Cerca

Ivrea in Azione

La politica ha perso la bussola

Senza identità, senza scelte e senza una direzione chiara, il centro finisce per smarrire il riformismo

La politica ha perso la bussola

Matteo Renzi

Premessa... Chi ricopre un incarico elettivo non ha il compito di adeguarsi al silenzio quando emergono dubbi evidenti nella base e nei territori. Ha invece il dovere di dare voce a quelle domande, di spiegare le proprie posizioni e di farlo con lealtà, senza ambiguità e senza scorciatoie.

Casa riformista oggi ha un progetto e idee riconoscibili. È un dato politico che non può essere ignorato. Ed è proprio questa chiarezza che, con sincerità, faccio fatica a ritrovare nel partito in cui ho creduto sin dai tempi di Siamo Europei e nella costruzione di Azione.

cAsa riformista

Azione nasceva con una missione precisa: rappresentare un riformismo moderno, europeo, pragmatico. Oggi però il suo posizionamento appare incerto, oscillante tra destra e sinistra, più per mancanza di una linea dichiarata che per una strategia consapevole.

Fare il centro non significa stare nel mezzo. Significa affrontare i contenuti senza farsi condizionare dagli schieramenti, ma anche sapere con chiarezza dove si vuole andare. Il bipolarismo non si rompe per dichiarazione d’intenti: è una struttura politica e culturale solida, che può essere scalfita solo da una proposta coerente e riconoscibile.

A Ivrea, e lo rivendico con orgoglio, siamo riusciti in ciò che a livello nazionale appare quasi impossibile. Abbiamo superato il bipolarismo, collocandoci fuori dagli schemi tradizionali, tra una sinistra e una destra entrambe competitive. Un risultato costruito con lavoro, credibilità e visione.

Ed è proprio l’esperienza locale a rendere ancora più evidente un altro aspetto spesso rimosso: anche la nostra coalizione, nata dal cosiddetto Terzo Polo, ha mostrato fin da subito tutte le sue contraddizioni. I candidati eletti in Consiglio comunale sono stati i primi a prendere le distanze dalla coalizione grazie alla quale erano stati eletti. Una scelta che parla da sola e che dimostra come l’opportunismo politico si insinui ovunque, soprattutto quando manca un’identità chiara. In quel passaggio è emersa senza ambiguità una collocazione di destra, ben lontana da qualsiasi idea di riformismo autentico.

Proprio per questo pesa ancora di più aver visto incrinarsi, a livello nazionale, il progetto comune tra Azione e Italia Viva: due partiti simili per cultura politica e visione riformista. Le divisioni personali hanno avuto la meglio sul lavoro collettivo, lasciando una base disorientata e un’occasione mancata.

Oggi quella confusione è evidente. In Azione convivono sensibilità che guardano a destra e altre che guardano a sinistra, non per scelta politica chiara, ma per assenza di una traiettoria definita. E quando un partito non chiarisce la propria direzione, finisce per indebolirsi.

In questo contesto, va riconosciuto a Matteo Renzi un elemento di chiarezza: aver scelto di non inseguire la retorica del “grande centro”, ma di lavorare a un’area riformista. Meno ambizione nominale, più concretezza politica. È una scelta che può piacere o meno, ma che ha il merito della definizione.

Il riformismo non vive di equidistanze permanenti, ma di capacità di incidere. E incidere significa, a un certo punto, scegliere. Non per rinnegare la propria identità, ma per renderla efficace. La testimonianza, da sola, non basta.

Ciao!!

SE VUOI LEGGERE ALTRI EDITORIALI DI MASSIMILIANO DE STEFANO CLICCA QUI

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori