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Punto Rosso
11 Gennaio 2026 - 09:38
castellazzo ivrea
Sembra non esserci via d'uscita per il Castellazzo: negli ultimi anni che a governare Ivrea sia il centrodestra o il centrosinistra, la visione per questi locali in pieno centro storico rimane inchiodata al solo ambito del Carnevale. Nonostante l’ingresso nel 2023 di una nuova maggioranza, tra le file della quale vi erano voci molto critiche alla gestione Sertoli del Castellazzo, vengono oggi ricalcate le orme della precedente amministrazione, ignorando alternative e percorsi di trasparenza.
La "memoria corta". Nel gennaio 2023, la giunta Sertoli era pronta ad affidare il Castellazzo "Pifferi e Tamburi" con assegnazione diretta, senza alcun bando pubblico. All’epoca, l’opposizione - con il consigliere Comotto in testa - sollevò forti e legittime critiche su questa decisione, soprattutto per la mancanza di gara pubblica. Posizione che abbiamo sempre condiviso.
Al cambio di giunta, in linea con quelle critiche, il nuovo assessore al patrimonio bollò quell’operazione come inaccettabile, come si può leggere ancora sulla stampa locale: «Sinceramente, non ce la siamo sentita di dare seguito a un atto del genere.». Bene! Ma a distanza di soli due anni, arriva la delibera copia carbone del metodo precedente. Cambiano solo gli attori e i numeri. Senza alcuna gara pubblica, la nuova giunta assegna il Castellazzo a due gruppi legati al Carnevale, i “Credendari” e il "1° Battaglione Cacciatori della Repubblica Cisalpina".
È paradossale stigmatizzare un comportamento per poi replicarlo identico. Perché scegliere ancora una volta realtà carnascialesche per quei locali? Ivrea soffre di una cronica carenza di spazi per giovani, anziani e volontariato; eppure, la politica eporediese sembra ritenere prioritario destinare il patrimonio pubblico quasi esclusivamente alle componenti dello storico Carnevale.
Una proposta alternativa: il valore del sociale. Nessuno mette in discussione il valore della tradizione del nostro Carnevale, ma l’assegnazione diretta dei locali, e di una importante quota per la ristrutturazione ad una delle associazioni, restano pratiche discutibili. Si poteva fare altro.

Fiorenzo Grijuela
Il Comune avrebbe dovuto gestire direttamente i lavori di ristrutturazione, anche qui attraverso gara pubblica. E avrebbe dovuto far rientrare il Castellazzo fra le sale a disposizione della città, le sole Santa Marta e Sinagoga (per altro non accessibili a tutti per via dei costi) non sono assolutamente sufficienti.
E se proprio si voleva copiare il percorso della precedente giunta e quindi fare un affidamento diretto, perché non assegnare la gestione, ad esempio, alla rinata Consulta Giovani? Offrire alla consulta non solo una sede per riunirsi, ma uno spazio ampio da autogestire, con la possibilità di creare aule studio, organizzare laboratori, incontri, creare una “casa delle nuove generazioni” dove il Comune sarebbe il facilitatore per la creazione di un nuovo centro aggregativo giovanile nel cuore della città.
Mentre scrivo mi arriva la triste notizia della scomparsa dell’ex sindaco di Ivrea Fiorenzo Grijuela, oltre all’espressione del cordoglio alla famiglia, mi piace ricordare, a proposito di Castellazzo, che nel 1999 la Giunta guidata dal sindaco Grijuela - su proposta del nostro assessore Salvatore Rao – decise di assegnare il Castellazzo al centro di aggregazione giovanile Sioux in comodato d'uso gratuito. Non sono operazioni semplici è innegabile, ma con la volontà di perseguirle si possono trovare tutte le formule utili perché da questo tipo di progetti nascano solo vantaggi per il quartiere e la città tutta.
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