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29 Gennaio 2026 - 12:36
Tumori prostata e rene: grazie all'IA a Candiolo migliorano le cure
Una “biopsia digitale” (Tumor-pattern profiler) per prevedere l’aggressività del tumore al rene prima di operare e un sistema Gps (Prostate-nerve Path) che ricostruisce i percorsi invisibili dei nervi, per preservare la qualità della vita del paziente con tumore alla prostata. Già testate su centinaia di casi clinici con risultati straordinari, sono queste le due innovazioni assolute di Intelligenza artificiale e computer vision, al centro della 14° edizione del Technourology Meeting, che si tiene a Torino fino a domani.
Le due innovative tecnologie di intelligenza artificiale aiutano i medici a “mappare” l’organo da operare prima dell’intervento chirurgico, spiega Francesco Porpiglia, direttore dell’Urologia dell’IRCCS di Candiolo. “I due nuovi software, frutto di una collaborazione multidisciplinare tra l’Urologia di Candiolo, l’Ospedale San Luigi Gonzaga, l’UniCal e la 3D Medics, rappresentano un salto epocale verso la chirurgia personalizzata”, sostiene.
Nella chirurgia del tumore alla prostata è fondamentale risparmiare ed evitare di danneggiare i “nervi erigentes”, estremamente sottili e non visualizzabili ad occhio nudo, strutture chiave per il mantenimento della funzione sessuale del paziente. Il Prostate-nerve Path funziona esattamente come un navigatore satellitare. “Immaginate di guidare in una galleria dove il segnale Gps si interrompe, ma il vostro navigatore riesce comunque a prevedere ogni curva, portandovi a destinazione senza errori. È ciò che accade con il Prostate-nerve Path: l’Intelligenza artificiale analizza i tratti di nervo visibili e ricostruisce i segmenti mancanti”, spiega Porpiglia. Così si ottiene una mappa precisa del percorso dei nervi che circondano la ghiandola prostatica, riducendo il rischio di effetti collaterali indesiderati.

Per il tumore del rene, il Tumor-pattern profiler crea una vera e propria profilazione del tumore (densità del tessuto, aree di necrosi, vascolarizzazione interna, ecc.) e, infine, rielabora le informazioni ottenute per fornire al chirurgo una stima del rischio di aggressività della malattia: una vera e propria “analisi digitale tridimensionale” del tumore per prevederne l’evoluzione. Così si può pianificare con la massima precisione l’intervento di asportazione della neoplasia e preservazione del rene.
L’IRCCS di Candiolo è uno dei poli italiani più riconosciuti nella lotta ai tumori: qui la ricerca non resta chiusa nei laboratori, ma si traduce in strumenti concreti per la cura, come dimostrano il Prostate-nerve Path e il Tumor-pattern profiler. Il punto forte è l’approccio integrato: chirurgia, tecnologie digitali e competenze multidisciplinari lavorano insieme per rendere gli interventi più precisi e meno invasivi, con un obiettivo chiaro: curare meglio e, quando possibile, lasciare intatta la qualità della vita dei pazienti.
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