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16 Marzo 2026 - 13:10
L inaugurazione nella Biblioteca Civica RUFFINI
Dopo quello di Cuorgnè è stato inaugurato, nel pomeriggio di mercoledì 11 marzo, il secondo dei tre Presidi di Comunità nati nell’Alto Canavese: quello di Pont. Anche in questo caso la cerimonia, aperta a tutti, si è tenuta nella Biblioteca Civica, sede delle attività e quindi punto d’incontro e di confronto.
I <Presidi> sono la continuazione delle Portinerie di Comunità, create dalla Regione Piemonte in forma sperimentale attraverso un progetto giunto a scadenza alla fine del 2025. L’idea, rivelatasi un successo, era di individuare un luogo in cui organizzare tutta una serie di iniziative capaci di rispondere alle esigenze e ai desideri dei cittadini non facendole calare dall’alto ma costruendole insieme: amministrazioni comunali, Consorzio socio-assistenziale C.I.S.S. 38, cooperative sociali, volontari e fruitori dei servizi.
“Più che uno spazio fisico – ha detto l’assessore alla Cultura ed alle Politiche Sociali di Pont Enrica Valle – il Presidio è una possibilità per tutti noi di mettere a disposizione la propria esperienza ed insieme di ascoltare gli altri: una comunità si riconosce dalla sua capacità di interagire. Devo ringraziare il C.I.S.S. 38 per aver ideato quest’ iniziativa; le cooperative che hanno collaborato, soprattutto Andirivieni; i volontari che hanno fatto cose bellissime: i corsi d’informatica, quelli di inglese e di francese, i lavori all’uncinetto (il vostro albero di Natale era meraviglioso!), i laboratori per i piccoli, il doposcuola. Senza i volontari non ci sarebbe questo fermento. E poi devo ringraziare tutte le persone che vengono qui: adesso tocca a voi sfruttare un’opportunità che ritengo preziosa per l’intero paese”.
Anche Stefano Rossetti, Responsabile dell’Area Programmazione e Progettazione del C.I.S.S. 38, dopo aver sottolineato come i Presidi si pongano in continuità con le <Portinerie>, ha posto l’accento sulla collaborazione: "Abbiamo accolto le indicazioni delle amministrazioni comunali e, soprattutto, abbiamo portato avanti la co-progettazione fra diversi enti del terzo settore, che si sono raccordati in un discorso cooperativo anziché competitivo sotto la regia a Pont di Andirivieni, a Cuorgnè della Fondazione Committo, a Castellamonte dell’associazione Se.Mi. Abbiamo ragionato con loro, con la cooperativa Pollicino, con l’associazione Mastropietro, con una serie di realtà che sono in rete con il Consorzio e con le amministrazioni locali: di anno in anno si cercherà di costruire una progettualità che sempre più risponda alle esigenze di un territorio impegnato nel tentativo di mantenersi vitale e di trattenere le persone”.
A sua volta Carlo Cusano di Andirivieni ha ribadito "il valore di mettere insieme tre comunità diverse con differenti progettualità, unite dal fare cose simili oppure complementari come indicano i mattoncini del logo con i loro diversi colori. I luoghi - qui e a Cuorgnè le Biblioteche, a Castellamonte l’Orto Sociale – hanno importanza ma sono le persone che li riempiono a creare i legami. Fare in modo che ci si senta a casa in un posto diverso dal proprio comune di residenza è lo scopo”. Ha quindi spiegato perché, sul Calendario delle Attività, ci siano delle caselle vuote. “Non è dovuto alla mancanza di idee ma alla volontà di lasciare spazio alle vostre proposte. Se ne avete una in mente non esitate: i nostri numeri di telefono sono riportati sul cartellone. Oltretutto, con l’arrivo della bella stagione, ci sarà anche l’opportunità di utilizzare il bellissimo parco qui a fianco”. Rispetto a questo aspetto, anche Rossetti ha portato un esempio:”A Cuorgnè un gruppo di ragazzi appassionati di giochi di ruolo ha avanzato questa proposta ed è stata subito accolta. Lo stesso vale per l’uncinetto, per il Club del Libro e via dicendo. E’ gratificante poter valorizzare le potenzialità di tutti e farlo in luoghi accoglienti”. Nicoletta Bellin, direttrice del CISS 38, ha ribadito quanto già aveva affermato a Cuorgnè sulla scelta delle biblioteche per le attività di rilevanza sociale: “E’ importante avere un posto gradevole in cui lavorare e da Cuorgnè è partito questo messaggio: il servizio sociale è anche qualcosa di bello, oltre che di utile”.
Enrica Valle ha sottolineato il ruolo delle bibliotecarie: “Non sono inserite all’interno del progetto ma è come se lo fossero!”
Concludendo l’incontro, ha ricordato il prossimo appuntamento che attende la comunità di Pont: venerdì 20 marzo alle 17 verrà inaugurata la Casa-Famiglia ospitata in un edificio confiscato alla ‘Ndrangheta nella borgata di Oltresoana, vicino alla caserma dei Carabinieri.

Tra le attività avviate all’interno della Biblioteca Civica <Ruffini> grazie alla Portineria di Comunità e che proseguiranno nel Presidio di Comunità vi è quella portata avanti dalle appassionate dell’uncinetto. Finora si è trattato di dedicarsi al proprio hobby insegnandolo allo stesso tempo alle neofite ma sta per trasformarsi in qualcosa di più. Spiega Dolly Brustolin, una delle anime del gruppo: “L’anno scorso, quando siamo partite, eravamo in 17 poi, come capita sempre, qualcuna ha smesso di partecipare per problemi di tempo, qualche altra perché il suo obiettivo era imparare questa lavorazione e c’è riuscita. Siamo rimaste in quattro o cinque ed anche chi era nuova ora non lo è più per cui avrebbe poco senso venire qui a fare salotto lavorando per noi stesse. Per questo abbiamo pensato di indirizzarci verso scopi benefici. Cerchiamo materiale: se qualcuno ha delle lane che non usa ne potremo fare copertine o pupazzi per i bimbi, confezionare capi per gli anziani delle RSA e per le persone in stato di necessità. Adesso poi che aprirà la Casa-Famiglia ce ne sarà davvero bisogno”.
Le componenti del gruppo sono delle vere esperte: alcuni dei loro lavori sono stati esposti in occasione dell’inaugurazione del Presidio di Comunità in un angolo della Biblioteca e mostrati ai presenti spiegando anche le difficoltà incontrate nel realizzarli. Molte volte un bel lavoro è frutto dell’arte di arrangiarsi: è il caso del poncho che avevano appeso ad uno scaffale dietro il tavolo dell’esposizione: “Doveva essere un maglione ma la lana era di quella adatta solo ai ferri e non c’era verso di ricavarne un capo soddisfacente lavorandola all’uncinetto. Così, pensa e ripensa, è diventata un’altra cosa!”.
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