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14 Gennaio 2026 - 23:37
Julio Iglesias
Julio Iglesias è al centro di una verifica giudiziaria in Spagna dopo il deposito, il 5 gennaio 2026, di una denuncia presentata da due ex dipendenti che si identificano con i nomi di fantasia “Rebeca” e “Laura”. Le due donne, oggi riconosciute come testimoni protette, hanno raccontato alla Procura spagnola una serie di fatti che includono presunti abusi sessuali, condizioni di lavoro descritte come forzate e pratiche sanitarie invasive imposte allo staff femminile. Le vicende si sarebbero svolte nel 2021 tra la Repubblica Dominicana e le Bahamas, all’interno di residenze private riconducibili al cantante. L’autorità giudiziaria sta valutando se il caso rientri nella competenza della Audiencia Nacional, il tribunale spagnolo che può occuparsi di reati gravi commessi all’estero da cittadini spagnoli.
Secondo quanto ricostruito, alcune lavoratrici impiegate nelle ville caraibiche sarebbero state accompagnate in gruppo presso una clinica privata nei pressi di Punta Cana, dove avrebbero effettuato ecografie pelviche, analisi del sangue e test per infezioni sessualmente trasmissibili, tra cui HIV (Virus dell’Immunodeficienza Umana), epatiti e clamidia. Le testimonianze indicano che tali controlli avrebbero riguardato esclusivamente le donne dello staff domestico interno. I documenti medici acquisiti dai giornalisti attestano che almeno cinque lavoratrici si sottoposero a esami nel giugno 2021 presso il centro Hospitén Bávaro, struttura privata operante nella zona. Esperti di diritto del lavoro dominicano ricordano che la legislazione locale vieta ai datori di lavoro di imporre test per l’HIV ai dipendenti, prevedendo sanzioni in caso di violazione.
— equiponoalatrata (@equiponoalatra1) January 14, 2026
Le accuse sono contenute in un esposto depositato presso la Fiscalía de la Audiencia Nacional e predisposto con l’assistenza dell’organizzazione Women’s Link Worldwide, con il supporto di Amnesty International. Le ipotesi di reato richiamate includono la tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento lavorativo e alla servitù, aggressioni e molestie sessuali, lesioni personali e violazioni sistematiche dei diritti dei lavoratori. “Rebeca” e “Laura” descrivono turni di lavoro fino a sedici ore giornaliere, assenza di contratto, mancanza di giorni di riposo, restrizioni alla libertà di movimento, controllo dei telefoni personali e un clima costante di intimidazione, con urla e umiliazioni pubbliche davanti ad altre dipendenti.
La scelta di rivolgersi alla giustizia spagnola si fonda sulla nazionalità di Julio Iglesias e sull’applicazione del principio di extraterritorialità, che consente ai giudici spagnoli di valutare fatti commessi all’estero quando sono coinvolti diritti fondamentali. La Procura ha già disposto misure di tutela per le due donne e si prepara ad ascoltarle formalmente. Resta da stabilire se la Audiencia Nacional assumerà piena competenza o se saranno necessari ulteriori passaggi giuridici e richieste di cooperazione internazionale alle autorità della Repubblica Dominicana e delle Bahamas.
Il caso è emerso pubblicamente dopo un’inchiesta giornalistica durata tre anni, condotta congiuntamente da elDiario.ese Univision Noticias. I reporter hanno intervistato più di una dozzina di ex lavoratori tra Punta Cana, le Bahamas e Málaga, confrontando i racconti di “Rebeca” e “Laura” con documenti e fonti indipendenti. La prima lavorava come addetta al servizio domestico, la seconda come fisioterapista. Entrambe riferiscono di rapporti sessuali non consensuali, contatti fisici indesiderati, schiaffi, morsi e pressioni ripetute per incontri intimi, oltre a umiliazioni verbali. I giornalisti dichiarano di aver tentato più volte di ottenere una replica dal cantante e dal suo team legale, senza ricevere risposta.
