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25 Marzo 2026 - 12:30
Peste suina, via libera dell’Europa: revocate le restrizioni in parte del Piemonte
Un segnale atteso da mesi, che riapre prospettive economiche e sanitarie per un territorio messo a dura prova. L’Europa ha dato il via libera alla revoca delle restrizioni per la peste suina africana (Psa) in diverse aree del Piemonte, segnando una svolta nella gestione dell’emergenza che negli ultimi anni ha colpito duramente il comparto suinicolo.
La decisione è arrivata dal Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione europea, che ha votato all’unanimità la proposta presentata dal commissario straordinario Giovanni Filippini, sulla base di una relazione tecnica condivisa con le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il provvedimento riguarda in particolare l’uscita dalla zona di restrizione 2 delle province di Novara e Vercelli, oltre a una parte dei territori di Asti e Alessandria situati a nord dell’asse autostradale A21 Torino-Piacenza. Si tratta di aree che, secondo i dati raccolti, non registrano casi di infezione né ritrovamenti di carcasse infette da oltre sei mesi. Un risultato che non è casuale.
Dietro la decisione europea c’è un lavoro capillare di monitoraggio e contenimento, condotto attraverso attività di ricerca attiva sul territorio, controlli costanti e l’impiego di strumenti innovativi come i cani molecolari, utilizzati per individuare eventuali tracce del virus. Un sistema di sorveglianza che ha permesso di certificare l’assenza di circolazione della malattia nelle aree interessate. La peste suina africana rappresenta una delle emergenze più complesse per il settore agroalimentare europeo.
Pur non essendo trasmissibile all’uomo, il virus ha effetti devastanti sugli allevamenti e sull’intera filiera, imponendo restrizioni severe alla movimentazione degli animali e alla commercializzazione dei prodotti. Le conseguenze economiche sono state pesanti, soprattutto per i territori coinvolti, dove le limitazioni hanno inciso direttamente sull’attività delle aziende agricole e sull’indotto. La revoca delle restrizioni, quindi, ha un valore che va oltre l’aspetto sanitario. Per molte imprese significa tornare a operare in condizioni più normali, riaprire mercati e recuperare competitività. Tuttavia, il percorso non è ancora concluso.

«Confermo il voto all’unanimità dei Paesi membri sulla nostra proposta – ha dichiarato il commissario Filippini – ma ora dobbiamo continuare con il massimo impegno l’azione di contrasto». Un richiamo alla prudenza, che evidenzia come il rischio non sia completamente superato. Le attività di controllo proseguiranno su più fronti.
Dalla ricerca attiva delle carcasse alla sorveglianza passiva, fino al depopolamento nelle aree esterne e alle misure di prevenzione, il sistema di monitoraggio resta attivo per evitare nuove diffusioni del virus. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare, nel tempo, a una ulteriore revisione delle zone di restrizione, ampliando le aree libere dalla malattia.
Il provvedimento europeo sarà formalizzato nei prossimi giorni con la pubblicazione del regolamento attuativo, che definirà nel dettaglio i Comuni interessati. Nel frattempo, il segnale politico e istituzionale è chiaro. La gestione dell’emergenza Psa entra in una nuova fase, in cui si cerca di bilanciare la necessità di sicurezza sanitaria con quella di sostenere un settore strategico per l’economia locale e nazionale. Il Piemonte, in questo contesto, rappresenta uno dei territori più esposti ma anche uno dei più attivi nella risposta.
La collaborazione tra istituzioni, enti locali e operatori del settore ha permesso di costruire un modello di intervento che ora trova riconoscimento a livello europeo. Un risultato che dimostra come il controllo di un’emergenza sanitaria complessa richieda un approccio integrato e continuativo. Resta però una sfida aperta. La peste suina africana, per la sua natura e per la diffusione attraverso la fauna selvatica, richiede un monitoraggio costante e una capacità di intervento rapido. Ogni allentamento delle misure deve essere accompagnato da un rafforzamento della vigilanza, per evitare nuovi focolai. Per il territorio piemontese, la revoca delle restrizioni rappresenta quindi un passaggio importante, ma non definitivo. Un segnale di ripartenza, che dovrà essere consolidato nel tempo. E che segna, almeno per ora, un primo passo verso il ritorno alla normalità.
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