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25 Marzo 2026 - 14:55
Auto multata in via Orti il mercoledì mattina, la Polizia Municipale precisa: "Non per lo stallo ma per il disco orario"
La multa c’era davvero. Ma non per quella mezza ruota fuori dallo stallo che, nelle foto, aveva fatto pensare all’ennesima sanzione al limite del cavillo. Dal comando della Polizia Municipale di Chivasso spiegano che il verbale elevato in via Orti, nel tratto che da piazza d’Armi va verso viale Vittorio Veneto, è stato contestato per mancanza del disco orario, obbligatorio in quel punto.
E non solo. Dal comando precisano anche il senso di quella regolazione: il disco orario è stato previsto proprio per garantire un ricambio continuo dei veicoli, favorendo così chi arriva al mercato. Senza quel vincolo, spiegano, le auto resterebbero parcheggiate per tutta la mattina, riducendo ulteriormente le possibilità di sosta e penalizzando gli stessi ambulanti.
Il chiarimento cambia il piano della vicenda, ma non cancella il resto. Perché il caso della Fiat 600 bianca, trovata con il foglietto sotto il tergicristallo nel pieno del mercato del mercoledì, continua a raccontare un problema che in città si trascina da anni. Dalle immagini si vede un’auto parcheggiata con una lieve irregolarità, parzialmente fuori dallo stallo, con mezza ruota sulla zebratura. Ma la contestazione, precisano gli agenti, non riguarda quello. Riguarda il disco orario assente.
Ed è proprio qui che la cronaca del singolo episodio si allarga. Perché anche prendendo per buona la spiegazione del comando, resta intatto il quadro in cui quella sosta è maturata: il mercoledì mattina, a Chivasso, trovare parcheggio attorno al mercato diventa un percorso a ostacoli. Viale Vittorio Veneto è saturo perché molti stalli sono riservati ai mercatali che lasciano i furgoni. Il lato nord di piazza d’Armi, normalmente a pagamento, viene di fatto assorbito dalle bancarelle. Il lato fronte Politeama, a disco orario con sosta consentita per un’ora e mezza, è regolarmente tutto occupato. E così via Orti finisce per diventare una delle poche valvole di sfogo rimaste.
Il punto, allora, non è negare che una regola esista. Il punto è chiedersi se la gestione complessiva della sosta, nel giorno di mercato, abbia ancora un senso proporzionato alla realtà. Perché il cittadino che arriva in centro non si muove in un sistema ordinato, ampio, disponibile. Si muove in una città dove gli spazi si restringono, gli stalli spariscono, le alternative si esauriscono in fretta. E a quel punto basta poco: un disco dimenticato, un’auto sistemata come si può, pochi minuti in più del consentito. Il verbale arriva lo stesso.
La Fiat 600 multata
Nelle foto, oltre alla Fiat 600, si vedono anche altre vetture sanzionate. Alcune sono chiaramente fuori dagli stalli, senza molte possibilità di discussione.
Le proteste, del resto, non nascono oggi. A Chivasso il malumore dei cittadini sui controlli nei giorni di mercato è una storia vecchia: raccolte firme, interrogazioni in Consiglio comunale, lamentele ripetute nel tempo. Ma la linea non cambia. E intanto i numeri fanno discutere. Nel bilancio di previsione 2026 dell’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Castello, le entrate da sanzioni per violazioni del codice della strada sono previste in 2 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al consuntivo 2025, fermo attorno a 1 milione e 200 mila euro.
È tutto regolare? Probabilmente sì. È tutto ragionevole? Questa è un’altra domanda.
Perché il rischio è sempre lo stesso: trasformare il giorno di mercato, che dovrebbe portare persone, movimento, acquisti, in una prova di nervi. Lasciare nei cittadini l’idea che andare in centro il mercoledì significhi esporsi non solo alla fatica di trovare un posto, ma anche alla quasi certezza di una sanzione. E questo non pesa soltanto sugli automobilisti. Pesa anche sugli ambulanti, sui negozi, sulla vitalità stessa del mercato.
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