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07 Gennaio 2026 - 19:27
La metanfetamina arriva in Europa dentro il marmo: la Spagna è il nuovo hub dei cartelli messicani?
La seconda fase dell’Operazione Saga chiude il cerchio su un’organizzazione criminale collegata al cartello di Sinaloa. Il bilancio è netto: nove arresti, una rete logistica con hub a Tenerife, Madrid, Valencia e Alicante, droga occultata in blocchi di marmo provenienti dal Messico e quasi tre milioni di euro in contanti nascosti in un búnker. È un colpo che fotografa con chiarezza la nuova geografia del narcotraffico diretto verso l’Europa, sempre più basata su infrastrutture commerciali legali e su snodi logistici stabili.
Un portellone che si apre nel silenzio di una nave cargo, bancali destinati a cantieri e showroom, lastre di marmo apparentemente identiche a mille altre. Dentro alcune di quelle pietre, però, la metanfetamina era stata colata e sigillata come una vena nascosta. È da questo dettaglio che prende forma la seconda fase dell’Operazione Saga, un’indagine internazionale che le autorità spagnole definiscono decisiva per lo smantellamento di una rete ispanomessicana ritenuta uno dei principali punti di rifornimento di droghe sintetiche per il continente europeo. Il primo capitolo risale a maggio 2024, con il sequestro di 1.800 chilogrammi di metanfetamina in provincia di Alicante, la più grande operazione di questo tipo mai condotta in Spagna e una delle più rilevanti in Europa. Il seguito, reso pubblico il 7 gennaio 2026, porta a nuovi arresti, all’indagine su un imprenditore del marmo, alla scoperta di una cassa occulta da quasi 3 milioni di euro e all’individuazione di un emissario del cartello che viveva nascosto in un appartamento di Madrid, pagato 2.500 euro al mese per restare in silenzio.
Le indagini, condotte dalla Policía Nacional in collaborazione con la DEA (Drug Enforcement Administration) degli Stati Uniti, hanno ricostruito una catena logistica che si appoggiava a città strategiche come Tenerife, Madrid, Valencia e Alicante. Qui l’organizzazione aveva creato una piattaforma di smistamento con ambizioni continentali. La metanfetamina, una droga di sintesi ad altissima redditività e in rapida diffusione nei mercati del Nord e del Centro Europa, arrivava occultata in carichi di marmo importati dal Messico. Un sistema sofisticato, basato sull’uso di flussi commerciali leciti e di coperture imprenditoriali. La prima crepa emerge nel 2024, quando l’operazione coordinata dal Juzgado de Instrucción n. 6 dell’Audiencia Nacional intercetta il maxi-carico da 1,8 tonnellate, facendo emergere un modello operativo che univa logistica industriale e traffici illeciti.

Dopo quel sequestro, tra luglio 2024 e settembre 2025, gli investigatori seguono i tentativi di riorganizzazione della rete. Emergono nuovi invii, come 40 chilogrammi di metanfetamina nascosti nella base di una statua alta oltre un metro e mezzo destinata a Tenerife, oppure 38 chilogrammi di marijuana spediti verso la Finlandia, con il fermo del destinatario grazie alla cooperazione doganale internazionale. In parallelo viene individuato un uomo del cartello di Sinaloa che viveva quasi recluso a Madrid, mantenuto con uno stipendio mensile per evitare che parlasse con le autorità. Il quadro si completa con un blitz finale che porta a nove arresti e alla perquisizione di una ditta del marmo, sotto il cui pavimento, in una nave industriale, viene scoperto un búnker contenente quasi 3.000.000 di euro in contanti, considerati la cassa operativa dell’organizzazione.
Seguire il denaro è stato decisivo. I flussi finanziari, i canali commerciali e le coperture imprenditoriali hanno consentito agli inquirenti di risalire all’infrastruttura della rete e di comprometterne la capacità operativa. Il trucco del marmo si basava sull’utilizzo di un prodotto pesante, voluminoso e abituale nei traffici internazionali. Secondo le informazioni fornite dalle autorità, la droga veniva inglobata o nascosta all’interno di blocchi destinati all’edilizia o all’arredo. Una volta arrivati in Spagna, i carichi venivano trasferiti verso hub già collaudati, dove la sostanza veniva estratta e suddivisa in partite più piccole, poi instradate verso altri Paesi europei. Non si tratta di una novità assoluta: negli anni i cartelli hanno occultato droga in acciaio, legno, frutta e macchinari industriali. Il marmo, però, offre un vantaggio preciso: masse difficili da ispezionare integralmente, documentazione regolare e destinazioni commerciali credibili.
