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Tempesta record negli Stati Uniti: 5.500 voli cancellati, 600 mila senza luce e sette Stati in emergenza

Sulla East Coast un nor’easter con caratteristiche da bomb cyclone ha paralizzato trasporti, scuole e servizi pubblici da New York a Boston. Raffiche oltre 70 miglia orarie, divieti di circolazione e blackout diffusi.

Tempesta record negli Stati Uniti: 5.500 voli cancellati, 600 mila senza luce e sette Stati in emergenza

Tempesta record negli Stati Uniti: 5.500 voli cancellati, 600 mila senza luce e sette Stati in emergenza

Lunedì 23 febbraio 2026, poco prima dell’alba, Boston è rimasta sospesa in un silenzio irreale. I binari erano coperti di neve, le banchine vuote, il vento ha superato le 60 miglia orarie e ha cancellato la linea dei palazzi affacciati sul porto. Al Logan Airport un tabellone elettronico ha continuato a lampeggiare la stessa parola: “cancellato”. Solo in mattinata sono stati soppressi quasi mille voli. Tra New York, Providence e la costa del New Jersey si sono moltiplicati i divieti di circolazione, le sospensioni ferroviarie e gli interventi di emergenza. La tempesta, classificata come un violento nor’easter con caratteristiche da “bomb cyclone”, ha coinvolto oltre 40 milioni di persone lungo il corridoio urbano più popoloso degli Stati Uniti, dal Maryland al Maine. Il bilancio è stato immediato: migliaia di voli cancellati, scuole chiuse, servizi ridotti e centinaia di migliaia di utenze senza elettricità.

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Sette Stati hanno dichiarato lo stato di emergenza: Connecticut, Delaware, Massachusetts, New Jersey, New York, Pennsylvania, Rhode Island. I governatori hanno limitato o vietato la circolazione dei veicoli non essenziali per alleggerire le strade e consentire il passaggio dei mezzi di soccorso. In Massachusetts, la governatrice Maura Healeyha attivato il State Emergency Operations Center (Centro statale per le operazioni di emergenza) e ha mobilitato fino a 200 membri della Guardia Nazionale, disponendo il telelavoro per i dipendenti pubblici non essenziali. In New Jersey, la governatrice Mikie Sherrill ha fatto scattare l’allerta già da domenica 22 febbraio a mezzogiorno, con restrizioni rafforzate nella notte. In Rhode Island, il governatore Daniel J. McKee ha firmato l’ordine esecutivo di emergenza estendendo il blizzard warning fino al 24 febbraio. In Delaware, il governatore Matthew Meyer ha disposto chiusure selettive di strade e ponti. In Pennsylvania, il governatore Josh Shapiro ha proclamato il disastro coordinando Pennsylvania Emergency Management Agency (Agenzia per la gestione delle emergenze della Pennsylvania), PennDOT (Dipartimento dei Trasporti della Pennsylvania) e Guardia Nazionale. In Connecticut, il governatore Ned Lamont ha vietato la circolazione dei mezzi commerciali sulle autostrade principali. Nello Stato di New York, la governatrice Kathy Hochul ha dichiarato l’emergenza per l’area downstate, da Long Island alla Lower Hudson Valley, limitando il traffico pesante su più arterie, mentre New York City ha imposto un blocco temporaneo ai veicoli non essenziali nelle ore più critiche.

Il traffico aereo ha fornito la misura dell’impatto. Nella mattinata di lunedì le cancellazioni negli Stati Uniti hanno superato le 5.300 unità, con gli scali di John F. Kennedy, LaGuardia, Newark Liberty, Boston Logan, Philadelphia International e Washington Reagan tra i più colpiti. I dati diffusi da FlightAware e Cirium hanno indicato percentuali di soppressione prossime o superiori al 90% a LaGuardia e Boston. La compagnia JetBlue ha ridotto drasticamente il proprio network nel Nord-Est. Già domenica si erano registrate circa 4.000 cancellazioni, con ulteriori tagli preventivi programmati per martedì. Le compagnie hanno invitato i passeggeri a verificare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto.

