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25 Gennaio 2026 - 18:04
Case in montagna e rifiuti non raccolti: Indipendenza Canavese chiede verifiche sulla TARI
Chi vive in montagna deve affrontare molti disagi ed è cosa nota. Ai disagi si accompagnano però, in alcuni casi, anche danni economici causati dal dover pagare servizi dei quali non si può fruire pienamente.
A porre il problema è il Movimento Indipendenza Canavese. Il consigliere pontese di opposizione Raffaele Costa, che è un dirigente nazionale del movimento, ha presentato una proposta alle Unioni Montane del territorio: quella di “avviare una verifica preliminare riguardante l’accessibilità ai fabbricati situati nelle aree montane e la conseguente fruibilità del servizio di raccolta rifiuti”. In effetti, anche quando tale raccolta non può essere effettuata a causa di ostacoli insormontabili, la TARI dev’essere versata integralmente.
Spiega Costa in un comunicato: “Non parto dal presupposto che esistano situazioni irregolari, ma è possibile che in alcuni periodi dell’anno fattori oggettivi – come frane, dissesti, lavori o chiusure stagionali – abbiano inciso sull’accessibilità ai fabbricati. Ritengo quindi doveroso acquisire un quadro chiaro e completo, esclusivamente a fini conoscitivi e di trasparenza".
Perché rivolgersi alle Unioni Montane? “Perché sono gli enti sovracomunali più idonei a raccogliere in modo coordinato le informazioni provenienti dai Comuni aderenti. La richiesta ha carattere esclusivamente conoscitivo e mira a raccogliere informazioni omogenee, così da offrire un quadro chiaro e condiviso della situazione sul territorio".

Sono sei gli enti destinatari della richiesta: le Unioni Montane Valli Orco e Soana, Gran Paradiso, Alto Canavese, Val Gallenca, Valle Sacra e l’Unione di Comuni Montani Valchiusella. Ad esse si chiede di “verificare l’eventuale presenza di ordinanze di chiusura riguardanti strade o piste di accesso ai fabbricati; individuare periodi e motivazioni delle eventuali limitazioni; accertare quale livello di servizio rifiuti sia stato garantito nei periodi interessati. Laddove siano riscontrate ordinanze di chiusura, si chiede di verificare se i regolamenti comunali prevedano l’applicazione di una riduzione TARI (come consente la normativa vigente) e, in caso contrario, di valutare l’opportunità di un suo inserimento perché un fabbricato non accessibile non può fruire pienamente del servizio”. Nel comunicato si precisa che “La valutazione finale spetterà naturalmente ai singoli Comuni, secondo le rispettive competenze e nel pieno rispetto dei regolamenti vigenti”.
Costa sottolinea che "Chi vive o mantiene una casa in montagna lo fa con senso di responsabilità e attaccamento al territorio. Per queste famiglie è fondamentale che ogni costo sia proporzionato e giustificato. Solo con informazioni chiare possiamo difendere davvero i territori e garantire un equilibrio giusto tra doveri e diritti".
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