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Il Ricetto cambia volto: la rigenerazione si allarga alle piazze di Borgofranco

Dal cantiere tra piazza Santo Spirito e via Santa Marta ai nuovi progetti per i Balmetti e piazza Ruffini: il sindaco Francisca mostra i lavori in corso e annuncia l’estensione degli interventi nel centro storico

Il Ricetto cambia volto: la rigenerazione si allarga alle piazze di Borgofranco

Il Ricetto cambia volto: la rigenerazione si allarga alle piazze di Borgofranco

Il centro storico di Borgofranco cambia volto. Le nuove pavimentazioni, le sistemazioni attorno alla chiesa di Santa Marta e in piazza Santo Spirito rendono ormai evidente l’avanzamento del cantiere.

È il sindaco Fausto Francisca a raccontarlo sui social, mostrando le immagini dei lavori nel “recinto” – il Ricetto – e parlando di una rigenerazione ambientale che «incomincia a vedersi». Una frase che pesa, perché arriva nel momento in cui la trasformazione smette di essere progetto e diventa percezione.

Il quadrante interessato è quello più delicato e simbolico: Palazzo Marini, piazza Santo Spirito, la chiesa di Santa Marta – dove riposa il marchese Marini – e l’area compresa tra via Pozzo, via Marini e via Santa Marta, la storica “via Morta”. Un toponimo che raccontava marginalità, disuso, passaggi frettolosi. Oggi, invece, quel tratto torna al centro di un disegno urbanistico preciso.

I lavori proseguono in via Santa Marta, sono partiti da piazza Santo Spirito e continuano attorno alla chiesa di Santa Marta, restituendo continuità a uno spazio rimasto per anni in una sorta di sospensione. Non è un intervento cosmetico: la posa dei cubetti in pietra di Luserna, il rifacimento delle guide in lastre e il nuovo sistema di deflusso delle acque meteoriche parlano di scelte strutturali, pensate per durare. Un lavoro tecnico, firmato dall’architetto Fabrizio Polledro e realizzato dall’impresa Cogeis di Quincinetto, che deve confrontarsi con vincoli storici e stratificazioni secolari.

L’operazione è sostenuta dai Fondi Europei FSC 2021–2027, con un cofinanziamento comunale del 20 per cento. Un dato non secondario: la rigenerazione del Ricetto non è un episodio isolato, ma si inserisce nelle politiche di coesione territoriale e nei programmi di valorizzazione dei borghi storici.

Ma la novità di queste ore è un’altra: il perimetro della rigenerazione si allarga.

«Le piazze interessate da lavori futuri crescono», annuncia Francisca. Ai Balmetti andranno in appalto i lavori di rigenerazione dell’area camper di piazza dei Balmetti, un intervento che intercetta direttamente il tema del turismo lento e dell’accoglienza, sempre più centrale per i territori attraversati da cammini e percorsi ciclopedonali.

Non solo. È stato consegnato oggi il progetto di rigenerazione di piazza Ruffini, già approvato dalla Giunta comunale, per partecipare al bando del Gal Valli Canavesane. Un passaggio amministrativo che segna l’ingresso ufficiale dell’intervento nella fase di finanziamento, e che conferma la volontà di estendere la riqualificazione oltre il solo Ricetto.

Si compone così un mosaico più ampio: il recupero della parte sud-est del Ricetto, la valorizzazione delle piazze storiche, il collegamento con la stazione ferroviaria e con gli assi di mobilità lenta. Non singoli cantieri scollegati, ma un’idea di centro storico come sistema.

Resta, però, la questione decisiva. Rigenerare significa rifare le pavimentazioni, sistemare le quote, migliorare il drenaggio. Ma significa anche riportare vita, funzioni, attraversamenti. Il rischio, sempre presente nei centri storici, è quello della musealizzazione o della riqualificazione che non genera nuova socialità.

La vera sfida inizierà quando i cantieri si chiuderanno: capire se il Ricetto tornerà a essere uno spazio vissuto, se piazza Santo Spirito e via Santa Marta diventeranno luoghi di incontro e non solo scenari restaurati.

Per ora, un dato è certo: la trasformazione è visibile. E dopo anni di studi, ipotesi e progettazioni preliminari, Borgofranco sta mettendo mano in modo concreto al proprio cuore più antico. Non più solo memoria, ma infrastruttura urbana del presente.

E questa volta, davvero, si comincia a vedere.

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