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Addio a Giovanni Perottino, ex presidente dell'associazione commercianti in Canavese

Aveva 83 anni. Con la moglie Daniela ha guidato la Merceria Perottino dagli Anni Settanta ai Duemila

Addio a Giovanni Perottino, ex presidente dell'associazione commercianti in Canavese

Addio a Giovanni Perottino, ex presidente dell'associazione commercianti in Canavese

E’ mancato venerdì 20 febbraio, all’età di 83 anni, l’ex-negoziante pontese Giovanni Perottino. Un decesso avvenuto a due settimane di distanza da quello di un altro storico commerciante del paese, appartenente alla medesima generazione: Giovanni Boetto. La macelleria Boetto la conoscono anche i più giovani perché in piena attività, portata avanti dalla figlia e dai nipoti. La Merceria Perottino aveva invece chiuso nei primi Anni Duemila ma sono in tanti a ricordarsela: tutti quelli che avevano avuto modo di conoscerla. Era un ottimo negozio: situato in posizione centrale, ben fornito, con titolari pronti a soddisfare le esigenze della clientela.

Dall’inizio degli Anni Settanta fino alla cessazione, Giovanni Perottino lo aveva gestito insieme alla moglie Daniela, subentrando al padre ed alla zia di lui. Torna alla mente la figura imponente del signor Giovanni - che dietro il lungo bancone misurava attento col metro di legno le fodere o gli elastici da tagliare – contrapposta a quella minuta della Zia Amalia, che compariva  e scompariva rapida dietro la porta del retrobottega: una porta che colpiva la fantasia dei bambini perché simile a quelle dei saloon.   Il negozio era all’epoca ospitato in un edificio d’angolo, situato nel punto in cui Via Marconi, dopo un primo tratto assai stretto, si allarga e prende respiro. Non aveva grandi vetrine - com’era tipico dei vecchi fabbricati – e vi si accedeva dal marciapiede tramite due scalini. In seguito i due coniugi si erano spostati nell’edificio adiacente, in un locale ampio e spazioso, dove la merce poteva essere esposta in modo accattivante. Era piacevole soffermarsi lì a chiacchierare coi titolari, curiosare tra gli scaffali e farsi mostrare allegri pigiamoni, tute colorate, lenzuola stampate, via via sostituitisi  alle camicie da notte in tinte pastello, alle sottovesti ormai desuete, alle tovaglie rigorosamente bianche. Quelle che non erano  cambiate, col passare del tempo, erano la disponibilità e la cortesia dei titolari, la capacità di capire le esigenze del cliente e di servirlo bene, rammaricandosi per la crescente tendenza  delle aziende a trascurare la qualità. Se una cliente lamentava di aver acquistato un paio di collant rivelatisi smagliati, spiegavano che questo succedeva perché le ditte avevano abolito i controlli: “Preferiscono sostituire i prodotti difettosi che scartarli fin dall’inizio! Li rimanderemo indietro…”.

Perottino era stato presidente dell’Associazione Commercianti di Pont, attento alle iniziative di promozione anche collaterali, come l’istituzione di un Premio per i Balconi Fioriti.

Nei momenti di pausa, quando l’afflusso di clienti era limitato, andava  a prendersi un caffè nel bar vicino ed a scambiare quattro chiacchiere oppure si fermava sulla soglia del negozio a parlare con i titolari delle altre botteghe e a discutere di calcio o di politica. Il calcio (tifava per la Juventus) e la politica erano  le sue principali passioni. Di famiglia socialista (suo padre Vittorino ricoprì la carica di sindaco per tre anni, fra il 1967 ed il ’70), fu segretario della sezione pontese del P.S.I. e s’impegnò attivamente, nel lontano 1974, nella campagna per il No all’abolizione della Legge sul Divorzio, ottenendo risultati lusinghieri. Fu anche presidente dell’IPAB “Ospedale degli Infermi Poveri”, che all’epoca era gestito dal Comune con tutti i problemi che questo comportava: i soldi non bastavano mai e a volte c’erano problemi anche a pagare i dipendenti. Fu durante la sua gestione che le inservienti ottennero un contratto regolare.

Negli ultimi anni della Prima Repubblica ebbe dei ripensamenti rispetto alle scelte precedenti e si allontanò dalla politica attiva.

 Aveva 83 anni ed era da tempo afflitto da problemi di salute. E’ deceduto all’Ospedale di Cuorgnè, dov’era ricoverato. Coerentemente con le sue convinzioni, non sono state previste cerimonie in  chiesa ma lo svolgimento dei funerali direttamente al cimitero, alle 15 di lunedì 23 febbraio.

Oltre alla moglie, Giovanni Perottino lascia il figlio Andrea, la nuora Roberta e il fratello minore Carlo

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