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Per chi suona la campana?
18 Gennaio 2026 - 07:30
don Romualdo Borgia e don Davide Smiderle
Dopo Castellamonte, iniziano a circolare voci su prossimi venturi cambi di parroco a Montanaro. L'attuale prevosto, don Romualdo Borgia, giovanotto del 1940, è teologicamente, liturgicamente e pastoralmente un sessantottino purocome il suo carissimo amico monsignor Lorenzo Santa, che vede come il fumo negli occhi i preti giovani. Ambedue appartengono alla sempre più ristretta cerchia dei giurassici guardiani della rivoluzione conciliare e bettazziana in diocesi di Ivrea.
Don Borgia non vorrebbe affatto lasciare Montanaro e andare avanti sine die con l'aiuto di un diacono factotum sacramentale, ma il vescovo, monsignor Daniele Salera, e il prevosto di Chivasso, don Davide Smiderle, hanno altri piani. Si dice che quest'ultimo, che è anche rettore di un seminario diocesano per adesso vuoto, abbia in progetto di trasformare la parrocchia di Montanaro nella sede fisica dove sistemare i seminaristi che, si spera, prima o poi arriveranno.

Sembra che l'antica sede del seminario ad Ivrea sia inagibile e la soluzione di Montanaro una ipotesi da non scartare. In tal modo si estenderebbe ancora di più l’impero, o l’arcidiocesi di Chivasso, che già adesso ha inglobato Rondissone.
Il punto è che non sono gli edifici a mancare oggi nelle diocesi, ma le vocazioni al sacerdozio, se solo si pensa che in tutte le tredici diocesi della regione Piemonte i seminaristi sono in tutto venti. A tutt’oggi in diocesi di Ivrea soltanto un giovane si sta preparando a discernere la sua vocazione e per questa i cattolici fedeli non devono far mancare la loro preghiera.
La crisi delle vocazioni sacerdotali, che data ormai da decenni, ha assunto negli ultimi tempi, e soprattutto in Occidente, prospettive drammatiche. Essa ha molte cause, prima di tutte la secolarizzazione della società, ma anche la Chiesa non è priva di responsabilità. Non è più infatti chiaro quale sia il modello che viene presentato ai giovani: sacerdote (oggi questa parola è contestata, se non rifiutata) in quanto alter Christus e uomo del sacro per cui vale spendere la propria vita, oppure presbitero come leader della comunità, come guida impegnata nel sociale, come garante del soprannaturale o funzionario di un apparato senza orizzonti soprannaturali?
E poi ci sono i modelli costituiti da chi prete lo è già. Spesso non sono attrattivi e – quando non repulsivi – è assente in essi una marcata fisionomia spirituale, che è poi quello che i giovani cercano, anche spesso inconsciamente.
* Frà Martino
Chi è Fra Martino? Un parroco? Un esperto di chiesa? Uno che origlia? Uno che si diverte è basta? Che si tratti di uno pseudonimo è chiaro, così com’è chiaro che ha deciso di fare suonare le campane tutte le domeniche... Ci racconta di vescovi, preti e cardinali fin dentro ai loro più reconditi segreti. E non è una santa messa ma di sicuro una gran bella messa, Amen
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