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Dal fotovoltaico all’intelligenza artificiale, la nuova mappa della ricerca torinese

L’Ateneo punta su innovazione, interdisciplinarità e ricercatori under 40

Dal fotovoltaico all’intelligenza artificiale

Dal fotovoltaico all’intelligenza artificiale, la nuova mappa della ricerca torinese (foto di repertorio)

Un investimento mirato, selettivo e fortemente orientato al futuro. Il Politecnico di Torino rilancia sulla ricerca e lo fa puntando su giovani ricercatrici e ricercatori, finanziando 17 nuovi progetti scelti tra 127 proposte presentate nell’ambito di bandi interni dedicati all’innovazione e allo sviluppo scientifico. Un segnale chiaro, che parla di competizione, qualità e strategia.

Il budget complessivo supera 1,3 milioni di euro, grazie al contributo congiunto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. Nel dettaglio, 850.000 euro provengono dalla Compagnia di San Paolo, nell’ambito delle convenzioni universitarie 2022-2024, mentre 300.000 euro sono stati messi a disposizione da Fondazione Crt. Risorse che l’Ateneo ha deciso di concentrare su un numero ristretto di progetti, premiando approcci originali, interdisciplinari e ad alto impatto.

L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Action Plan 2025-2027, strumento operativo per l’attuazione del Piano strategico PoliTOinTransition. In particolare, il focus è sull’area di intervento dedicata al supporto alla progettualità della ricerca, con un obiettivo preciso: aumentare la qualità e l’efficacia delle proposte presentate dal Politecnico in risposta ai grandi bandi competitivi europei.

Lo sguardo è rivolto soprattutto al programma Horizon Europe, articolato nei tre grandi Pillar che definiscono le priorità della ricerca comunitaria. I nuovi progetti finanziati rappresentano una sorta di palestra avanzata per giovani ricercatori chiamati a confrontarsi con standard sempre più elevati, in un contesto internazionale altamente competitivo.

I temi affrontati raccontano una ricerca che prova a tenere insieme tecnologia, sostenibilità e impatto sociale. Dall’ingegneria biomedica alle energie rinnovabili, passando per soluzioni avanzate dedicate alla previsione della produzione fotovoltaica e alla gestione intelligente delle risorse, i progetti selezionati coprono ambiti strategici per la transizione energetica e ambientale.

Un peso rilevante è occupato anche dall’intelligenza artificiale e dai sistemi digitali, applicati sia ai processi industriali sia alla trasformazione dei modelli produttivi. Tecnologie che trovano spazio anche nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso lo sviluppo di piattaforme digitali, archivi intelligenti e modelli predittivi capaci di integrare dati complessi.

Non mancano poi i filoni legati ai materiali innovativi, alla manifattura avanzata e ai nuovi approcci alla progettazione, dove simulazioni, analisi dei dati e sostenibilità ambientale vengono messi in relazione in modo sempre più stretto. Una ricerca che non resta confinata nei laboratori, ma punta a produrre ricadute concrete sul territorio e sul sistema industriale.

La scelta di finanziare solo 17 progetti su oltre cento candidature racconta anche un altro aspetto: l’innalzamento dell’asticella. Il Politecnico punta a rafforzare la propria capacità di competere a livello europeo, selezionando e accompagnando percorsi di ricerca che possano davvero fare la differenza nei prossimi anni.

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