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Stradale Torino, il Comune chiede idee ai cittadini

Fino al 23 marzo suggerimenti per migliorare l’asse Ovest della città

Stradale Torino, il Comune chiede idee ai cittadini

Stradale Torino, il Comune chiede idee ai cittadini

Il Comune di Chivasso ha lanciato una sorta di sondaggio rivolto ai cittadini che abitano in Stradale Torino, e in generale nell”asse Ovest” della città: cosa vorreste per Stradale Torino? Di cosa ha bisogno lo stradale? Cosa dovrebbe fare il Comune per “migliorare l’asse e renderlo più vivibile e attrattivo per tutte le persone che lo abitano e lo vivono ogni giorno”?
L’avviso pubblicato nel sito del Comune fa qualche esempio: Stradale Torino “dovrebbe avere marciapiedi più ampi? Più alberi e verde urbano?”. I cittadini hanno tempo fino al 23 marzo per mandare suggerimenti all’amministrazione comunale.

Proviamo a pensare a ciò che manca e a ciò che si potrebbe fare per Stradale Torino. Prima di tutto direi che manca un centro commerciale, anche piccolo. Da quando ha chiuso il centro commerciale ex Famila il quartiere è completamento privo di un negozio dove comprare alimentari e prodotti di uso corrente. Sono parecchi gli anziani che abitano nella zona: prima della chiusura del Famila bastava loro uscire di casa, fare pochi passi e compravano ciò che magari all’ultimo momento si erano accorti che mancava nel frigo.

Non so se il Comune può fare qualcosa: ma un pensierino potrebbe farlo.

Per fare la spesa, oggi i residenti devono andare fin quasi in piazza d’Armi. Alcuni ci vanno in bicicletta. Un viaggetto rischioso, col pericolo di farsi mettere sotto da una automobile. Soprattutto nel tratto iniziale partendo dal centro, nella zona dell’ex cinema Politeama, dove ci sono marciapiedi inutilmente larghi che restringono la carreggiata. È il famoso “stretto di Bava”. Che è servito soprattutto a chi fabbrica e vende le piastrelle dei marciapiedi. Quei marciapiedi andrebbero “tagliati” per riportare la carreggiata alla larghezza del passato.

Per il resto dello stradale, credo che i marciapiedi esistenti siano larghi abbastanza, tranne che in qualche tratto. E forse bisognerebbe fare un marciapiede fra Stradale Torino 48 e via Settimo.
Stradale Torino - prosegue il Comune – dovrebbe avere “più alberi e verde urbano?”. Certamente: ma dove piantare più alberi in Stradale Torino? Sono pochi i luoghi dove ci starebbe qualche alberello, considerato che gli alberelli farebbero concorrenza ai già pochi spazi per il parcheggio delle automobili.

Il parcheggio lungo stradale Torino a Chivasso

Veramente un posto dove mettere un po’ di verde ci sarebbe. È il parcheggio che si trova a sinistra dopo l’ultimo bar, più o meno di fronte all’ultimo tabaccaio. È possibile per il Comune acquisire una fascia di pochi metri di terreno nel lato Sud, quello che guarda le colline? Vi si potrebbe realizzare una striscia di verde e di alberi, con panchine dove sedersi e chiacchierare all’ombra. Ci sono specie di alberi che richiedono poca manutenzione e non esigono quasi potatura: ciò ridurrebbe i costi che gravano sui Comuni che si dotano giustamente di molto verde urbano.

Ma per raggiungere quel futuro giardinetto chi abita dall’altra parte dello stradale deve affrontare l’avventura di attraversare la strada. Dove, nonostante vi sia il divieto di superare i 30 chilometri, c’è sempre qualcuno che scambia Stradale Torino per una pista del Gran Premio di Automobilismo. Prima e dopo il parcheggio occorrerebbe installare dei dissuasori, o qualcosa di simile.

Servirebbero dei dissuasori anche dopo la rotonda verso Brandizzo. Lì, sulla destra, c’è un quartierino di una decina di belle vecchie case di campagna, nascoste dal verde, oggi per lo più rimesse a nuovo e dotate di orti. Ma per chi vi abita, immettersi con l’automobile o la bicicletta in Stradale Torino in direzione centro è rischioso: anche in quel pezzo di Stradale Torino c’è sempre qualche emulo di Kimi Antonelli che lo rende pericoloso.
Queste sono solo poche idee per migliorare la vivibilità di Stradale Torino. I residenti ne hanno sicuramente molte altre da sottoporre al Comune: c’è tempo fino al 24 marzo.

Sperando che l’amministrazione accolga favorevolmente i suggerimenti dei cittadini. E che non sia solo una iniziativa “elettorale”. Manca un anno alle elezioni del nuovo sindaco (dopo due mandati Claudio Castello non può ricandidarsi) e del nuovo consiglio comunale. È il momento adatto per promettere e promettere: tanto un anno non basterebbe per attuare i suggerimenti. Ma un anno è sufficiente all’amministrazione per farsi un po’ di propaganda e presentarsi ai cittadini con dei magnifici progetti, che o non verranno realizzati, o verranno lasciati in “eredità” alla prossima amministrazione comunale.

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