AGGIORNAMENTI
Cerca
Gossip
28 Gennaio 2026 - 10:05
Ecco chi è Giorgio. Gabriel Garko svela l’unione civile tenuta nascosta per due anni e smaschera l’ipocrisia sul “matrimonio” che in Italia non esiste
Gabriel Garko ha deciso di parlare adesso. Non prima, non nel momento di massima esposizione mediatica, non quando il racconto della sua vita privata avrebbe potuto trasformarsi in un titolo a effetto o in un elemento di curiosità da consumo rapido. A distanza di due anni dall’atto formale, l’attore ha scelto di rivelare pubblicamente di essersi unito civilmente con il compagno Giorgio, spiegando il senso di una decisione maturata lontano dai riflettori e custodita con cura fino a quando non si è sentito pronto a condividerla.
Ospite di una trasmissione televisiva, Garko ha parlato senza enfasi, mantenendo un tono misurato che riflette la cifra del suo percorso più recente. Non un annuncio spettacolare, ma la messa in parola di un passaggio che per lui ha rappresentato stabilità e protezione. Una rivelazione che arriva quando la sua vita, personale e professionale, sembra aver trovato un equilibrio meno esposto al giudizio continuo.
La precisazione, però, è centrale e non secondaria. In Italia il matrimonio egualitario non esiste. Le coppie dello stesso sesso possono accedere esclusivamente all’istituto dell’unione civile, introdotto nel 2016, che garantisce diritti parziali e non equiparabili a quelli del matrimonio. È di questo che parla Garko. Non di nozze, non di un matrimonio simbolico, ma di un atto giuridico preciso, con limiti chiari e ancora oggi oggetto di dibattito pubblico.
Il momento in cui l’attore sceglie di raccontarlo non è casuale. Vivere sotto osservazione costante significa spesso essere chiamati a spiegare, giustificare, definire. In particolare, quando si parla di orientamento e affetti, il coming out in Italia resta un passaggio che espone a semplificazioni e aspettative. Garko ha spiegato di aver preferito aspettare, di aver sentito il bisogno di proteggere quella relazione finché non fosse diventata una certezza solida, sottratta alla fragilità dell’esposizione precoce.

Il suo rapporto con la verità pubblica non nasce oggi. Un primo spartiacque risale al 2020, durante la partecipazione al Grande Fratello Vip. In quell’occasione, rivolgendosi ad Adua Del Vesco, oggi Rosalinda Cannavò, parlò apertamente di una relazione costruita per ragioni professionali, definendola una “favola” in cui nessuno dei due era davvero felice. Non un atto d’accusa, ma una presa di distanza da un sistema che aveva imposto ruoli e narrazioni non autentiche. Da lì, per l’attore, è iniziato un percorso diverso, più coerente e meno disposto al compromesso.
Accanto a lui oggi c’è Giorgio, una figura che resta lontana dal mondo dello spettacolo. Palermitano, quarant’anni, avvocato, con origini nobiliari e un’attività legata al settore dell’ospitalità in Sicilia, Giorgio rappresenta l’opposto della visibilità televisiva. Una presenza descritta come discreta, stabile, concreta. I due si sono conosciuti circa quattro anni fa grazie ad amici comuni e si sono ritrovati successivamente attraverso i social. Un legame cresciuto senza clamore, fino alla decisione di formalizzarlo con un’unione civile celebrata in modo riservato, alla presenza di pochissime persone.
Il racconto della loro scelta ha però riacceso una confusione ricorrente. Molti media hanno parlato di “matrimonio”, utilizzando un termine improprio che rischia di cancellare una distinzione fondamentale. Chiamare matrimonio ciò che matrimonio non è significa ignorare una disparità giuridica ancora esistente. Ribadirlo non è pedanteria, ma rispetto verso una battaglia che riguarda diritti, riconoscimento e uguaglianza. L’unione civile non garantisce alle coppie omosessuali gli stessi strumenti del matrimonio, e usare parole sbagliate contribuisce a normalizzare una mancanza.
Prima di Giorgio, Garko aveva avuto una relazione con l’attore Gabriele Rossi, già nota al pubblico. Oggi, però, il suo racconto non guarda al passato con recriminazione, ma con la consapevolezza di un percorso che ha richiesto tempo, anche errori, per arrivare a una dimensione più autentica.
Sul piano professionale, l’attore è attualmente impegnato su Canale 5 nella fiction Colpa dei sensi, accanto a Anna Safroncik. Sul piano personale, invece, sembra aver scelto una linea chiara: meno esposizione, più controllo, meno etichette. Raccontare l’unione civile oggi non appare come un colpo di scena, ma come la prosecuzione coerente di quel patto di onestà avviato anni fa, senza bisogno di spettacolarizzare.
Nel frattempo, la copertina di un settimanale ha mostrato per la prima volta il volto di Giorgio, accompagnando l’immagine con titoli che parlano di nozze e rinascita. Ancora una volta, però, la parola corretta resta un’altra. Unione civile. Non un dettaglio, ma una distinzione che continua a contare.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.