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25 Marzo 2026 - 16:48
Il Politecnico di Torino vola: 18esimo al mondo in Architettura
C’è un dato che racconta più di molti slogan il peso internazionale del Politecnico di Torino: 18° posto al mondo in Architettura e Ambiente Costruito. Un risultato che non è solo simbolico, ma che certifica una crescita strutturata e costante dell’ateneo torinese nel panorama accademico globale.
A dirlo sono i Qs Subject Ranking 2026, una delle classifiche più autorevoli a livello internazionale, che ha analizzato oltre 6.200 università in 55 discipline. In questo scenario altamente competitivo, il Politecnico non solo si conferma tra le eccellenze, ma consolida la propria posizione tra i migliori al mondo in uno dei settori più identitari.
Il dato sull’Architettura colpisce, ma non è isolato. Il quadro complessivo restituisce un ateneo in crescita su più fronti, capace di migliorare il proprio posizionamento anche nella macro-area Engineering & Technology, che rappresenta il cuore della sua offerta formativa. Qui il Politecnico sale al 53° posto mondiale, guadagnando due posizioni rispetto all’anno precedente.
A emergere è soprattutto la continuità del percorso. Non un risultato estemporaneo, ma una progressione che attraversa diverse discipline strategiche. In Ingegneria chimica, ad esempio, il balzo è significativo: +17 posizioni, fino al 65° posto mondiale. Un salto che segnala un rafforzamento concreto nella ricerca e nella capacità attrattiva internazionale.

Il Valentino, sede di Architettura
Anche la Matematica registra un avanzamento rilevante, con un guadagno di 15 posizioni che porta il Politecnico al 104° posto, sempre più vicino alla top 100 globale. Nel campo della Ingegneria civile e strutturale, invece, l’ateneo torinese si conferma stabilmente tra i migliori, raggiungendo il 38° posto e restando nella top 50 mondiale.
È proprio su questa visione d’insieme che insiste il rettore Stefano Corgnati, che legge i numeri come il risultato di un lavoro collettivo. «Questi risultati rafforzano il posizionamento internazionale del Politecnico di Torino, evidenziando un percorso di crescita solido e continuo», sottolinea. Non solo classifiche, quindi, ma una traiettoria chiara.
Corgnati richiama anche il valore strategico delle scelte compiute negli ultimi anni. Il miglioramento nelle classifiche, spiega, «testimonia la qualità della nostra ricerca e della nostra offerta formativa» ed è il frutto «di un impegno condiviso della comunità accademica». Un lavoro che si inserisce in una direzione precisa: internazionalizzazione, innovazione e dialogo con il sistema produttivo.
Ed è proprio questo legame con il territorio e con il mondo industriale a rappresentare uno dei punti di forza storici del Politecnico. In un contesto in cui le università sono chiamate a competere su scala globale, la capacità di connettere ricerca, formazione e imprese diventa decisiva.
Il risultato sull’Architettura, in particolare, assume anche un valore simbolico per Torino. Una città che ha costruito parte della propria identità sul rapporto tra industria, progettazione e trasformazione urbana, e che oggi vede uno dei suoi atenei confermarsi tra i protagonisti mondiali di questo ambito.
In un panorama universitario sempre più competitivo, il Politecnico dimostra così di non limitarsi a difendere posizioni acquisite, ma di saperle migliorare. E soprattutto di farlo con una crescita diffusa, che attraversa discipline diverse e rafforza il profilo internazionale dell’ateneo.
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