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20 Gennaio 2026 - 15:37
Prima il lutto, poi l’incendio della casa: a Ceres una raccolta fondi per aiutare mamma e figlia
C’è un momento, dopo un incendio, in cui le fiamme sono spente ma il dolore è appena cominciato. È il momento in cui ti rendi conto che non hai più una casa, che i muri che ti proteggevano non esistono più, che la tua vita è rimasta sotto le macerie annerite. A Ceres, nelle campagne del paese, questo momento arriva nel pomeriggio di domenica 18 gennaio, quando una villetta viene divorata dal fuoco e resa inabitabile. Ma per Nadia e Angelica, mamma e figlia che vivevano lì, quello non è il primo colpo. È solo l’ultimo.
La loro storia è una di quelle che fanno abbassare lo sguardo anche a chi, di cronaca, ne vede tanta. Perché a settembre avevano già perso Giorgio, marito e padre. Una perdita che spacca la vita in due, che lascia vuoti che non si colmano, che costringe a reinventare ogni giorno una normalità che non esiste più. Quattro mesi dopo, quando il lutto è ancora una ferita aperta, arriva l’incendio. E questa volta non porta via solo affetti, ma anche un tetto, gli oggetti, i ricordi, la sicurezza.
A raccontarlo è Sara Paire, sorella di Nadia, che decide di trasformare l’impotenza in un gesto concreto e lancia una raccolta fondi su GoFundMe.

“Mia sorella Nadia e Angelica a settembre hanno perso il loro marito e papà Giorgio. Ma come se non bastasse, il destino si è messo di mezzo e a distanza di quattro mesi hanno perso anche la loro casa in un bruttissimo incendio”, scrive. Parole semplici, senza enfasi, quasi trattenute. Parole che però raccontano tutto.
L’incendio ha distrutto la villetta in cui vivevano, rendendola di fatto inutilizzabile. Dentro c’era una vita già segnata dal dolore, che stava provando a rimettersi in piedi. “Hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi per rialzarsi e ritornare a vivere”, continua Sara. “Qualsiasi aiuto sarà ben accetto”. Non c’è retorica, non c’è pietismo. C’è una richiesta che nasce dalla realtà, da una situazione che non lascia alternative.
E la risposta, sorprendentemente rapida, arriva. In poche ore la raccolta fondi ha superato 20 mila euro. Un numero che non è solo una cifra, ma la somma di tanti gesti piccoli e grandi, di persone che decidono di non restare indifferenti. Amici, conoscenti, cittadini della valle, ma anche sconosciuti che leggono quella storia e sentono il bisogno di fare la propria parte. È la solidarietà che si muove quando le istituzioni non bastano, quando la burocrazia è lenta e il bisogno invece è immediato.
Per Nadia e Angelica quei soldi non significheranno dimenticare. Non restituiranno Giorgio, non cancelleranno l’incendio, non riporteranno indietro ciò che il fuoco ha portato via. Ma possono significare una cosa fondamentale: non sentirsi sole. Sapere che qualcuno, anche dall’altra parte di uno schermo, ha deciso di tendere una mano.
Chi vuole contribuire può farlo attraverso la piattaforma GoFundMe, al link:
https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-nadia-e-angelica
A volte la cronaca racconta tragedie che durano il tempo di un titolo. Altre volte racconta storie che restano, perché parlano di fragilità, di perdita e di comunità. Questa è una di quelle. E merita di essere raccontata fino in fondo.
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