La scelta di Tenerife, Madrid, Valencia e Alicante risponde a una logica precisa. Le Canarie rappresentano un punto di passaggio tra Atlantico e Mediterraneo, con rotte marittime dense e traffici eterogenei. Madrid è uno snodo terrestre e aereo centrale, mentre Valencia e Alicante collegano porti, reti commerciali e distribuzione interna. Non si tratta solo di punti di ingresso, ma di vere piattaforme di ridistribuzione. Le autorità spagnole parlano del più importante sistema di approvvigionamento di droghe sintetiche individuato sul territorio europeo negli ultimi anni. La Spagna, per lingua, relazioni economiche, importanza portuale e pressione investigativa su altri Paesi, è diventata un obiettivo strategico per i cartelli messicani.
Il ritrovamento del búnker con quasi 3 milioni di euro in contanti chiarisce il funzionamento interno dell’organizzazione. La liquidità serve a pagare trasporti, coprire emergenze, corrompere snodi sensibili e riattivare la catena dopo eventuali perdite. La presenza di un imprenditore del marmo tra gli arrestati indica un livello di integrazione tra economia legale e traffici illeciti che va oltre il semplice prestanome. Sono necessarie competenze di settore, accesso ai fornitori e capacità di manipolare ordini e spedizioni senza attirare l’attenzione dei controlli doganali.
L’inchiesta è anche un esempio concreto di cooperazione internazionale. Oltre alla DEA, sono stati coinvolti canali di collaborazione con le autorità doganali di altri Paesi europei, come la Finlandia, e un coordinamento costante sotto l’egida dell’Audiencia Nacional. Negli ultimi anni non è l’unico fronte aperto tra Spagna e cartelli messicani. Nel novembre 2025, un’altra operazione, denominata Operazione Oyamel, ha colpito una presunta struttura del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG) attiva in Spagna, specializzata nell’importazione di cocaina e anfetamine occultate in macchinari pesanti. Episodi diversi, ma legati dalla stessa strategia di mimetizzazione all’interno di filiere industriali.
La metanfetamina non è ancora diffusa in modo capillare nel sud Europa, ma resta una sostanza ad altissimo margine economico e con effetti sanitari e sociali gravi. Le quasi due tonnellate sequestrate nel 2024 avrebbero potuto generare centinaia di migliaia di dosi destinate a mercati in crescita. Colpire l’infrastruttura, più che i singoli carichi, significa aumentare i costi per i cartelli e rallentare le operazioni. La scoperta della cassa in contanti dimostra quanto capitale fosse necessario per mantenere in funzione il sistema.
Tra gli elementi più significativi dell’indagine c’è la figura dell’emissario del cartello di Sinaloa individuato a Madrid. Non un dirigente, ma un depositario di informazioni: luoghi, tempi, contatti. Pagare il silenzio è il segnale di una rete che, dopo il maxi-sequestro del 2024, temeva il collasso informativo più ancora di quello logistico. Anche l’episodio della statua destinata a Tenerife, con 40 chilogrammi di droga nascosti nella base, mostra i limiti di una creatività eccessiva. Oggetti ingombranti e spedizioni speciali aumentano i controlli e accorciano la catena di sicurezza.
L’Operazione Saga, guidata dal Juzgado de Instrucción n. 6 dell’Audiencia Nacional, rappresenta un precedente importante per le procure europee. Puntare sui nodi logistici e sulle imprese-filtro, invece che sui singoli corrieri, consente di disarticolare intere filiere. Nonostante i nove arresti e il sequestro del búnker, gli investigatori non escludono che esistano ancora ramificazioni pronte a riattivarsi in altre giurisdizioni. È la logica dei cartelli: ridondanza e compartimentazione. La perdita di 1,8 tonnellate di metanfetamina e la chiusura di un presunto hub europeo rappresentano però un costo elevato e un segnale chiaro. L’Europa dispone oggi di strumenti migliori per riconoscere i segnali deboli dei nuovi metodi di occultamento.
Il marmo, materiale associato a stabilità e durata, in questa vicenda è diventato una maschera. L’indagine ha mostrato cosa si nasconde dietro quella superficie: una rete che puntava a fare della Spagna una dogana privilegiata per la metanfetamina diretta in Europa. Magazzini perquisiti, contanti dissotterrati e hub logistici neutralizzati segnano un risultato rilevante. Resta una domanda aperta, che accompagna ogni grande operazione di contrasto: quante coperture simili sono già in viaggio e quanto siamo in grado di individuarle in tempo.
Fonti: Policía Nacional, Audiencia Nacional, DEA (Drug Enforcement Administration), comunicati ufficiali del Ministerio del Interior spagnolo, informazioni di cooperazione doganale europea.
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