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15 Marzo 2026 - 17:03
Parco dei Pogliani abbandonato e incustodito: lì dentro potrebbe succedere di tutto. E se ci scappa il morto?
Una cittadina poglianese ha pubblicato sulla propria pagina Facebook le foto del disastro del famoso “campetto polivalente” della frazione Pogliani. Il cosiddetto “parco” si trova in strada Crova fra l’abitato centrale della frazione e la strada per Montanaro.
Siamo alle solite, perché da anni fotografie simili vengono periodicamente pubblicate su Facebook e giornali: l’edificio in legno sfasciato all’interno, le finestre divelte abbandonate a fianco, vetri e legno dappertutto, l’erba incolta, detriti e macerie per ogni dove, e infine il cancello dell’ingresso spalancato.
I poglianesi ci ricordano che tempo fa il Comune fece affiggere sul cancello una ordinanza che imponeva che il cancello rimanesse chiuso e che vietava a chiunque di entrare nel parco a tutela della propria incolumità.
Ma l’ordinanza non è stata rispettata: il cancello, come mostrano le fotografie, è spalancato. Nel parco dunque potrebbe accadere di tutto, dal consumo di droga a violenze sessuali. Se ci scappasse il morto, chi sarà il responsabile della mancata vigilanza?
Non lo sappiamo, perché il parco non è completamente del Comune. Il parco è per così dire a mezzadria fra Comune e società delle discariche, e non è chiaro a chi tocca fare cosa. L’area è della società delle discariche, che dopo l’ampliamento del 2008 la mise a disposizione del Comune affinché vi si potesse realizzare un parco giochi.
Ma bisognava stabilire gli obblighi rispettivi di Comune e società delle discariche, a cominciare da chi avrebbe dovuto installare giochi, panchine, edifici, per finire con i compiti di manutenzione: così nel 2010 Comune e società sottoscrissero una apposita convenzione, e la società accese una fideiussione a garanzia dell’esecuzione dei lavori che le spettavano.
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Le condizioni in cui si trova il parco giochi dei Pogliani
Nel 2019 l’amministrazione comunale (sindaco Castello), sostenendo che la società non aveva fatto ciò che le impone la convenzione, dice basta, è ora di finirla, e decide che il parco lo completerà in proprio il Comune. E stabilisce di riscuotere la somma di 525 mila euro di fidejussione depositata dalla società. La fideiussione è stata riscossa? Non si sa. Intanto il parco rimaneva nelle condizioni di degrado che le foto di volta in volta pubblicate dimostravano.
Negli anni successivi società e Comune cercarono di trovare una soluzione amichevole. La società mandò in Comune due funzionari, che poi riferirono ai poglianesi di avere trovato poca voglia di risolvere la questione: naturalmente questa è la versione informale dei funzionari della società, ciò che raccontarono in frazione, e non possiamo sapere se corrisponde alla verità.
Sappiamo però come stanno le cose oggi, sedici anni dopo la firma della convenzione, e per saperlo basta guardare le foto del disastro che è ancora l’area del parco.
Su Facebook la poglianese sembra dire: faremo i conti alle prossime elezioni comunali, previste per il 2027. In campagna elettorale arriveranno in frazione i candidati a fare promesse su campetto e fognature, ferme all’ingresso dell’abitato: “Con tutto lo show che fanno, hanno fatto e faranno i politici.... Già su Chivasso manca poco eh... Andremo a votare .... “.
Non vorremmo deluderla, ma Pogliani alle elezioni conta poco. La parte chivassese dei Pogliani (il resto cade in territorio Montanaro) ha un centinaio di abitanti, minorenni compresi. Mettiamo che vadano a votare in cinquanta, che sarebbe già tanto. Mettiamo che questi elettori propendano per metà a destra e per metà a sinistra. Fanno 25 elettori per schieramento. Mettiamo che, nell’anno che manca alle elezioni, l’amministrazione in carica riesca a trovare una soluzione al campetto, e alle fognature: così forse potrebbe strappare allo schieramento avversario, per ipotesi, una decina di voti se va bene.
Ne vale la pena? Dieci voti valgono lo sforzo di sistemare il campetto? Meglio impegnare centinaia di migliaia di euro per Sabbiuné, Da ponte a ponte, Cinecittà… in termini di voti “rende” molto di più.


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