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20 Febbraio 2026 - 11:54
Quando i francesi travolsero il Biellese: Mongrando ricorda le ferite della guerra del Re Sole
Non fu solo l’assedio di Torino a segnare la guerra di Successione Spagnola in Piemonte. Prima della vittoria sabauda del 1706, interi paesi furono attraversati dalle truppe di Luigi XIV, con una scia di saccheggi, requisizioni forzate e violenze che lasciarono segni profondi nelle comunità locali. Anche Mongrando, nel Biellese, finì in balia degli eserciti stranieri.
Di quella stagione drammatica ha parlato Alessandro Mella, mercoledì 18 febbraio, in occasione della presentazione del suo libro “Nel nome del Re Sole”. L’incontro, ospitato dalla Biblioteca comunale e sostenuto dall’Amministrazione rappresentata dal vicesindaco Simona Coda, ha richiamato un pubblico attento e partecipe.
Il volume ricostruisce, attraverso documenti e fonti d’archivio, i crimini e le devastazioni compiuti dalle truppe francesi in Piemonte durante il conflitto. Non solo battaglie e strategie militari, ma la quotidianità di un popolo travolto dalla guerra: case saccheggiate, beni requisiti, episodi di violenza e vittime civili. Un racconto che riporta al centro la dimensione umana di un conflitto spesso ricordato solo per le sue svolte politiche e militari.
Mella, che rivendica con orgoglio le proprie origini mongrandesi, ha dedicato ampio spazio anche al territorio biellese, inserendo il paese natale della sua famiglia in un quadro più ampio che abbraccia decine di comuni piemontesi. Dalle campagne alle borgate, la ricerca ha permesso di ricostruire episodi puntuali, nomi, circostanze. Tasselli che restituiscono il clima di paura e sopraffazione vissuto dalle popolazioni locali.
Ad affiancare l’autore nel dialogo è stato il professor Ivano Maffeo, studioso del territorio, che ha guidato la conversazione tra storia locale e contesto europeo. Perché la guerra di Successione Spagnola non fu solo uno scontro tra potenze, ma un conflitto che si abbatté sui villaggi, trasformando per mesi la vita quotidiana in una lotta per la sopravvivenza.
Il libro concentra l’attenzione sul periodo precedente al trionfo sabaudo del 1706, quando l’esito del conflitto era tutt’altro che scontato e le truppe del Re Sole avanzavano con prepotenza. Le requisizioni di grano e bestiame, le imposizioni forzate, gli abusi documentati dalle cronache dell’epoca mostrano un volto crudo della guerra, lontano dall’epica delle battaglie.
L’incontro si è svolto in un clima raccolto, ma carico di interesse. Le domande del pubblico hanno toccato non solo gli aspetti militari, ma anche le conseguenze sociali ed economiche di quelle incursioni. Quanto a lungo pesarono sulle comunità? Quali tracce restano oggi nella memoria collettiva?
Riscoprire quei fatti significa anche rileggere la storia del territorio con uno sguardo diverso. Non più solo cronaca di grandi eventi, ma intreccio di vicende locali, di famiglie e di paesi coinvolti in dinamiche più grandi di loro. Mongrando, come molte altre realtà piemontesi, fu teatro silenzioso di una guerra che cambiò equilibri politici ma lasciò, soprattutto, ferite profonde tra la gente comune.
La serata si è conclusa con un invito implicito a non dimenticare. Perché dietro ogni pagina di storia militare ci sono comunità che hanno pagato un prezzo. E ricordarlo, tre secoli dopo, significa restituire voce a chi la guerra l’ha subita, più che combattuta.



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