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Boom di partecipazione alla “Caccia all’orso” nel piccolo borgo del Canavese: ecco i vincitori

I vincitori premiati al Pont Viei, che riaprirà a marzo con la nuova gestione di Alessandro Boldini

Boom di partecipazione alla “Caccia all’orso” in Canavese: ecco i vincitori

Boom di partecipazione alla “Caccia all’orso” in Canavese: ecco i vincitori

A Ingria il Natale non si è limitato alle luci e alle decorazioni: si è trasformato in una caccia vera e propria. Si è chiusa con una partecipazione massiccia la seconda edizione della “Caccia all’orso”, iniziativa natalizia ideata dalla Pro Loco di Ingria con il patrocinio e la collaborazione del Comune, capace di coinvolgere residenti, villeggianti e visitatori in un gioco semplice ma tutt’altro che banale.

L’obiettivo era chiaro: “catturare” con cellulari e macchine fotografiche gli orsi di peluche piazzati tra case, balconi, angoli nascosti del borgo e frazioni. Una caccia fotografica che, dietro l’aria leggera, ha avuto l’effetto più concreto e utile che un paese possa chiedere a dicembre: far uscire la gente, rimettere in moto le strade, costruire un’occasione per guardare Ingria con attenzione.

Perché il punto non erano solo i peluche. Era il percorso: una passeggiata tra scorci, sentieri e addobbi creativi, dentro un borgo canavesano della Valle Soana che d’inverno rischia spesso di scivolare in quella stagione silenziosa in cui tutto rallenta.

Nella sezione esterna, dedicata a turisti e visitatori, il premio per chi è riuscito a fotografare e documentare il maggior numero di orsi è andato a Walter Picchiottino, distinguendosi per accuratezza e spirito d’osservazione. Nella sezione interna, riservata a cittadini e villeggianti di Ingria, la giuria ha premiato Eugenio De Santis, autore dell’allestimento ritenuto più caratteristico e convincente: quantità di orsi, armonia decorativa e atmosfera natalizia, tutto nello stesso balcone.

Il sindaco Igor De Santis rivendica il senso dell’iniziativa senza girarci attorno: «La Caccia all’orso è un’iniziativa semplice ma capace di coinvolgere tutta la comunità e di invitare a scoprire Ingria con uno sguardo curioso e attento». E aggiunge il punto politico, quello che in un paese piccolo pesa quanto un bilancio: «Eventi come questo rafforzano il senso di appartenenza territoriale, valorizzano il nostro borgo e rendono vivo il paese anche durante il periodo invernale che normalmente è meno frequentato rispetto all’estate». Poi i ringraziamenti: Pro Loco, partecipanti e cittadini che hanno prestato fantasia e balconi a un concorso che, al secondo anno, sta già diventando una piccola tradizione.

I vincitori riceveranno un buono per un pasto al Bar Ristorante Pont Viei, nome storico di Ingria e dettaglio che non è solo di contorno: perché il locale si prepara a tornare protagonista. Il Pont Viei, infatti, riaprirà entro l’inizio di marzo con la nuova gestione di Alessandro Boldini, annunciata come una ripartenza fatta di nuove idee, proposte gastronomiche aggiornate e più attenzione all’accoglienza e agli eventi. L’obiettivo dichiarato è semplice: riportarlo a essere un punto di riferimento per residenti, turisti, giovani e clienti di ogni età.

E in fondo, anche qui, la notizia sta tutta in una frase: Ingria non vuole restare fermo. Nemmeno d’inverno.

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