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18 Gennaio 2026 - 09:42
Neve abbondante sulle montagne del Canavese
La neve è tornata a cadere con decisione sulle montagne del Canavese, ridisegnando in poche ore il paesaggio dell’alta quota e riportando condizioni pienamente invernali sulle valli alpine. A Ceresole Reale, uno dei centri più elevati e simbolici del territorio, questa mattina si sono misurati fino a 30 centimetri di neve fresca, mentre l’alta Valle Soana si è svegliata completamente imbiancata, con accumuli diffusi anche a Prascondù, Ribordone, Piamprato, Valprato Soana e nell’area del Santuario di San Besso. Le immagini delle webcam, aggiornate nel primo pomeriggio, restituiscono uno scenario suggestivo ma al tempo stesso carico di criticità, soprattutto per chi frequenta la montagna in questa fase.
All’origine del peggioramento c’è una vasta area depressionaria che si estende dalle Isole Britanniche fino alle coste del Nord Africa. Una configurazione ampia e persistente che continua a convogliare aria umida dai quadranti meridionali verso il Piemonte, determinando maltempo diffuso fino a lunedì. Nel Canavese gli effetti sono più evidenti sulle zone occidentali e montane, dove la neve cade senza soluzione di continuità, mentre alle quote più basse prevalgono pioggia e nevischio.
La quota neve, almeno fino alla mattinata di domani, resta relativamente stabile tra i 1000 e i 1300 metri. È però atteso un cambiamento significativo con l’ingresso di aria più fredda nei bassi strati dell’atmosfera, che favorirà un progressivo abbassamento della quota delle nevicate. Tra domenica sera e lunedì mattina i fiocchi potrebbero spingersi fino a quote collinari, interessando anche aree normalmente meno esposte a questo tipo di fenomeni. Una dinamica che richiede attenzione, soprattutto per la viabilità e per le attività all’aperto.

Il maltempo, secondo le ultime proiezioni, dovrebbe proseguire almeno fino a lunedì, con una graduale attenuazione delle precipitazioni a partire dal pomeriggio e un miglioramento più deciso nella giornata di martedì. Si tratta però di una finestra ancora da confermare, perché la posizione del minimo depressionario resta soggetta a oscillazioni che possono influire sull’intensità e sulla distribuzione dei fenomeni.
In questo contesto, l’attenzione maggiore è rivolta alla sicurezza in montagna. L’Arpa Piemonte ha lanciato un avviso chiaro sul rischio valanghe, sottolineando come la combinazione tra neve fresca e vento favorisca la formazione di accumuli instabili. «Con la neve fresca ed il vento previsto si formeranno numerosi accumuli, facilmente distaccabili anche da un singolo sciatore», segnala l’agenzia regionale. Le situazioni più critiche si concentrano in prossimità delle cime, nelle conche, nei canaloni e sui cambi di pendenza, dove sono possibili valanghe a lastroni di piccole e medie dimensioni.
Il quadro si complica ulteriormente perché, in alcuni punti, il distacco potrebbe coinvolgere anche la neve vecchia, dando origine a valanghe di dimensioni maggiori. I punti pericolosi, coperti dalle nuove precipitazioni e nascosti dal maltempo, risultano difficilmente individuabili anche per gli escursionisti più esperti. Alle quote medie e alte, nel corso della giornata di sabato, verrà raggiunto localmente il grado di pericolo 3, definito marcato, un livello che impone prudenza e una valutazione attenta degli itinerari.
Per il Canavese montano, la neve rappresenta al tempo stesso una risorsa e una sfida. Da un lato garantisce riserve idriche preziose e restituisce un’atmosfera pienamente invernale che può favorire il turismo stagionale; dall’altro richiede una gestione attenta dei rischi, soprattutto in una fase in cui molte persone sono attirate dalle prime nevicate consistenti. Gli operatori e le amministrazioni locali monitorano la situazione, mentre si raccomanda a residenti e visitatori di informarsi costantemente sulle condizioni meteo e nivologiche prima di mettersi in movimento.
Il Canavese, ancora una volta, mostra il suo volto più autentico e potente, fatto di montagne che in poche ore possono trasformarsi. Uno spettacolo affascinante, che chiede però rispetto e consapevolezza, perché l’inverno, quando arriva davvero, non ammette leggerezze.





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