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Rider a 2,50 euro a consegna. Pompeo accusa: “La Regione finge di non vedere”

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Pedalano con lo zaino sulle spalle mentre la città cena, sotto la pioggia che non guarda in faccia nessuno e il gelo che morde le mani. Pedalano con un’app che decide tempi, percorsi, punizioni. Pedalano a 2,50 euro a consegna. E mentre loro corrono, la politica – almeno secondo il Partito Democratico – resta immobile.

A riportare il tema al centro del dibattito è la consigliera regionale del Pd Laura Pompeo, che attacca frontalmente la Giunta Cirio dopo le ultime inchieste della Procura di Milano sul cosiddetto caporalato digitale. “Gli organi di informazione stanno denunciando la condizione ormai insostenibile dei rider. Le ultime inchieste della Procura di Milano confermano quello che mesi fa avevo denunciato con un atto di indirizzo bocciato senza appello dalla Giunta Cirio: turni massacranti, paghe da fame, sfruttamento sistemico”, dichiara.

Parole pesanti. Perché i numeri che accompagnano questa denuncia fanno rumore: fino a dodici ore al giorno in sella, compensi che possono scendere a 2,50 euro a consegna, stipendi inferiori del 77% rispetto alla soglia di povertà e fino all’81% sotto i minimi della contrattazione collettiva. Altro che flessibilità. Altro che autonomia.

“È un quadro indegno, che dovrebbe scuotere chiunque abbia responsabilità istituzionali. Ma evidentemente lascia indifferente il centrodestra piemontese”, incalza la consigliera dem.

La polemica non nasce oggi. Ad agosto, in occasione dell’Assestamento di Bilancio, Pompeo aveva presentato un atto di indirizzo con cui chiedeva alla Regione di farsi promotrice, insieme al Governo e alle parti sociali, di una riforma capace di garantire un lavoro digitale “sostenibile, etico e rispettoso della dignità umana”. La proposta è stata respinta. Senza mediazioni.

“A agosto il mio atto di indirizzo chiedeva alla Giunta Cirio di promuovere una riforma capace di garantire un lavoro digitale sostenibile, etico e rispettoso della dignità umana. È stato respinto senza esitazioni. E adesso che la magistratura è intervenuta per fermare il caporalato digitale, che cosa farà la Giunta Cirio? Sceglierà ancora di voltarsi dall’altra parte?”, domanda Pompeo.

Il punto, secondo la consigliera, è che dietro le consegne rapide e le notifiche sullo smartphone ci sono persone in carne e ossa. In Italia i rider sono circa 40 mila, quasi 3 mila solo in Piemonte. Giovani, migranti, lavoratori maturi espulsi da altri settori. Spesso immigrati in attesa di permesso di soggiorno, dunque in una posizione di fragilità che li rende ancora più ricattabili.

Le testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di turni sette giorni su sette, sotto la pioggia e il gelo, senza tutele reali. E a decidere chi lavora e quanto guadagna non è un capo reparto, ma un algoritmo. Se rifiuti una consegna, se arrivi in ritardo, se non accetti tutte le chiamate, vieni “penalizzato”: meno ordini, meno corse, meno reddito.

“Le testimonianze parlano di lavoratori costretti a pedalare sotto pioggia e gelo, sette giorni su sette, senza alternative occupazionali, penalizzati da algoritmi che puniscono ritardi e rifiuti con meno ordini e quindi meno reddito. È inaccettabile continuare a fingere che questo sia lavoro autonomo: è sfruttamento puro, come riconosciuto anche dalla Cassazione negli ultimi anni”, sottolinea Pompeo.

Non solo denuncia. La consigliera rivendica di aver messo sul tavolo proposte concrete: collaborazioni più strette con i Comuni per creare spazi coperti e attrezzati dove i rider possano sostare in sicurezza; campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini; iniziative per responsabilizzare i datori di lavoro; fondi regionali per la sicurezza, la formazione e il sostegno nei periodi di condizioni meteorologiche estreme.

“Avevo chiesto al centrodestra di impegnarsi su misure di buon senso: spazi coperti, fondi per la sicurezza, campagne di sensibilizzazione, iniziative per responsabilizzare i datori di lavoro. Interventi necessari che avrebbero potuto migliorare la vita di migliaia di persone. E intendo riproporre con forza il problema”, afferma.

La linea del Pd è chiara: riportare il tema dentro il Consiglio regionale. “In Italia i rider sono circa 40 mila, quasi 3 mila solo in Piemonte. Giovani, migranti, lavoratori maturi senza alternative: persone reali, non numeri. Per loro il centrodestra non ha trovato un minuto di attenzione. Ma per noi la battaglia non si ferma. Presenterò un’interrogazione alla Giunta per chiedere conto di questa scelta e per riportare il tema al centro del dibattito politico. Perché non tutti i lavoratori sono uguali per la destra, ma per noi sì”, conclude.

Resta da capire se la Giunta Cirio risponderà nel merito o se la questione continuerà a rimbalzare tra tribunali e dichiarazioni politiche. Nel frattempo, mentre in aula si discute e si respingono atti di indirizzo, qualcuno continua a pedalare. Con il cronometro dell’app che scorre. E con 2,50 euro come traguardo.

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