagli applausi della maggioranza, con una presenza massiccia dei deputati di Fratelli d’Italia, mentre più ridotta è stata la partecipazione di Lega e Forza Italia. In Aula anche i ministri Tommaso Foti, Roberto Calderoli e Gianmarco Mazzi.

Dura però la reazione dell’opposizione. La deputata Pd Lia Quartapelle ha attaccato: «Ha perso un'occasione per spiegare le scelte del governo», chiedendo chiarimenti sul significato del diniego agli Usa. La capogruppo dem Chiara Braga ha rincarato: Crosetto «ha inaugurato una nuova fattispecie di informativa, quella su quanto fatto dai governi precedenti». Ancora più netto il giudizio dei componenti Pd della Commissione Difesa: «mostrano una evidente perdita di lucidità».

CHIARA BRAGA

Sulla stessa linea il capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi, che ha collegato il tema alla crisi internazionale: «A differenza rispetto al 2018 è che oggi c'è Trump che ha detto che una civiltà sta per morire» e che, «insieme al genocida Netanyahu, ha scatenato l'inferno a Gaza». Per il segretario di +Europa Riccardo Magi, invece, l’appello all’unità è «un'altra arma di distrazione di massa».

Accuse respinte dal ministro, che a fine intervento ha espresso amarezza: «Sono molto dispiaciuto del livello trovato». E ha precisato: «Non sono venuto qua per commentare le dichiarazioni di Trump, ero qua perché i ministri sono chiamati a rispondere su cosa il Parlamento gli chiede».

Il confronto resta aperto, in un clima sempre più teso tra governo e opposizione su uno dei temi più delicati: il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale.

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