Particolare attenzione è riservata al capitolo delle visite ginecologiche e dei test sanitari. Secondo le testimonianze, i risultati degli esami sarebbero stati condivisi con i responsabili della casa. Se confermata, tale prassi potrebbe configurare discriminazioni di genere, violazioni della privacy medica e irregolarità in materia di lavoro in diverse giurisdizioni. Le norme dominicane richiamate dai media vietano espressamente l’imposizione di test per l’HIV ai lavoratori, pubblici o privati.
Le reazioni politiche in Spagna non si sono fatte attendere. Esponenti del governo hanno espresso sostegno alla tutela delle denuncianti, mentre è in corso un dibattito sull’eventuale revisione dei riconoscimenti pubblici attribuiti a Julio Iglesias, tra cui la Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes, conferita nel 2010. Il Ministerio de Cultura valuta la questione, mentre settori dell’opposizione richiamano il principio di presunzione di innocenza. La Comunidad de Madrid ha dichiarato di non voler procedere a revoche simboliche prima di un eventuale esito giudiziario.
Dal punto di vista giuridico, l’ipotesi di tratta di esseri umani non riguarda esclusivamente lo sfruttamento sessuale, ma comprende anche l’imposizione di lavoro forzato o di servitù attraverso abuso di vulnerabilità, coercizione o inganno. Le legali delle querelanti sostengono che tali elementi emergano dalla modalità di reclutamento, dal trasferimento delle lavoratrici nelle residenze private, dall’isolamento e dal controllo esercitato, fino all’accesso ai dati sanitari. Condotte che, se provate, configurerebbero reati gravi perseguibili anche se commessi all’estero.
Nel frattempo, Reuters, Associated Press, The Guardian, RTVE, EFE, Europa Press ed El País hanno confermato l’avvio della fase preliminare di valutazione da parte della magistratura spagnola e l’ascolto delle due donne come testimoni protette. Il Procuratore non rilascia commenti per la riservatezza degli atti. Julio Iglesias, 82 anni, non è destinatario di provvedimenti restrittivi e mantiene la presunzione di innocenza.
Nelle dichiarazioni diffuse da Women’s Link Worldwide, “Rebeca” spiega di aver deciso di parlare per sé e per altre donne, mentre “Laura” afferma di voler incoraggiare chi ha subito violenze a non colpevolizzarsi. Secondo quanto riferito, entrambe avrebbero ancora legami professionali con l’entourage del cantante, circostanza che ha contribuito alla decisione della Procura di attivare misure di protezione. Le organizzazioni coinvolte chiedono garanzie contro possibili ritorsioni.
Al di là del profilo penale, la vicenda richiama l’attenzione sulle condizioni del lavoro domestico nelle residenze private di lusso, caratterizzate da forti asimmetrie di potere, dipendenza economica e isolamento. Controllo delle comunicazioni, limitazioni alla libertà di movimento e assenza di contratti sono elementi ricorrenti nei racconti delle querelanti e rappresentano indicatori di possibili violazioni sistemiche dei diritti del lavoro.
Il peso simbolico del caso è rilevante. Julio Iglesias è una figura centrale della musica internazionale, con oltre 300 milioni di dischi venduti e una carriera pluridecennale costellata di Grammy e riconoscimenti. Tuttavia, in sede giudiziaria contano esclusivamente le prove e le garanzie procedurali. Saranno le autorità competenti a stabilire se i fatti contestati integrino reati e a chi attribuirne eventuali responsabilità. Fino ad allora, il racconto pubblico resta ancorato ai fatti verificati, alle accuse formalmente presentate e al rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte.
Fonti utilizzate
elDiario.es
Univision Noticias
Women’s Link Worldwide
Amnesty International
Reuters
Associated Press
The Guardian
RTVE
EFE
Europa Press
El País
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