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Bacino del rio Fossasso: chi pagherà la manutenzione?

Il progetto è in Regione, ma resta aperta la domanda su chi sosterrà le spese negli anni

Bacino del rio Fossasso: chi pagherà la manutenzione?

Bacino del rio Fossasso: chi pagherà la manutenzione?

La Regione sta esaminando il progetto del bacino di laminazione del rio Fossasso, presentato ufficialmente all’ente regionale dal Comune di Montanaro nel 2023 (in alternativa al quarto lotto dello scolmatore). Scrivo 2023 ma interlocuzioni fra il Comune e la ditta escavatrice partner risalgono ad alcuni anni prima, dal 2019 in poi. Se la Regione lo approverà, e il bacino sarà realizzato, chi sosterrà le spese della manutenzione? Il Comune? Qualcun altro? Il Comune insieme ad altri enti? Sono costi che ovviamente dureranno finché esisterà il bacino.

La risposta non la conosciamo ancora né possiamo conoscerla. La conosceremo solo quando – una volta approvato il progetto - sarà sottoscritta la “convenzione” fra il Comune, la ditta escavatrice partner, e eventuali altri soggetti quali la Regione, lo Stato, i consorzi irrigui, ecc. La convenzione stabilirà a chi tocca pagare che cosa.

Perciò con questo articolo ci limitiamo a porre delle domande. Possiamo sperare che al riguardo il Comune faccia chiarezza. Comunque sia, da ciò che si può ricavare acquisendo informazioni dalla rete e da amministratori comunali, in genere il grosso delle spese di manutenzione viene sostenuto dal Comune. In alcuni casi il Comune è riuscito a condividere le spese con altri soggetti: l’AIPO, la Regione, la ditta partner, i consorzi irrigui, associazioni di vario tipo. Ma il Comune qualcosa, poco o tanto, paga sempre, e paga per sempre: il Comune non si può “sfilare”, perché il bacino e impianti connessi si trovano sul suo territorio.

Nel caso di Montanaro, quali saranno, approssimativamente, le “voci” della manutenzione? Facciamo un elenco ipotetico e parziale: lo sfalcio periodico, due volte all’anno, della vegetazione degli argini; l’asportazione del fango e dei detriti che tendono a depositarsi sul fondo del bacino; la sorveglianza idraulica durante le allerte meteo; la manutenzione di tubature e paratie; la manutenzione degli impianti di pompaggio, e il pagamento della energia elettrica. E varie ed eventuali.

Fin qui siamo nel campo della manutenzione ordinaria: il Comune ne può grosso modo prevedere i costi e metterli ogni anno a bilancio dal lato spese. Ma occorre anche fare l’ipotesi della manutenzione “straordinaria”: quella che occorre effettuare quando accadono eventi meteorologici straordinari, come le alluvioni grandi e piccole. In questi casi le spese sono alte e non prevedibili: in genere i Comuni vi fanno fronte chiedendo un contributo alla Regione o allo Stato.

A quanto ammonta la spesa annuale della manutenzione “ordinaria”? Quella che il Comune deve prevedere e ogni anno mettere a bilancio? Questa è ovviamente una domanda che indirizziamo al Comune. Sarebbe curioso che nessun montanarese abbia rivolto la domanda al Comune, considerato che il progetto del bacino di laminazione è in corso di elaborazione almeno dal 2023, ma probabilmente da prima. Anzi, se vogliamo risalire ancora più indietro, la domanda è da porre fin dal 2014, quando il sindaco del tempo avanzò l’idea progettuale del “Bacino azzurro”, poi abbandonata a favore del cosiddetto “bacinetto”, a sua volta sostituito dall’attuale “bacino di laminazione del rio Fossasso”.

Veramente un consigliere comunale la domanda l’ha fatta. Venuto a conoscenza della proposta di partnership della ditta escavatrice, che impegnerebbe 4.900.000 euro per la costruzione del bacino, nel giugno 2021 Arcangelo Gallon, consigliere di minoranza, invia al sindaco ingegner Giovanni Ponchia un’interrogazione. Chiede quanto il Comune abbia già speso in costi di progettazione e di consulenza dal 2014 in avanti. E domanda “se siano state prese in considerazione soluzioni meno impattanti sul territorio”, e ricorda la “MANUTENZIONE ESTREMAMENTE ONEROSA a carico dell’Ente” già sin qui sostenuta. Il sindaco non ha risposto né commentato questa osservazione di Gallon.

Ma anche la Regione ha recentemente chiesto al Comune dei chiarimenti. Dopo avere esaminato il progetto del “bacino di laminazione”, nel dicembre 2025 gli uffici regionali competenti scrivono al Comune, gli additano alcune lacune del progetto e invitano l’amministrazione a fornire spiegazioni.

Una delle lacune è la seguente: “NON RISULTA PRESENTE UN PIANO DI GESTIONE E MANUTENZIONE DELL’OPERA” (p. 5).

E poi: “In riferimento al punto precedente, il Proponente dovrà definire le figure del Proprietario e del Gestore dell’opera da inserire nel disciplinare di esercizio”, che sarà redatto al termine dell’autorizzazione. Scrive ancora la Regione: “ a tal proposito si consiglia di VALUTARE CORRETTAMENTE GLI ONERI MANUTENTIVI FUTURI, con particolare riguardo agli SFALCI DEI RILEVATI, DEL FONDO DELLA VASCA ed alla MANUTENZIONE DEGLI SCARICHI, SFIORATORI, FOSSATI ED INTUBAMENTI funzionali all’opera; tali oneri, in aggiunta a quelli necessari PER L’UTILIZZO e L’INSTALLAZIONE DI IDROVORE PER LO SVUOTAMENTO DELLA VASCA, una volta riempita, oltre che il loro eventuale ricovero, dovranno trovare riscontro in APPOSITO DISCIPLINARE E/O CONVENZIONE fra Proprietario e Gestore. Il programma di gestione dell’opera dovrà anche puntualizzare in fase di EVENTO di PIENA CHI MOVIMENTERA’ LE PARATOIE E GLI ALTRI ORGANI MANOVRABILI PREVISTI IN PROGETTO, e con quali criteri”.

Si legge spesso che il bacino di laminazione lo costruirebbe a proprie spese la ditta partner, e che quindi non costerebbe nulla al Comune. Ma è proprio così? Per trasparenza nei confronti dei cittadini, il Comune non dovrebbe comunicare loro quanti euro a testa, e a tempo indefinito, costerebbe la manutenzione del bacino?

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