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21 Febbraio 2026 - 00:09
Trump accusa Obama di aver rivelato segreti sugli UFO: scontro pubblico su alieni, dossier classificati e UAP
Uno scambio rapido, consumato tra un volo presidenziale e un podcast, ha riportato al centro del dibattito americano il tema degli UFO e degli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena, fenomeni anomali non identificati). A bordo dell’Air Force One, il 20 febbraio 2026, Donald Trump ha accusato Barack Obama di aver diffuso “informazioni riservate” sugli alieni. Poche ore dopo, l’ex presidente ha precisato pubblicamente di non aver mai visto prove di contatti extraterrestri durante il suo mandato.
La sequenza è stata lineare ma politicamente significativa. Rispondendo ai giornalisti durante il volo verso la Georgia, Trump ha sostenuto che Obama, in un’intervista al podcast di Brian Tyler Cohen, avrebbe ammesso che “gli alieni sono reali” e che così facendo avrebbe rivelato elementi coperti da classificazione. Ha parlato di “un grosso errore” e ha aggiunto di non sapere se gli alieni esistano oppure no, lasciando intendere che potrebbe valutare una futura declassificazione di documenti governativi sugli UFO e sugli UAP.
Le dichiarazioni sono state rilanciate anche su Truth Social, il social network fondato dallo stesso Trump, dove il presidente ha evocato la possibilità di rendere pubblici file federali relativi ai fenomeni anomali. È un tema che negli Stati Uniti mobilita un pubblico trasversale: dagli appassionati di misteri agli elettori che chiedono maggiore trasparenza sulle attività del governo.
L’origine della polemica è una risposta data da Obama nel podcast di Brian Tyler Cohen. Alla domanda diretta “Gli alieni sono reali?”, l’ex presidente ha risposto: “Sono reali, ma non li ho visti”. Una frase che, estrapolata dal contesto, è stata interpretata da alcuni come un’ammissione. Nel seguito della conversazione, però, Obama ha chiarito che parlava in termini statistici: data la vastità dell’universo, è plausibile che esista vita altrove, ma le distanze cosmiche rendono improbabili visite sulla Terra. Ha aggiunto che durante la sua presidenza non ha visto alcuna prova di contatti tra extraterrestri e umanità e ha escluso l’esistenza di basi sotterranee segrete piene di corpi o astronavi aliene, a meno di una cospirazione nascosta perfino al presidente.

La distinzione tra possibilità teorica ed evidenza concreta è centrale. Sostenere che nell’universo possa esistere vita intelligente è un ragionamento fondato sulla probabilità statistica e sull’astrofisica. Affermare che quella vita abbia visitato la Terra è un’ipotesi che richiede prove verificabili. Obama si è collocato sul primo piano e ha negato il secondo.
Sul versante istituzionale, le indagini ufficiali non hanno fornito elementi a sostegno di visite extraterrestri. Dal 2022 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha affidato all’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) l’analisi dei fenomeni anomali. Nel marzo 2024 l’AARO ha pubblicato il primo volume di un rapporto storico in cui ha concluso che non esistono prove verificabili di attività extraterrestri legate agli UAP e che né il governo né aziende private hanno mai avuto accesso a tecnologie aliene o a programmi di retroingegnerizzazione di materiali non terrestri.
La maggior parte degli avvistamenti è stata ricondotta a droni, palloni aerostatici, fenomeni atmosferici, errori di identificazione o sistemi convenzionali. Anche i vertici dell’intelligence avevano dichiarato già nel 2022 che non risultavano elementi a sostegno della presenza di alieni. Alcuni casi restano classificati come non risolti per insufficienza di dati, ma “non risolto” non equivale a “extraterrestre”: indica semplicemente che le informazioni disponibili non sono sufficienti per una spiegazione definitiva.
Un capitolo a parte riguarda la Area 51, base dell’Aeronautica militare statunitense nel Nevada, a lungo al centro di teorie complottiste. Documenti declassificati nel 2013 hanno confermato che l’installazione è stata utilizzata per test di velivoli sperimentali come l’U-2 e l’A-12 Oxcart. Non sono emerse evidenze di attività legate a presunti recuperi di astronavi o entità aliene.
Le accuse di Trump sull’eventuale diffusione di informazioni classificate non sono state accompagnate da indicazioni specifiche su quali dati sarebbero stati rivelati né sul livello di classificazione coinvolto. In assenza di riferimenti documentali, l’accusa resta politica più che giuridica. La gestione delle informazioni classificate negli Stati Uniti è regolata da procedure precise e un’eventuale violazione richiederebbe riscontri formali.
Il lessico adottato dal Pentagono negli ultimi anni segnala un cambio di approccio. L’uso dell’acronimo UAP ha sostituito progressivamente “UFO” per indicare fenomeni anomali che possono manifestarsi in aria, nello spazio, sott’acqua o a terra. L’obiettivo è separare l’analisi tecnica dal carico culturale associato all’idea di “navicella aliena”. Secondo i rapporti ufficiali, il miglioramento della sensoristica, la raccolta di dati multipiattaforma e l’analisi standardizzata riducono sensibilmente il numero di eventi classificati come inspiegabili.
La controversia tra Trump e Obama si inserisce in un contesto in cui la questione UFO viene periodicamente evocata nel dibattito pubblico. Promesse di declassificazione e richiami alla trasparenza hanno un impatto immediato sull’opinione pubblica, ma finora le pubblicazioni ufficiali non hanno modificato il quadro generale delineato dai rapporti del Dipartimento della Difesa.
La vicenda mostra come una frase pronunciata in un podcast possa essere interpretata come rivelazione sensibile e come una replica politica possa trasformare un dibattito teorico in uno scontro sulla sicurezza nazionale. Allo stato attuale, i documenti disponibili indicano che non esistono prove di contatti tra esseri umani ed entità extraterrestri. Le agenzie federali hanno continuato a studiare gli UAP per ragioni di sicurezza dello spazio aereo e di difesa, non per confermare ipotesi di visite aliene.
Il confronto tra i due ex presidenti ha riacceso un tema che periodicamente riemerge nel dibattito americano. Ma tra dichiarazioni, precisazioni e promesse di trasparenza, i dati ufficiali restano coerenti: nessuna evidenza di tecnologie non terrestri, nessuna conferma di contatti, molti casi spiegati con cause convenzionali.
Fonti: podcast di Brian Tyler Cohen; dichiarazioni pubbliche di Donald Trump; post su Truth Social; dichiarazioni pubbliche di Barack Obama; rapporto 2024 dell’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti; comunicazioni ufficiali del Pentagono; documenti declassificati sulla Area 51pubblicati dalla Central Intelligence Agency (CIA) nel 2013.
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