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Louvre, furti, allagamenti e frodi: si dimette Laurence des Cars dopo mesi di scandali

Soffitti che crollano, gioielli della Corona rubati, milioni spariti dai biglietti e scioperi record: il museo più visitato al mondo entra in una crisi strutturale e cambia guida

Louvre, furti, allagamenti e frodi: si dimette Laurence des Cars dopo mesi di scandali

Louvre, furti, allagamenti e frodi: si dimette Laurence des Cars dopo mesi di scandali

Un soffitto dell’Ottocento si è scucito nella notte. L’acqua ha iniziato a colare in una sala a pochi metri dalla Gioconda. I restauratori sono arrivati d’urgenza, i Vigili del fuoco hanno varcato l’ingresso del Musée du Louvre mentre fuori si formavano code e comparivano cartelli scritti a mano: “Sala 707 chiusa per motivi tecnici”. Poche ore dopo è arrivata la notizia che ha segnato una svolta: le dimissioni di Laurence des Cars, prima donna alla guida del museo. A quattro mesi dal furto del 19 ottobre 2025, l’istituzione più visitata al mondo ha aperto una fase nuova e carica di incognite.

L’Eliseo ha accettato le dimissioni il 24 febbraio 2026, parlando di “atto di responsabilità” e ringraziando la storica dell’arte per il lavoro svolto dal 2021. In una lettera ai dipendenti, des Cars ha definito il museo “immenso e fragile” e ha riconosciuto che il colpo di ottobre ne ha mostrato le vulnerabilità. Non è stata una decisione improvvisa: nei giorni successivi al furto la direttrice aveva già rimesso il mandato, respinto allora dal Ministero della Cultura. Da allora però si sono accumulate altre criticità, dalla sicurezza agli impianti, fino alla gestione del personale.

Il 19 ottobre 2025, all’alba, quattro persone hanno raggiunto la Galerie d’Apollon sfruttando un montacarichi collegato a un cantiere esterno. In sette-otto minuti hanno infranto le teche e sottratto gioielli ottocenteschi della Corona di Francia, per un valore assicurativo stimato in circa 88 milioni di euro. Il museo era chiuso ma in fase di apertura. La fuga in scooter lungo la Senna ha chiuso un’operazione che ha messo in difficoltà la Polizia giudiziaria. Gli investigatori hanno poi individuato punti ciechi nella videosorveglianza, procedure non aggiornate e ritardi negli adeguamenti tecnologici. Il bottino non è stato recuperato e persino il numero dei pezzi sottratti varia tra le fonti.

Dopo il furto il museo ha riaperto il 22 ottobre, con aree interdette. La Galerie d’Apollon è rimasta chiusa per i rilievi. Nelle settimane successive la Galerie Campana è stata chiusa in via preventiva per verifiche su travi considerate a rischio. Il 26 novembre 2025 un guasto all’impianto di riscaldamento e ventilazione ha provocato un allagamento nella biblioteca del Dipartimento di Antichità Egizie: tra 300 e 400 volumi danneggiati, in gran parte riviste e materiali di consultazione. Nessun manoscritto o opera è andato perduto, ma il museo ha annunciato la sostituzione del circuito idrico.

Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2026 un’altra perdita ha interessato l’Ala Denon, colpendo la sala 707. Il soffitto dipinto nel 1819, attribuito a Charles Meynier, ha riportato strappi e sollevamenti della pellicola pittorica. Tre sale sono state chiuse. Le prime verifiche hanno escluso danni strutturali al solaio, ma l’episodio ha evidenziato la fragilità degli impianti. La sala 707 è un passaggio cruciale nel percorso dedicato alla pittura italiana, in dialogo con opere di Beato Angelico e Bernardino Luini. I pompieri sono intervenuti entro mezzanotte e dieci, i restauratori hanno avviato la messa in sicurezza poche ore dopo, con deumidificatori e monitoraggi continui.

All’inizio di febbraio 2026 un’altra indagine ha aggravato il quadro: una frode sui biglietti durata, secondo gli inquirenti, quasi dieci anni. Nove persone sono indagate, tra cui due dipendenti del museo e alcune guide turistiche. L’accusa è di aver riutilizzato o contraffatto titoli d’ingresso per gruppi, eludendo controlli e pagamenti aggiuntivi. Il danno stimato supera i 10 milioni di euro. Sono stati sequestrati quasi un milione in contanti e oltre 486 mila euro su conti correnti. L’inchiesta è partita da una denuncia dello stesso museo.

Dal dicembre 2025 il Louvre ha affrontato anche una lunga stagione di scioperi. I sindacati hanno denunciato sovraffollamento, turni pesanti e carenze di organico. Nel 2024 i visitatori sono stati 8,7 milioni, a fronte di una struttura progettata per numeri inferiori. Le agitazioni hanno provocato chiusure parziali e hanno inciso sugli incassi. Alcuni accordi hanno previsto rafforzamenti di personale e impegni su formazione e sicurezza, ma il clima resta teso.

Sul tavolo resta il progetto “Louvre – Nuovo Rinascimento”, un piano decennale da 700 a 800 milioni di euro per rivedere accessi, impianti e gestione dei flussi. Tra le misure annunciate c’è l’aumento del biglietto per i visitatori extra Unione europea (Unione Europea) a 32 euro, pari a un incremento del 45 per cento. L’obiettivo è finanziare interventi su reti idriche e termiche, sistemi di rilevazione incendi, videosorveglianza e spazi di accoglienza. La Piramideinaugurata nel 1988 è considerata inadeguata rispetto ai flussi attuali.

Le audizioni parlamentari e i rilievi della Corte dei conti hanno parlato di falle sistemiche e di una macchina amministrativa complessa. La manutenzione di un palazzo con centinaia di sale e impianti stratificati nel tempo si è scontrata con vincoli architettonici, risorse limitate e pressione turistica costante. Quasi il 69 per cento dei visitatori arriva dall’estero. Gli esperti sottolineano che la messa in sicurezza richiede interventi coordinati su impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento (Heating, Ventilation and Air Conditioning), reti elettriche e protocolli operativi nelle fasi di apertura e chiusura.

Chi succederà a Laurence des Cars dovrà ricostruire la fiducia interna ed esterna, accelerare i cantieri senza compromettere la fruizione e riportare il museo al centro del dibattito culturale per le mostre e la ricerca, non per le emergenze. La gestione della Gioconda, la redistribuzione dei flussi e la trasparenza nelle procedure saranno nodi decisivi.

louvre

La crisi del Louvre riguarda Parigi ma interroga tutti i grandi musei. L’afflusso di pubblico garantisce risorse ma mette sotto pressione strutture e personale. Senza programmazione e controlli efficaci, furti, guasti e conflitti sindacali rischiano di diventare ricorrenti. Le dimissioni della direttrice hanno segnato un punto di svolta. Resta da capire se saranno l’inizio di una riforma profonda o l’ennesimo passaggio in una fase di instabilità.

Fonti: Eliseo; Musée du Louvre; Polizia giudiziaria francese; Ministero della Cultura francese; Corte dei conti francese; comunicati sindacali interni al Musée du Louvre.

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