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24 Febbraio 2026 - 15:31
Un'auto ferma sui binari con le sbarre del passaggio a livello di via Blatta abbassate
Sabato 28 febbraio alle ore 11 il comitato Nord Ferrovia Chivasso torna in piazza. L’appuntamento è nel parcheggio di via Blatta, accanto alla casetta dell’acqua. L’obiettivo è chiaro: chiedere la messa in sicurezza del passaggio a livello sulla linea Chivasso-Ivrea. Nessun giro di parole, nessuna formula di circostanza. Solo una domanda che pesa come una sbarra abbassata: quanto si può andare avanti così?
Il volantino diffuso in questi giorni non lascia spazio a interpretazioni. “Visibilità limitata”, “segnalazioni insufficienti”, “rischio costante di incidenti”. E poi l’elenco di ciò che si chiede: “maggiore sicurezza”, “controlli e manutenzione”, “sistemi moderni”, “soluzioni definitive”. In fondo, lo slogan che suona più come una constatazione che come uno slogan: la sicurezza è un diritto di tutti.
Non è la prima volta che il tema esplode. E non è la prima volta che lo fa dopo un episodio che poteva finire peggio. Diversi mesi fa, un’automobilista è rimasto bloccato tra le sbarre mentre queste si abbassavano. Era in via Blatta, sulla provinciale per Montanaro. L’auto si è fermata poco prima dei binari. Per pochi metri, per pochi secondi, non si è trasformata in una tragedia.
A denunciare l’accaduto fu il consigliere comunale Bruno Prestìa, che pubblicò la foto sui social. “Sarà mica il caso di chiudere definitivamente il passaggio a livello? Almeno per evitare situazioni come questa di adesso?” scrisse. Una domanda semplice. Rimasta sospesa.
Perché la discussione sui passaggi a livello a Chivasso non nasce ieri. È una storia che attraversa amministrazioni, maggioranze, minoranze, promesse, sondaggi. È una storia fatta di carte, mozioni, incontri con RFI, ma anche di cittadini che ogni giorno attraversano quei binari con la sensazione che basti un attimo per sbagliare.
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