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Anpi
23 Marzo 2026 - 17:21
NO al “boccone avvelenato”: il verdetto degli italiani
Purtroppo non v’è più nessuno di coloro che vissero durante il periodo fascista, ma la storia delle elezioni politiche in Italia del 1934 per la nomina dei membri alla Camera dei Deputati la ricordiamo bene anche noi. Si svolsero il 25 marzo di quell’anno (curioso che pressappoco nella stessa data si svolga il Referendum attuale). E anche allora, come oggi, gli elettori potevano solo votare SÌ o NO. Coincidenze della Storia…
In quel tempo, a controllare che i voti (erano palesi, altro che segretezza) andassero in una sola direzione c’erano i manganelli delle camicie nere. Oggi non siamo ancora arrivati a tanto, ma siamo stati informati di vari tentativi di brogli: schede già votate, rappresentanti di lista che invitavano esplicitamente a votare Sì, qualche agente che vorrebbe proibire il voto contrario.
Malgrado ciò, abbiamo vinto. Più del 50 % di Elettori hanno votato NO, sancendo la vittoria di chi non ha mai creduto che il Referendum servisse a fare una Giustizia più giusta.

Certo, la forbice è assai ristretta, e la vittoria è risicata, quasi un pareggio, ma tanto basta per fermare quella macchina da guerra che si era mossa con bordate da 90 che hanno visto scendere in campo l’intero governo ed in ultimo anche la stessa Meloni. Si era partiti convinti dell’ineluttabilità della vittoria del Sì, ma pian piano il vantaggio virtuale era stato eroso, grazie al lavoro encomiabile di tanti Cittadini che gradualmente hanno preso consapevolezza della posta in gioco.
Sia come sia, l’affluenza al voto dimostra che gli Italiani sanno ancora riconoscere e difendere i propri diritti, anche in una contesa difficile, molto tecnica, su un tema arduo da comprendere. E, soprattutto, che quando i temi proposti sono validi, sanno ancora mobilitarsi. Per altre elezioni, invece, la scarsa partecipazione al voto segnava viceversa una disaffezione verso una politica che non ci rappresenta più, non sa coinvolgerci, e verso dei politici scialbi e impresentabili.
Gli Italiani hanno comunque detto di no al “boccone avvelenato” che il governo ha proposto loro, dopo una campagna mediatica molto difficile, con i nomi più illustri del centro destra impegnati allo spasimo nel diffondere bugie, panzane colossali, fake news… tutto pur di nascondere il vero scopo della Riforma che era quello di tacitare la Magistratura, di renderla dipendente dal potere politico. “Ma di che cosa vi lamentate?” – abbaiava il ministro Nordio – “Adesso tocca a noi, ma un giorno potrebbe toccare a voi governare…”
No, signor ministro, noi non vogliamo un semplice ribaltamento delle parti (oggi tocca a te, domani a me) bensì una legge che vada bene per tutti, sempre. Si tratta della Costituzione, scritta dai Padri costituenti, i quali avevano vissuto la dittatura e non avevano nessuna voglia che si ripetesse, per cui idearono la separazione dei tre pilastri su cui si fonda la vita di una nazione: potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario. Questi tre poteri dovevano essere liberi nelle proprie funzioni e separati fra di loro, così da non subire influenze indebite.
Così, votando NO, i Cittadini hanno difeso la Costituzione, ed hanno dato una risposta netta al governo: “No, il vostro tentativo di annullare il Parlamento, di imporre una egemonia culturale di destra, di scrivere una legge elettorale con un premio di maggioranza che vi garantisca una maggioranza assoluta, ed infine il premierato, non passerà!”
Mario Beiletti
Presidente Anpi Ivrea e Canavese
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