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26 Gennaio 2026 - 17:12
Antico Carnevale di Castellamonte: il Re Pignatun è Giuseppina Viglia Ron
Si avvicina il momento d’inizio per il Carnevale di Castellamonte ed aumenta di conseguenza l’attesa di conoscere l’identità dei protagonisti ma manca ancora del tempo: solo la sera di sabato 7 febbraio la Bela Pignatera ed il Primo Console si sveleranno ai loro concittadini. Per ora si resta fermi alle voci.
Il factotum del Carnevale, il cerimoniere Onofrio Amore, non vede l’ora che tutto abbia inizio: “E’ bello sentire questo slancio intorno a ciò che facciamo. A me organizzare il Carnevale piace proprio: è un’autentica passione e mi diverto anche se è stancante. Due settimane fa abbiamo tenuto quattro riunioni in cinque giorni ma dà soddisfazione vedere che l’interesse verso il Carnevale continua ad aumentare: dopo la sospensione per il Covid, da quando abbiamo ricominciato siamo in costante crescita. Aumentano gli spettatori ed aumenta il numero delle persone che vengono a chiederci di sfilare”.
Ogni anno s’inventa qualcosa di nuovo e trascina con il suo entusiasmo gli altri esponenti della Pro Loco. “Quando abbiamo ripristinato il padiglione di Piazza della Repubblica – dice – esitavano, temevano che non funzionasse ma se non avevo paura io che sono il tesoriere dell’associazione non aveva senso che si spaventassero gli altri! E’ stato un successone, tutti ne sono contenti. Di padiglioni mi piacerebbe arrivare ad averne due!”.
Quest’anno un’attenzione particolare è stata rivolta all’audio ed alle luci: “Abbiamo ingaggiato un professionista per far sì che tutto funzioni al meglio quando i protagonisti dovranno presentarsi al pubblico uscendo sul balcone di palazzo Botton.”.
Dal 1° al 21 febbraio 2026 Castellamonte torna a vestirsi di storia, rievocazione e tradizione con l’Antico Carnevale di Castellamonte, conosciuto come il Carnevale medievale del Canavese, che ruota attorno alla 72ª Bela Pignatera, figura simbolo di una festa che affonda le radici nella memoria popolare e nella ritualità contadina.
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Castellamonte, è molto più di un carnevale: è una vera e propria rievocazione storica del “Tuchinaggio”, con sfilate, personaggi, cerimonie, musica e spettacoli che coinvolgono l’intera comunità e richiamano visitatori da tutto il territorio.
L’apertura è fissata per domenica 1° febbraio, giornata dedicata alla presentazione ufficiale delle maschere e dei personaggi del Carnevale 2025. Alle 10.00 si tiene la presentazione di Damigelle, Trezieri e Clavario, seguita dal saluto ai personaggi del Carnevale. Il corteo parte da piazza Martiri della Libertà, attraversa le vie del centro storico e raggiunge il Centro Congressi Martinetti, dove la mattinata si conclude con il rinfresco.
Il programma entra nel vivo sabato 7 febbraio con l’evento più atteso: l’investitura della Bela Pignatera e del Primo Console 2026. Dalle 19.00 il ritrovo è in piazza Martiri della Libertà, da cui prende avvio il corteo storico verso il centro cittadino. Qui si svolge la cerimonia di presentazione dello Storico Rione, del Cortile del Castellamonte, la suprema corte, oltre alla proclamazione e presentazione ufficiale della Bela Pignatera e del Primo Console. La serata prosegue con il giuramento di fedeltà al Popolo, il giudizio del Rione e, come da tradizione, il rinfresco.
Il giorno successivo, domenica 8 febbraio, è dedicato al Carnevale dei Bambini. Alle 15.00, nel padiglione di piazza della Repubblica, spazio all’animazione e all’intrattenimento a cura dell’Ufficio del Sorriso, con rinfresco finale.
La componente spettacolare si rafforza lunedì 9 febbraio alle 21.00 con lo spettacolo teatrale “La cricca delle Drago-Queen”, portato in scena da Thalimeh e Lady Plastik, con musica dal vivo, lipsync, giochi e balli nel padiglione.
Martedì 10 febbraio, alle 20.00, la tradizione incontra la musica con la Cena Medievale dei Rioni di Castrum Montis, accompagnata da musica presso la Rotonda Antonelliana.
Il giorno seguente, mercoledì 11 febbraio, è la volta della serata musicale: alle 21.00 concerto dei Figli di Inga, Janet, Musick Southern Key e il dottor Zero, nel padiglione di piazza Repubblica.
Giovedì 12 febbraio, sempre alle 21.00, il programma propone lo spettacolo teatrale “Tre figlie e un Picasso”, a cura della Filodrammatica di Ciconio, presso il Teatro Parrocchiale.
Il calendario prosegue venerdì 13 febbraio con uno dei momenti più sentiti: la Discoteca dei Coscritti 2008, dalle 21.00, in piazza della Repubblica.
Sabato 14 febbraio è il giorno del Cena del Carnevale, alle 20.30, nel padiglione, con musica anni ’70, ’80 e ’90, disco dance con DJ Golo. Durante la serata è previsto l’invito speciale per i coscritti degli anni 1956-66-76-86-96. La prenotazione è obbligatoria entro martedì 10 febbraio 2026.
La giornata clou arriva domenica 15 febbraio, interamente dedicata alla presentazione del Re Pignatun. Alle 9.00rinfresco della Bela Pignatera e del Console in piazza Martiri della Libertà. Alle 10.00 sfilata e presentazione del Re Pignatun in piazza Vittorio Veneto. A seguire, alle 12.00, la benedizione e distribuzione dei fagioli grassi nel cortile Antonelliana. Alle 12.30 sfilata verso il padiglione per il pranzo del Re Pignatun 2026. La giornata si chiude alle 18.00 con la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale San Pietro e Paolo.
Il Carnevale prosegue lunedì 16 febbraio con la Super Tombola della Bela Pignatera, Primo Console e Re Pignatun, alle 20.30 nel padiglione, con premi per tutti.
Uno degli appuntamenti più suggestivi è in programma mercoledì 18 febbraio: alle 20.30 la sfilata notturna dei gruppi storici e carri allegorici attraversa la città. Alle 22.30 si tiene la abbruciamento del Re Pignatun, simbolico rito che segna l’inizio della Quaresima.
Il sipario cala sabato 21 febbraio con la Cena di chiusura del Carnevale Storico. Alle 20.30, cena in onore di Re Pignatun, Primo Console e Re Pignatun, in maschera, presso il padiglione di piazza Repubblica, con musica “italiano e americano” e orchestra di Loris Gallo.
L’Antico Carnevale di Castellamonte si conferma così un evento capace di unire storia, identità, partecipazione popolare e spettacolo, trasformando per tre settimane la città in un grande palcoscenico medievale a cielo aperto, dove la tradizione non viene semplicemente ricordata, ma vissuta, anno dopo anno.

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