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Il cibo come diritto: il Canavese costruisce la sua rete solidale

Dal progetto HUB B2 alla nascita dell’Emporio di Ivrea: due appuntamenti pubblici per ripensare il welfare locale

Il cibo come diritto: il Canavese costruisce la sua rete solidale

Il cibo come diritto: il Canavese costruisce la sua rete solidale

Non solo aiuti, ma un nuovo modo di fare comunità. Nel Canavese prende forma una rete territoriale degli Empori solidali che punta a contrastare la povertà alimentare e, allo stesso tempo, a ridurre lo spreco di cibo, trasformando un bisogno crescente in un’occasione di coesione sociale.

È il risultato di tre anni di lavoro del progetto HUB B2, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che ora entra in una fase concreta e visibile: l’apertura di un Emporio Solidale a Ivrea, destinato ad affiancare e rafforzare l’esperienza già attiva e radicata dell’Emporio Rata.Tu di Cuorgnè. Un passaggio che segna un cambio di scala: da iniziative locali a un sistema territoriale coordinato.

Per raccontare questo percorso e coinvolgere la cittadinanza, sono stati organizzati due incontri pubblici che non saranno semplici momenti informativi, ma veri spazi di confronto sul tema del diritto al cibo e sul ruolo delle comunità nella costruzione di nuove forme di welfare.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 28 marzo 2026, dalle 14.30 alle 17.30, al Parco Lago di Città di Ivrea, con l’incontro “Il cibo è un diritto: verso un Emporio Solidale a Ivrea”.

Qui verrà presentato il progetto del nuovo emporio eporediese, ma soprattutto si metteranno a confronto esperienze già consolidate. L’Emporio Rata.Tu di Cuorgnè e l’Emporio Settimo Solidale porteranno testimonianze concrete di un modello che supera la logica assistenziale tradizionale, puntando su dignità, responsabilizzazione e partecipazione attiva delle persone.

Il secondo appuntamento, sabato 13 aprile 2026, dalle 15 alle 18, si svolgerà a Cuorgnè, in Piazza d’Armi, nello spazio di Campagna Amica (Coldiretti). L’incontro, “Coltivare comunità: agricoltura sociale, impresa agricola e politiche alimentari territoriali”, allargherà lo sguardo, mettendo in relazione il tema del cibo con quello della produzione agricola, dell’inclusione sociale e della sostenibilità. Un passaggio cruciale per comprendere come le filiere locali possano diventare protagoniste di un sistema alimentare più equo.

Dietro HUB B2 c’è infatti una visione chiara: non limitarsi alla redistribuzione delle eccedenze, ma costruire una rete stabile tra enti pubblici, Terzo Settore, imprese agricole e associazioni. Una rete capace di intercettare i bisogni, prevenire le fragilità e generare opportunità.

Gli Empori solidali, in questo quadro, non sono semplici punti di distribuzione, ma veri presìdi sociali: luoghi in cui le persone possono accedere a beni di prima necessità attraverso percorsi personalizzati, mantenendo autonomia e dignità, e allo stesso tempo ricostruire relazioni.

«Il diritto al cibo non riguarda solo l’assistenza – sottolineano i promotori – ma la capacità di una comunità di organizzarsi per non lasciare indietro nessuno».

Una sfida che oggi appare sempre più urgente, in un contesto in cui le fragilità economiche si intrecciano con nuove forme di vulnerabilità sociale.

Il progetto è promosso da Stranaidea S.C.S. Impresa Sociale (capofila), insieme a Associazione Mastropietro APS – Emporio Rata.Tu, ZAC! Zone Attive di Cittadinanza, Comuni di Cuorgnè e Ivrea, C.I.S.S.38, Consorzio IN.RE.TE. e Consorzio Sinapsi.

Un lavoro collettivo che guarda al futuro del territorio, con un obiettivo ambizioso ma concreto: trasformare la solidarietà in un’infrastruttura stabile, capace di dare risposte strutturate e durature ai bisogni delle persone.

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