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Dal Canavese all’Europa: così un Comune sotto i 5000 abitanti si prende un progetto internazionale (VIDEO)

Partnership con Spagna, Bulgaria e Lettonia per sviluppare comunità energetiche a misura di cittadini

Dal  Canavese all’Europa: così un Comune sotto i 5000 abitanti si prende un progetto internazionale

Dal Canavese all’Europa: così un Comune sotto i 5000 abitanti si prende un progetto internazionale

Borgiallo entra in Europa e si prende un progetto sulle comunità energetiche solidali. Non è uno slogan, è un fatto: un Comune sotto i 5000 abitanti che si aggiudica un bando europeo e si mette alla guida di un partenariato internazionale. Succede in Canavese, lontano dalle narrazioni facili su territori marginali e amministrazioni senza strumenti.

Venerdì 13 marzo Borgiallo ha ospitato il primo appuntamento di BRIDGES – un progetto finanziato dal programma CERV – e lo ha fatto mettendo subito in chiaro la direzione: ambiente e inclusione non sono due binari paralleli, ma un unico percorso. L’incontro, non a caso, si chiamava “Energie che uniscono”. Dentro, però, non c’era solo il titolo: c’era una rete che tiene insieme Spagna, Bulgaria e Lettonia, con l’obiettivo di costruire comunità energetiche rinnovabili che non siano solo efficienti, ma anche giuste.

Perché il punto è proprio questo: non basta produrre energia pulita, bisogna capire per chi e come viene distribuita. Il progetto punta a modelli replicabili, dove l’energia diventa uno strumento concreto per sostenere chi è più fragile. Non teoria, ma applicazione. Non transizione “green” da convegno, ma politiche che entrano nella vita quotidiana.

«Vogliamo sviluppare un nuovo modello di comunità energetica, al servizio dei cittadini e con un’attenzione specifica verso le fasce più deboli e vulnerabili», spiega la sindaca Francesca Cargnello. E qui si misura la distanza tra le parole e i fatti: perché dietro questo risultato non c’è improvvisazione, ma un percorso preciso.

Il passaggio chiave è stato il progetto P.I.C.C.O.L.I di ANCI, che ha offerto formazione e strumenti a centinaia di piccoli Comuni. Non un dettaglio tecnico, ma il punto di svolta. «Il progetto PICCOLI ci ha permesso di investire sulla formazione specialistica in materia di progettazione europea. In breve tempo siamo riusciti a sviluppare un percorso che ci ha permesso di coordinare un partenariato internazionale e vincere un bando nell’ambito del programma CERV», aggiunge la sindaca. Tradotto: competenze, metodo, continuità. Tre parole che spesso mancano quando si parla di enti locali, ma che qui fanno la differenza.

Il risultato è una rete che tiene insieme livelli diversi senza perdere coerenza. Sul territorio lavorano il C.I.S.S. 38 e l’Unione Montana Valli Orco e Soana, mentre sul piano europeo entrano partner strutturati come la FAMP, l’UBBSLA e il distretto lettone di Preiļi. Locale e internazionale non si escludono: si rafforzano.

E allora la domanda diventa inevitabile: davvero i piccoli Comuni sono condannati a rincorrere? O il problema è che troppo spesso non hanno strumenti, formazione e visione per giocare la partita? Borgiallo dimostra che, quando questi elementi ci sono, la dimensione non è un limite ma una leva.

Il progetto BRIDGES continuerà nei prossimi mesi con lo scambio di buone pratiche e la definizione di linee guida. Ma il punto, già oggi, è chiaro: la transizione energetica può restare un racconto astratto oppure diventare una politica concreta e accessibile. Qui si è scelta la seconda strada. E non è scontato.

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