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29 Marzo 2026 - 20:45
Comune CISS 38 ed associazione Se.Mi. hanno creato il Presidio di Comunità presso l Orto di Camillo
Giovedì 26 marzo è stato presentato il Presidio di Comunità di Castellamonte. Il progetto dei <presidi>, che succede a quello delle Portinerie di Comunità giunto a scadenza lo scorso dicembre, vede coinvolti tre comuni nell’Alto Canavese: Cuorgnè, Pont (con sede delle attività nelle rispettive Biblioteche Civiche) e Castellamonte, dove la peculiarità è stata mettere al centro l’Orto Sociale, vale a dire <L’Orto di Camillo>.
Purtroppo non si è potuta tenere lì la cerimonia inaugurale e si è dovuto ripiegare sul Centro Congressi Martinetti: le condizioni meteorologiche erano proibitive, col vento che soffiava violento.
“Sono contento di vedere che tanta gente è venuta qui per un evento di tipo sociale: di solito non è così… - ha esordito Alessandro Musso, consigliere delegato del Comune di Castellamonte alle Politiche Sociali e capogruppo di maggioranza - Il progetto che presentiamo oggi è nuovo per la città ma in realtà chiudiamo il cerchio, dopo Cuorgnè e Pont”.
Un cerchio che la direttrice del CISS 38 Nicoletta Bellin auspica “si riapra presto per far entrare qualche altro comune fra i 41 che fanno parte del nostro Consorzio Socio-assistenziale”. Anche secondo lei “Il Sociale è un po’ il fanalino di coda ma ci stiamo impegnando perché si affermi un nuovo modo di prendersi cura dei soggetti fragili da parte delle comunità di cui fanno parte”.
D’accordo il sindaco Pasquale Mazza: “C’è sempre più bisogno di servizi sociali visto l’orizzonte incerto che ci troviamo davanti: mentre aumenta il disagio, diminuiscono i fondi. Sono tempi brutti e dobbiamo, insieme, farli diventare meno brutti”.
L’importanza dell’Orto Sociale di Castellamonte l’hanno spiegata il Responsabile dell’Area Programmazione e Progettazione del C.I.S.S. 38 Stefano Rossetti e Valentina Giachetto Rater dell’associazione Se.Mi. Onlus che gestisce l’Orto ed ora anche il Presidio di Comunità. “L’Orto di Camillo – ha detto Rossetti - non nasce oggi ma si è via via trasformato da un piccolo spazio ad un luogo condiviso dalla comunità cittadina grazie agli enti del terzo settore, alla collaborazione dei volontari ed alla co-progettazione che è triennale: cosa importante perché consente di dare respiro ai progetti”.
Valentina Giachetto Rater ha sottolineato che “Le cose fatte con cura richiedono tempo e dedizione. L’Orto Sociale esiste dal 2017 ed ha vissuto alti e bassi ma ci crediamo, coloro che se ne prendono cura hanno competenza e voglia di esserci. Nel concreto è un laboratorio di Agricoltura Sociale ma anche uno spazio fisico e di relazione. A Castellamonte non c’erano luoghi di aggregazione chiaramente identificabili come tali e quello dell’Orto lo è: un luogo aperto, cui tutti possono accedere e che tutti possono curare in una cooperazione di tipo orizzontale. E’ importante che ogni cittadino, come singolo o come componente di un’associazione, possa prendersi cura di uno spazio pubblico in un tempo in cui sempre più ci si ritrova a rinchiudersi nel proprio spazio individuale e cresce la difficoltà a mettersi in relazione con gli altri”. Ha quindi ricordato “il passo in avanti compiuto nel 2023 con la firma di un protocollo di collaborazione che ha coinvolto tante realtà del territorio” ed al quale possono aderire realtà commerciali ed imprese. “Gli obiettivi del nostro progetto – ha concluso – sono quelli di aumentare la consapevolezza ed incrementare la gestione condivisa di un bene comune; fare rete col territorio; rispondere a bisogni diversificati; riutilizzare spazi altrimenti abbandonati. Ognuno porta il suo contributo e la cosa bella è che si crea un rapporto fra generazioni diverse, si trasmettono i propri saperi e si apprendono quelli altrui. E’ importante chiedersi cosa si può mettere a disposizione ma anche cosa si può ricevere perché il Sociale anche questo deve fare: non solo ricevere ma anche offrire”.
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