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25 Febbraio 2026 - 17:54
Franco Ripa
La Giunta regionale del Piemonte ha deciso: Franco Ripa sarà il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. Tre anni di mandato, decorrenza dal 1° marzo 2026, con un dettaglio organizzativo che racconta bene il momento: fino al 30 marzo resterà commissario straordinario dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Nel frattempo lascia il ruolo di vice direttore della Sanità regionale, incarico che ricopriva dal 2020.
Un passaggio ordinato, almeno sulla carta. Si chiude una porta, se ne apre un’altra, con un mese di sovrapposizione che certifica quanto Ripa sia stato – e continui a essere – figura centrale negli equilibri della sanità piemontese.
La Regione parla di “competenza, serietà e responsabilità”. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi rivendicano la scelta di “una delle figure apicali della sanità regionale” per garantire “continuità gestionale e strategica” a uno dei principali presìdi ospedalieri del Piemonte, soprattutto in vista della partita più grande: il nuovo ospedale di Cuneo.
Continuità è la parola che ritorna. Continuità nei processi, nelle scelte, nella catena di comando. Perché Franco Ripa non arriva da fuori: è uomo di sistema. Medico specializzato in Igiene e Medicina preventiva, ha ricoperto incarichi di peso come direttore sanitario e commissario dell’AOU San Luigi di Orbassano, poi commissario straordinario del Regina Margherita nel 2025, chiamato a gestire la delicata fase di scorporo dell’ospedale infantile dalla Città della Salute. Parallelamente, vice direttore della Sanità piemontese e responsabile della Programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari: liste d’attesa, LEA, appropriatezza, formazione ECM. La macchina la conosce dall’interno.
E ora quella stessa macchina lo manda in Granda.
Gli assessori regionali cuneesi Paolo Bongioanni e Marco Gallo salutano la nomina con entusiasmo: professionista serio, preparato, capace di equilibrio e grande esperienza organizzativa, pronto a raccogliere l’eredità “virtuosa” di Livio Tranchida. Si sottolineano anche le origini cebane, dettaglio che in provincia pesa: un ritorno professionale a casa, più che un semplice incarico.
Franco Ripa ringrazia per la fiducia, promette responsabilità, valorizzazione delle professionalità, rafforzamento dei percorsi assistenziali e determinazione sul progetto del nuovo ospedale. Parole che fanno parte del lessico consolidato delle nomine sanitarie: consolidare, valorizzare, accompagnare, attuare.
Ma al di là delle formule, la domanda resta: se il commissario del Regina Margherita era l’uomo giusto per una fase “decisiva” a Torino, è lo stesso uomo chiamato ora a gestire un’altra fase “decisiva” a Cuneo? O forse, nella sanità piemontese, le fasi decisive sono una costante permanente e i dirigenti si spostano dove serve tenere in equilibrio il sistema?
A Cuneo, però, non si misurerà la continuità nelle dichiarazioni, ma nei cantieri e nelle scadenze reali. Il dossier più atteso è quello del nuovo ospedale: pubblicazione dei bandi, progettazione, validazioni tecniche, conferenze di servizi, risorse da impegnare e tempi da rispettare. Un investimento strategico che dovrebbe ridisegnare l’assistenza nella Granda e che da anni vive tra annunci e passaggi amministrativi.
È qui che si giocherà la partita vera. Progettazione, fondi, cronoprogramma, capacità di coordinare una struttura complessa senza rallentamenti. Perché nella sanità piemontese le parole “continuità” e “stabilità” suonano rassicuranti, ma i cittadini misurano tutto su un altro parametro: tempi di attesa, qualità dei servizi, opere realizzate.
La continuità gestionale può essere una formula efficace nei comunicati. A Cuneo, però, più che le formule conteranno le gru.
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