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Dopo 39 anni va in pensione “Gigio” Impieri, il cantoniere-memoria di Bollengo

Dal 1986 al servizio del Comune, tra notti passate sull’acquedotto e una conoscenza profonda del territorio: il saluto del sindaco Luigi Sergio Ricca a una figura storica della vita amministrativa del paese

Dopo 39 anni va in pensione “Gigio” Impieri, il cantoniere-memoria di Bollengo

Il sindaco Ricca con "Gigio"

A fine dicembre Salvatore Impieri, per tutti semplicemente “Gigio”, ha timbrato l’ultimo cartellino da cantoniere del Comune di Bollengo, andando in pensione dopo 39 anni di servizio. Un traguardo che racconta molto più di una carriera lavorativa: racconta una presenza costante, quotidiana, silenziosa, diventata nel tempo parte integrante della vita del paese.

Assunto nel 1986, Gigio ha dimostrato fin dai primi anni impegno, professionalità e grande disponibilità, qualità che hanno accompagnato tutta la sua esperienza lavorativa.

Anni in cui il lavoro comunale non conosceva orari rigidi né scorciatoie. Lo dimostrano i periodi in cui la gestione dell’acquedotto era ancora direttamente in capo al Comune e, in presenza di siccità e serbatoi in sofferenza, si rendeva necessario intervenire anche in orari notturni, aprendo e chiudendo l’erogazione dell’acqua per garantire il servizio ai cittadini.

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Nel consegnargli la pergamena-ricordo, il sindaco Luigi Sergio Ricca ha voluto sottolineare proprio questi aspetti, andando oltre le consuete e facili battute sul lavoro pubblico.

“Al di là delle ironiche semplificazioni che spesso accompagnano il racconto del personale comunale, Gigio ha rappresentato negli anni una figura centrale, diventando il depositario delle conoscenze dei servizi comunali”, ha evidenziato il primo cittadino.

“Con il suo impegno è stato un valido supporto per i responsabili tecnici e per gli amministratori, oltre a essere una vera e propria memoria storica dei servizi sul territorio”.

Una professionalità costruita giorno dopo giorno, sul campo, che ha accompagnato anche i profondi cambiamenti vissuti da Bollengo nel corso degli anni. Come ha ricordato lo stesso sindaco, Salvatore Impieri è anche il simbolo dell’evoluzione sociale del paese.

“Gigio è l’espressione di come è cambiata la composizione della popolazione bollenghina”, ha spiegato Ricca, “una comunità che nel tempo si è trasformata, aprendosi e integrando persone e famiglie provenienti da tutta Italia e dall’estero”.

Nato a Bollengo nel 1965, figlio di una famiglia arrivata dalla provincia di Cosenza qualche anno prima, Gigio rappresenta quella generazione di cittadini che si sono pienamente inseriti nel tessuto sociale, contribuendo in modo concreto alla vita del paese.

“Famiglie che, ieri come oggi, si sono ben integrate nel nostro contesto, portando un contributo positivo alla comunità”, ha aggiunto il sindaco.

Oggi Bollengo è una realtà composta da cittadini provenienti da tutte e 20 le regioni italiane e da 24 Paesi del mondo, un dato che racconta un paese profondamente cambiato, ma capace di mantenere coesione anche grazie a figure come Gigio: riconoscibili, affidabili, sempre presenti.

Con il pensionamento di Salvatore “Gigio” Impieri si chiude una pagina importante della storia amministrativa di Bollengo. Resta il segno di quasi quarant’anni di lavoro discreto e concreto, fatto di strade, acquedotti, interventi urgenti e disponibilità costante. Resta soprattutto il riconoscimento di una comunità che sa fermarsi e dire grazie a chi, senza clamore, ha contribuito ogni giorno al suo funzionamento. Insomma, una pensione che vale come un piccolo pezzo di storia locale.

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