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27 Marzo 2026 - 23:18
Elettrificazione Ivrea Aosta e tralicci a due passi dai balconi: “Scelta assurda, ignorati i cittadini”
A Campagnola, frazione di Borgofranco d’Ivrea, il progresso ha preso forma in acciaio. E ha scelto di fermarsi a pochi metri dalle case.
Lungo la linea ferroviaria Ivrea-Aosta, dove sono in corso i lavori di elettrificazione, stanno sorgendo tralicci di sezionamento. Strutture tecniche, necessarie sulla carta, piazzate accanto a giardini, finestre, balconi.
Troppo vicine per essere ignorate. Troppo impattanti per passare sotto silenzio.
I residenti non usano giri di parole. Parlano di disagio, di preoccupazione, di rabbia. Perché quei tralicci non stanno “lungo la ferrovia”: stanno dentro la vita quotidiana.
Le immagini parlano da sole. I pali si alzano tra le abitazioni, spezzano la vista, invadono lo spazio domestico. Dove prima c’era respiro, ora c’è ferro. Dove c’era una visuale aperta, oggi c’è una struttura che incombe.
E soprattutto c’è una domanda che torna, insistente: perché qui?
Perché, fanno notare i cittadini, a poche decine di metri si estendono campi aperti, aree meno densamente abitate dove l’impatto sarebbe stato decisamente inferiore. Una alternativa possibile, concreta, mai davvero presa in considerazione.
Non è solo una questione estetica. Il timore riguarda anche la salute, per la vicinanza ai campi elettromagnetici, e la qualità della vita: rumori, vibrazioni, la presenza costante di un’infrastruttura che non lascia tregua.
Ma più di tutto pesa la sensazione di essere stati ignorati.
Le segnalazioni ci sono state. I tentativi di dialogo anche. I residenti hanno cercato confronto e rassicurazioni con la Direzione lavori di RFI. Senza risposte convincenti. Nel frattempo, il cantiere è andato avanti, rapido, deciso, come se le proteste non esistessero.

In arancione attuale posizionamento punto di sezionamento In azzurro campi aperti





E allora è partita una petizione. Destinatari: Regione Piemonte, Regione Valle d’Aosta, Comune, RFI. Una richiesta precisa: verificare il progetto e valutare lo spostamento del traliccio in una zona più idonea.
Anche perché il confronto con altri interventi lungo la stessa linea lascia l’amaro in bocca. A Montalto Dora, installazioni analoghe risultano meno invasive. Qui, invece, la distanza dalle abitazioni si misura in pochi metri. Una scelta che, agli occhi dei residenti, appare incomprensibile.
“Non siamo contro il progresso”, tengono a chiarire. E non è una frase di circostanza. È la linea di chi chiede infrastrutture migliori, sì, ma non a scapito della sicurezza e della vivibilità.
Perché il punto è tutto qui: il progresso non può diventare un’imposizione.
Oggi a Campagnola si chiede una cosa semplice: attenzione. Ascolto. Verifiche reali.
E si lancia un messaggio che va oltre questa frazione: lungo tutta la tratta ferroviaria, altri cittadini potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Informarsi, guardare, non restare in silenzio.
Perché quando il progresso arriva senza dialogo, rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso.
Qualcosa che non migliora la vita. Ma la schiaccia.
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