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07 Gennaio 2026 - 22:13
Il nuovo Tunnel
Nel nuovo tunnel del Colle di Tenda entra l’acqua. Ma non è un problema. Lo dice l’Anas, e quindi possiamo stare tranquilli. Quando l’Anas rassicura, l’acqua può anche scendere dal soffitto: fa parte del paesaggio.
L’acqua, spiega l’ente, è naturalmente presente nella montagna. Il che è una notizia. Nessuno immaginava che le Alpi fossero umide. Per anni ce le hanno vendute come solide, compatte, affidabili. Invece no: trasudano. E finalmente lo sappiamo.
Si tratta di un “fenomeno possibile”, precisano. Anzi normale. Fenomeni del genere possono verificarsi anche in gallerie di recente costruzione. Evidentemente soprattutto in quelle di recente costruzione. Un dettaglio che non cambia nulla, se non il significato della parola “nuovo”.

L’infiltrazione si è manifestata a circa 370 metri dall’imbocco della galleria sul lato francese. Un punto preciso, quasi elegante. Ma non deve creare allarmismi. L’allarmismo, si sa, è sempre colpa di chi guarda l’acqua e non di chi dice che non esiste.
Il tunnel regge. La volta è solida. Questo è l’importante. L’acqua passa, ma senza arroganza. Non invade, non protesta, non chiede spiegazioni. Scorre con discrezione, come se fosse prevista. O perlomeno tollerata.
I tecnici hanno fatto un sopralluogo. Sono entrati. Hanno osservato. Hanno guardato l’acqua scendere. Poi hanno deciso che non c’è nessun problema strutturale. Decisione presa. Caso chiuso. Se lo dicono loro, possiamo fidarci. In fondo è solo la montagna che fa la montagna.
Del resto l’acqua c’era anche prima. Solo che prima stava dentro. Ora sta un po’ più fuori. Ma sempre acqua è. E sempre montagna resta. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, se non di preoccuparsi troppo.
Un intervento verrà comunque eseguito. Per scrupolo, per amore del dettaglio, per zelo professionale. Ma di notte. Quando il tunnel è chiuso. Non perché ci sia un problema, ovviamente. Ma perché è meglio sistemare ciò che non è un problema senza che nessuno lo veda.
Così funziona: si interviene, si sistema, si rassicura. E l’acqua, nel frattempo, continua a fare il suo lavoro. Naturale. Possibile. Normale.
In conclusione, nessuna perdita. Solo un’opera moderna che accetta la natura. E una natura che, puntuale, trova sempre il modo di passare. Anche quando non dovrebbe. Anche quando non è un problema.
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