Anche il sistema ferroviario ha subito interruzioni estese. Amtrak ha sospeso i collegamenti tra New York Moynihan Train Hall e Boston South Station fino al pomeriggio di lunedì. In Connecticut, il servizio CTrail si è fermato e la Metro-North Railroad ha operato con orari ridotti. In New Jersey, NJ Transit ha sospeso treni, autobus e linee leggere già dalla sera precedente. In Pennsylvania, PennDOT e la Pennsylvania Turnpike Commission hanno applicato restrizioni di livello avanzato su diverse autostrade, abbassando i limiti di velocità a 45 miglia orarie e vietando la circolazione di alcune categorie di mezzi.

La particolarità dell’evento non è stata solo la quantità di neve, ma la rapidità con cui il sistema si è intensificato. La pressione atmosferica è scesa bruscamente, trasformando il nor’easter in un “bomb cyclone”, un ciclone extratropicale caratterizzato da un rapido approfondimento. Raffiche fino a 70–77 miglia orarie sono state registrate a Cape Cod e lungo la costa del Massachusetts. In alcune aree la neve è caduta con intensità fino a 5–7 centimetri l’ora. Il vento ha ridotto la visibilità quasi a zero nell’entroterra e ha favorito mareggiate e inondazioni costiere lungo l’Atlantico. Il National Weather Service (Servizio Meteorologico Nazionale degli Stati Uniti) ha mantenuto attivi blizzard warning e avvisi di inondazione costiera fino alle prime ore del 24 febbraio.

La rete elettrica è rimasta sotto pressione per tutta la giornata. Tra 500.000 e oltre 600.000 utenze sono rimaste senza corrente in diversi momenti della mattinata, soprattutto in Massachusetts, Rhode Island, Connecticut e New Jersey. Le società di distribuzione hanno pre-posizionato squadre di intervento, ma il peso della neve e il ghiaccio hanno complicato le riparazioni. Le autorità sanitarie hanno avvertito dei rischi legati alla rimozione della neve bagnata, particolarmente pesante e faticosa da spalare.

Gli accumuli hanno superato i 18–24 pollici in varie zone di Long Island e del Massachusetts orientale. A New York City diversi quartieri hanno oltrepassato il piede di neve entro la tarda mattinata. Nella contea di Suffolk, nello Stato di New York, e in alcune aree di New Jersey e Rhode Island si sono registrati valori vicini ai 60 centimetri. Le autorità hanno invitato a fare riferimento ai dati ufficiali del National Weather Service per le misurazioni definitive.

Le scuole pubbliche di New York City hanno dichiarato uno snow day completo. Uffici governativi a Philadelphia, Hartford e Boston hanno chiuso o attivato il lavoro da remoto. I servizi sociali hanno aperto centri di accoglienza e attivato sistemi di allerta come Notify NYC per informare la popolazione.

Le ripercussioni si sono avvertite anche sui mercati finanziari. I titoli delle principali compagnie aeree hanno registrato cali a Wall Street, riflettendo l’incertezza sulla ripresa operativa degli hub del Nord-Est. La riattivazione delle rotazioni degli equipaggi e la gestione degli aeromobili fuori posizione richiederanno almeno 24–48 ore.

Le previsioni indicano un progressivo allontanamento del sistema verso il Golfo del Maine tra la notte di lunedì e la mattina di martedì 24 febbraio. Il ripristino dei servizi procederà per priorità, con ospedali e infrastrutture critiche in cima alle liste. Aeroporti e ferrovie hanno annunciato aggiornamenti continui sui propri canali ufficiali. I numeri sulle cancellazioni e sui blackout restano variabili, ma la dimensione dell’evento ha già lasciato un segno evidente sulla regione più popolosa del Paese.

Fonti: National Weather Service, FlightAware, Cirium, comunicati ufficiali degli uffici dei governatori di Massachusetts, New York, New Jersey, Pennsylvania, Connecticut, Rhode Island, Delaware

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