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31 Gennaio 2026 - 10:06
Torino blindata per il corteo nazionale: in diecimila in piazza per Askatasuna
Torino si prepara a una giornata ad alta tensione. Oggi, sabato 31 gennaio, sono attese circa diecimila persone per una manifestazione nazionale che mette al centro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso dicembre in corso Regina Margherita, e più in generale la protesta contro il governo guidato da Giorgia Meloni. Una mobilitazione annunciata da settimane, definita dagli organizzatori come giornata di “lotta e resistenza”, che porterà in città attivisti e collettivi da tutta Italia e anche dall’estero.
La manifestazione si articola in due cortei distinti, con percorsi e composizioni differenti, che confluiranno nel primo pomeriggio in un unico grande spezzone. Un assetto definito dopo un lungo confronto tra Questura e promotori, con l’obiettivo di ridurre le criticità sul piano dell’ordine pubblico.
Il primo corteo partirà alle 14 dalla stazione di Porta Susa. Qui si concentreranno sindacati di base come Usb, Cobas Scuola e Si Cobas, insieme ai giovani dell’assemblea studentesca, agli esponenti di Potere al Popolo e ai militanti del centro sociale Gabrio. Intorno alle 14.30 il gruppo raggiungerà Porta Nuova, dove si uniranno altre realtà del movimento antagonista e ambientalista: dal Movimento No Tav a Torino per Gaza, passando per Non Una di Meno, Extinction Rebellion e Fridays for Future. Da lì il corteo attraverserà corso Vittorio Emanuele II e corso Cairoli.
In contemporanea partirà il secondo spezzone da Palazzo Nuovo, sede universitaria occupata. In piazza si ritroveranno diversi collettivi studenteschi – tra cui Cua, Cambiare Rotta e Studenti Indipendenti – insieme a residenti del quartiere Vanchiglia e a militanti provenienti da numerose città italiane. Sono annunciati gruppi da Roma, in particolare dalle esperienze di Spin Time e del Quarticciolo, pullman da Bologna con il Labas, presenze da Milano con Leoncavallo e Cascina Torchiera, oltre a delegazioni dalle Marche, dal Veneto, da Napoli, dalla Toscana e anche dall’estero, soprattutto dalla Francia. Questo corteo percorrerà via Po e via Bonafous, per poi raggiungere corso Cairoli e ricongiungersi con il primo spezzone.
Dal punto di incontro prenderà forma il maxi corteo unitario, diretto verso i corsi San Maurizio, Regio Parco e Novara, zone individuate anche per la sosta e la ripartenza dei pullman. Non è previsto il passaggio diretto davanti all’ex Askatasuna, ma l’attenzione resta altissima.
Sul fronte della sicurezza, la macchina organizzativa è imponente. Saranno circa mille gli agenti impegnati, di cui oltre ottocento provenienti da reparti fuori provincia. Il prefetto Donato Cafagna ha firmato due ordinanze che vietano lungo tutto il percorso la vendita e il possesso di bottiglie di vetro e lattine, oltre all’uso di fumogeni, materiale esplosivo e qualsiasi oggetto o indumento considerato idoneo a coprire il volto, comprese maschere e mascherine. Il Comune ha disposto divieti di sosta fin dalle 10 del mattino e la rimozione dei cassonetti dei rifiuti lungo le vie interessate.
Cresce intanto la preoccupazione tra i commercianti, soprattutto in centro e a Vanchiglia. Nelle ultime ore diversi esercenti hanno annunciato, anche attraverso chat interne, la scelta di non aprire nel pomeriggio. Tra i locali che resteranno chiusi figura il Caffè Rossini, in corso Regina Margherita. Aprirà invece solo in serata l’osteria La Gaia Scienza, a pochi passi dall’ex centro sociale: «Abbiamo ricevuto molte disdette, la situazione è complicata da settimane», spiega il titolare Umberto Petraz, sottolineando come le difficoltà vadano avanti già dallo sgombero di metà dicembre.
Pesanti anche le ripercussioni sulla mobilità. Dalle 13.30 il servizio di trasporto pubblico subirà forti limitazioni: chiuse le stazioni della metropolitana di Porta Nuova e Porta Susa, con la possibilità di ulteriori stop in corso di manifestazione. Dodici linee Gtt saranno sospese, mentre le linee 4 e 10 verranno effettuate con autobus al posto dei tram. Dalle 13 sarà inoltre chiuso l’accesso al parcheggio di via Roma e piazza San Carlo da piazza Carlo Felice.
Una giornata che si annuncia lunga e complessa, con Torino chiamata ancora una volta a fare i conti con una protesta nazionale capace di intrecciare politica, movimenti sociali, sicurezza e vita quotidiana della città.
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