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Neve abbondante sulle Alpi piemontesi: fino a 110 centimetri al Pian della Mussa

Vialattea e Bardonecchia: 30-40 cm di neve, più di un metro al Pian della Mussa. Alto il pericolo valanghe

Torinese imbiancato: fino a 40 cm di neve fresca, schiarite e nuovi fiocchi a metà settimana

Le precipitazioni nelle ultime ore si sono attenuate, e il quadro meteorologico in Piemonte mostra segnali di miglioramento, ma sulle montagne la situazione resta delicata. Dopo giorni di nevicate intense, il pericolo valanghe rimane marcato su gran parte dell’arco alpino regionale, soprattutto in quota e nelle aree più esposte all’azione del vento.

Secondo Arpa Piemonte, da venerdì sono caduti tra i 50 e i 70 centimetri di neve fresca al di sopra dei 2.000 metri. Un apporto significativo che, combinato con il vento proveniente da est, ha favorito la formazione di accumuli di neve ventata anche di grandi dimensioni, in particolare in prossimità delle creste, dei passi, nelle conche e nei canaloni. Proprio queste configurazioni rappresentano oggi uno degli elementi di maggiore criticità.

Il manto nevoso risulta estremamente variabile: in alcuni settori la neve è stata erosa dal vento, mentre in altri si sono creati spessori importanti e instabili. Le segnalazioni degli osservatori indicano una scarsa stabilità soprattutto al di sopra del limite del bosco, dove il legame tra la neve recente e gli strati più vecchi appare debole. Non si esclude che i distacchi possano coinvolgere anche la neve vecchia, con valanghe in grado di raggiungere dimensioni medio-grandi.

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Pian della Mussa

Il rischio riguarda anche chi pratica attività invernali: le valanghe possono distaccarsi al passaggio di un singolo sciatore o escursionista, e in alcuni casi anche a distanza, senza un sovraccarico diretto nel punto di rottura. Rumori sordi nel manto nevoso e la comparsa di fessurazioni sono segnali tipici di instabilità, osservati in diversi settori alpini piemontesi. Da sabato, sui pendii ombreggiati molto ripidi, sono già state registrate valanghe di medie dimensioni.

In questo quadro si inserisce anche il dato registrato al Pian della Mussa, nel territorio di Balme, dove l’accumulo di neve al suolo ha ormai superato il metro di altezza. Secondo le rilevazioni MeteoMont, al 19 gennaio lo spessore ha raggiunto 110 centimetri. Un valore che non rappresenta un’anomalia per la zona, ma che assume un significato particolare alla luce del forte deficit nivometrico che continua a interessare gran parte dell’arco alpino centro-orientale. Per questo angolo delle Alpi occidentali si tratta di una situazione decisamente più favorevole, in attesa di nuove nevicate che potrebbero arrivare tra giovedì 22 e domenica 25 gennaio.

Il miglioramento delle condizioni meteo non deve però indurre a sottovalutare i rischi. La combinazione tra neve recente, vento e stratificazioni deboli rende necessarie esperienza, capacità di valutazione e una scelta molto prudente degli itinerari. La montagna, in questa fase, chiede attenzione massima e comportamenti responsabili.

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