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11 Gennaio 2026 - 18:33
Guasto alla rete del teleriscaldamento, scuole chiuse in città lunedì 12 gennaio
Le scuole di Crescentino restano chiuse lunedì 12 gennaio 2026 per un guasto improvviso alla rete di teleriscaldamento. Una decisione obbligata, presa nel tardo pomeriggio di domenica, quando è diventato chiaro che nelle aule non sarebbe stato possibile garantire temperature adeguate. Così, mentre la città si prepara ad accogliere la Fiamma Olimpica, studenti e famiglie si trovano a fare i conti con un’emergenza tecnica che riporta al centro il tema della tenuta dei servizi essenziali.
Il blocco del riscaldamento ha coinvolto la Scuola primaria “Serra”, la Secondaria di primo grado “Caretto” e anche l’Istituto tecnico commerciale “P. Calamandrei” di via Dappiano, struttura di competenza della Provincia di Vercelli, anch’essa alimentata dallo stesso sistema. Il sindaco Vittorio Ferrero, in raccordo con gli enti competenti, ha firmato la sospensione delle attività didattiche per l’intera giornata di lunedì, attivando nel frattempo le procedure d’urgenza.
I tecnici sono al lavoro per individuare e riparare il guasto sulla rete principale, mentre si tenta di attivare sistemi di riscaldamento ausiliari per consentire la riapertura già da martedì 13 gennaio. Una tempistica che l’amministrazione definisce realistica, ma che resta legata all’esito degli interventi in corso. La comunicazione ufficiale è passata dai canali istituzionali del Comune, con la promessa di aggiornamenti costanti rivolti a famiglie, docenti e personale scolastico.
Sul fondo, però, resta l’incrocio singolare tra emergenza e celebrazione. Proprio lunedì Crescentino è infatti una delle tappe del passaggio della torcia olimpica, attesa anche nei comuni limitrofi, Chivasso compresa, con un momento simbolico previsto nell’area dello stabilimento Eni Versalis. Scuola e Comune stanno valutando come garantire, in sicurezza, la partecipazione degli studenti, compatibilmente con la chiusura dei plessi e con le indicazioni organizzative.
È uno stress test che arriva nel cuore dell’inverno e che mette alla prova infrastrutture, tempi di risposta e capacità di coordinamento tra enti. La rapidità degli interventi e la chiarezza delle comunicazioni faranno la differenza. Riaprire le scuole già martedì significherebbe limitare i disagi e dare un segnale concreto di attenzione al diritto allo studio, senza trasformare un evento simbolico in una distrazione rispetto ai problemi quotidiani. Perché le fiaccole passano, ma le aule fredde restano un problema reale.
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