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Teksid Carmagnola, la fabbrica sotto pressione: impianti al 50% e turni fino a 18, il caso arriva in Regione

Interrogazione della consigliera Pd sulla situazione dello stabilimento: impianti inefficienti, produzione al 50% e turni fino a 18 nel reparto Anime. Sullo sfondo i problemi degli ultimi mesi, tra tensioni sindacali e l’incendio del 2025

Teksid Carmagnola, la fabbrica sotto pressione: impianti al 50% e turni fino a 18, il caso arriva in Regione

Teksid Carmagnola, la fabbrica sotto pressione: impianti al 50% e turni fino a 18, il caso arriva in Regione

La situazione dello stabilimento Teksid Aluminium di Carmagnola, uno dei principali poli della metallurgia piemontese legato alla filiera Stellantis, approda in Consiglio regionale del Piemonte. La consigliera del Partito Democratico Laura Pompeo ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta di intervenire su una situazione che, secondo lavoratori e sindacati, presenta criticità organizzative e produttive sempre più evidenti.

“La situazione dello stabilimento Teksid Aluminium di Carmagnola desta forte preoccupazione e richiede un intervento tempestivo della Regione Piemonte”, afferma Pompeo. L’atto ispettivo punta a fare chiarezza sulle problematiche segnalate negli ultimi mesi dalle rappresentanze sindacali e dai lavoratori dello stabilimento.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, all’interno del sito industriale si registrerebbero problemi significativi legati all’efficienza degli impianti, con macchinari soggetti a frequenti fermate e livelli produttivi che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, si attesterebbero attorno al 50% della capacità. Una condizione che avrebbe già avuto effetti sulle commesse: l’azienda non sarebbe riuscita a evadere alcune richieste dei clienti, con possibili ricadute anche sugli altri stabilimenti della filiera.

“Di fronte a una situazione così delicata – prosegue la consigliera dem – non è accettabile che la risposta consista unicamente nell’aumento dei carichi di lavoro, arrivando fino a 18 turni nel reparto Anime e 17 nella Colata SPM. I lavoratori non possono essere chiamati a sopperire a problemi che derivano da scelte organizzative, da una manutenzione straordinaria non più rinviabile e da una programmazione produttiva che necessita di essere ripensata”.

Laura Pompeo

Laura Pompeo

Pompeo ricorda come Teksid sia uno dei principali produttori mondiali di componenti in ghisa, alluminio e magnesio e rappresenti un pilastro della filiera automotive, oltre che uno dei principali fornitori del gruppo Stellantis. “Il recente annuncio di un premio efficienza pari a zero – sottolinea – è un ulteriore segnale di una crisi che non può essere scaricata sui dipendenti ma deve essere affrontata con strumenti adeguati e con una visione industriale chiara”.

Con l’interrogazione, la consigliera chiede all’assessore regionale al Lavoro se la Regione sia pienamente informata delle criticità segnalate e se intenda attivare un tavolo di crisi con azienda e sindacati per affrontare la situazione. “Attendo una risposta in tempi stretti – conclude Pompeo –. È urgente capire come intervenire su una situazione che rischia di degenerare e che riguarda un presidio industriale strategico per il territorio e per l’occupazione locale”.

Lo stabilimento Teksid di Carmagnola rappresenta da decenni uno dei poli più importanti della lavorazione dei metalli per l’automotive nel territorio torinese. Il gruppo Teksid, controllato da Stellantis, è specializzato nella produzione di componenti in metallo per il settore automobilistico e conta diversi stabilimenti nel mondo. Il sito carmagnolese è dedicato in particolare alla fusione e lavorazione dell’alluminio per componenti destinati a cambi, motori e altri elementi della catena di trasmissione. Nel complesso lo stabilimento coinvolge circa un migliaio di lavoratori tra dipendenti diretti e personale interinale, rappresentando uno dei principali poli industriali della zona sud di Torino.

Negli ultimi mesi, tuttavia, la situazione interna allo stabilimento è stata segnata da una crescente preoccupazione tra i lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno più volte segnalato criticità legate alla manutenzione e all’efficienza degli impianti, con alcune linee produttive soggette a fermate frequenti e macchinari che richiederebbero interventi di manutenzione straordinaria. In questo contesto, uno dei principali motivi di tensione riguarda la gestione dei turni di lavoro. In alcuni reparti, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze dei lavoratori, si sarebbe arrivati a una programmazione con turnazioni molto elevate, fino a 17 o 18 turni settimanali, per cercare di compensare i rallentamenti produttivi.

Le organizzazioni sindacali sostengono che il problema non possa essere affrontato esclusivamente aumentando i carichi di lavoro, ma richieda piuttosto investimenti sugli impianti e una revisione dell’organizzazione della produzione. Il timore è che le difficoltà tecniche e organizzative possano avere ripercussioni non solo sui lavoratori ma anche sulla capacità dello stabilimento di rispettare le commesse e mantenere il proprio ruolo nella filiera industriale.

Le difficoltà dello stabilimento si inseriscono inoltre in un contesto già complicato negli ultimi mesi. Nell’ottobre 2025, infatti, un incendio ha colpito parte dello stabilimento Teksid di Carmagnola, interessando un impianto collegato al sistema di abbattimento delle emissioni. Il rogo, divampato durante la notte, ha richiesto l’intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco e ha provocato il blocco di una parte significativa della produzione, in particolare nelle lavorazioni legate alla colata.

Nei giorni successivi all’incendio si era parlato della possibilità di ricorrere alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori, mentre l’azienda valutava gli interventi necessari per ripristinare la piena operatività degli impianti. Sul fronte ambientale erano intervenuti anche i tecnici di Arpa Piemonte, che avevano effettuato monitoraggi dell’aria nell’area circostante lo stabilimento senza rilevare criticità significative per la qualità dell’aria.

Nonostante le criticità segnalate negli ultimi mesi, il futuro dello stabilimento di Carmagnola resta strettamente legato alle strategie industriali di Stellantis e alla domanda di componenti per il settore automobilistico. Secondo alcune valutazioni sindacali, il sito continuerebbe a rappresentare un polo produttivo strategico all’interno della filiera del gruppo, con prospettive di volumi produttivi rilevanti anche nei prossimi anni.

Per questo motivo il confronto tra azienda, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori appare destinato a intensificarsi nelle prossime settimane. L’interrogazione presentata in Consiglio regionale potrebbe rappresentare il primo passo verso un confronto istituzionale più ampio sulla situazione dello stabilimento e sulle prospettive industriali del sito. In gioco non c’è soltanto l’equilibrio produttivo di una singola fabbrica, ma uno dei principali presidi industriali dell’area torinese, con centinaia di posti di lavoro e un ruolo rilevante nella filiera dell’automotive piemontese.

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