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28 Marzo 2026 - 16:55
Stavolta arriva davvero la cometa. Sfiderà il Sole tra il 4 e il 5 aprile. Ecco dove andare per vederla
C’è qualcosa di profondamente magnetico nel cielo quando promette di cambiare. Non succede spesso, e proprio per questo ogni volta sembra un piccolo evento storico. Nei primi giorni di aprile 2026, in coincidenza con le festività pasquali, gli occhi degli astronomi e degli appassionati saranno puntati su un nome che dice poco al grande pubblico ma che potrebbe presto diventare familiare: C/2026 A1 (MAPS), già ribattezzata la “cometa di Pasqua”.
Il momento chiave è atteso tra il 4 e il 5 aprile 2026, quando la cometa raggiungerà il perielio, il punto più vicino al Sole. Ed è proprio qui che si gioca tutto. Perché C/2026 A1 (MAPS) appartiene alla famiglia delle comete radenti solari, oggetti estremi che si spingono fino a sfiorare la nostra stella. Un passaggio spettacolare, ma anche pericoloso: il calore e le forze gravitazionali potrebbero distruggerla prima ancora che possa offrire il meglio di sé.
È un equilibrio sottile, quasi drammatico. Se sopravvive, potrebbe trasformarsi in uno degli spettacoli più luminosi degli ultimi anni, con una brillantezza paragonabile a quella di Venere e, secondo alcune stime, persino visibile a occhio nudo. Non si esclude, in scenari particolarmente favorevoli, che possa essere individuata perfino di giorno, vicino al Sole. Se invece cede, se il nucleo si frammenta, resterà poco più di una promessa mancata, un’apparizione fugace destinata agli strumenti degli astronomi.
Per chi vorrà tentare l’osservazione, la finestra sarà stretta e delicata. La cometa si troverà molto bassa sull’orizzonte, visibile soprattutto subito dopo il tramonto o poco prima dell’alba. Questo significa che non basterà uscire di casa e guardare in alto: servirà cercare un punto preciso, con una visuale completamente libera verso ovest o verso est, senza ostacoli, senza montagne che tagliano il cielo proprio nel momento decisivo.
Ed è qui che entra in gioco il territorio. Il Piemonte, con le sue montagne e le sue colline, offre alcuni dei migliori scenari possibili per inseguire questo appuntamento celeste. In alta quota, lontano dalle luci della pianura, il cielo cambia volto, si fa più profondo, più leggibile. È il caso del Colle del Moncenisio, sopra la Val Susa, dove l’orizzonte si apre e l’aria rarefatta regala condizioni ideali. Oppure di Ceresole Reale, nel Parco del Gran Paradiso, uno dei pochi luoghi in cui il buio è ancora autentico e la Via Lattea torna visibile a occhio nudo.

Chi cerca un compromesso tra accessibilità e qualità può puntare sulle Langhe, tra Bossolasco e Murazzano, dove le colline disegnano un profilo dolce e lasciano spazio allo sguardo, lontano quanto basta dall’inquinamento luminoso. E poi ci sono le zone più appartate, quasi segrete, come la Val Maira, con Acceglio e Chiappera, dove il silenzio è totale e il cielo sembra appartenere a un’altra epoca. Senza dimenticare l’Alpe Devero, un altopiano naturale che offre una visuale ampia e pulita, ideale per seguire la cometa nei suoi momenti più bassi sull’orizzonte.
C’è però un dettaglio che non va dimenticato. Proprio perché vicina al Sole, l’osservazione richiederà prudenza. Non bisogna mai guardare direttamente la nostra stella senza protezioni adeguate: il rischio per la vista è reale. Anche questo fa parte dell’esperienza, del rispetto che fenomeni così impongono.
Ma al di là dei numeri, delle traiettorie e delle previsioni, resta una verità semplice. Non sappiamo esattamente cosa accadrà. Non sappiamo se C/2026 A1 (MAPS) sarà la protagonista luminosa di questa Pasqua o solo un’apparizione timida, quasi invisibile. Ed è proprio questa incertezza a renderla speciale.
In un tempo in cui tutto è calcolato, previsto, notificato in anticipo, una cometa continua a sfuggire alle certezze. Si mostra, o non si mostra. Resiste, o si spegne. E costringe chi la aspetta a fare qualcosa di sempre più raro: fermarsi, uscire, guardare il cielo e accettare che non tutto è sotto controllo.
Forse è anche per questo che, da secoli, le comete continuano ad affascinarci. Non solo per la luce che portano, ma per il mistero che lasciano dietro di sé.
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